4 ottobre 2012

Malati di soldi

Soldi rubati, soldi infangati, soldi nascosti, soldi frodati, soldi trafugati, soldi estorti, soldi dilapidati, soldi troppo facili, soldi che pretendono altri soldi. E non se ne vede la fine. I soldi incarnano status e potere perché gli uomini, ormai, coincidono con i soldi che possiedono o che rappresentano. Una misura che si fa abisso proprio ora che in troppi non sanno trovare riparo. I soldi permettono tutto e lo giustificano. Un tutto che non consente etica (e nemmeno la sottintende) e che sguazza beffardo tra le acque putride di un'arroganza odiosa ma sempre volgarmente ostentata.

[foto by ShyCrow]

36 commenti:

  1. Senza dimenticare tutti gli incitamenti a diventare ricchi con i giochi a premio, i gratta e vinci, il lotto, il superenalotto, win for line, slot machine, poker on line, giochi in tv, grandi fratelli, eccetera, eccetera. Che tristezza.

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    1. Diventare ricchi è il must più attuale, evidentemente. Lo sponsorizza lo Stato!

      Chiaramente vivere in povertà è aberrante, una condizione che non piace a nessuno anche se di recente le persone povere, ma povere davvero, sono sempre più numerose.
      Ovviamente chi ruba o specula o si appropria indebitamente di soldi non suoi non sarà mai povero. Anche perché nessuno gli fa restituire il maltolto.

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    2. bel dibattito quello sull'indigenza.
      appassionante.
      credo che possa capitare a chiunque di ritrovarsi in quella condizione, gli auguro momentaneamente.
      glielo auguro perchè comprendo che riuscire ad adeguarsi sia complicato per via che siamo abituati a tutta una serie di cose.
      tuttavia non è da escludere che ci sia chi riesce ad adattarsi bene, magari perchè nato proprio per quel destino.
      una persona con attitudini alla solitudine, all'essenziale, alla vita zen o che so io.
      voglio dire che a spogliarsi degli abiti mentali comuni, non è poi del tutto certo che vivere con poco e con quello che per i più è quasi nulla sia meno dignitoso di chi preferisce il lusso.

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    3. Vivere nell'indigenza non è un sollievo per chi quell'indigenza non vuole viverla.
      Per chi, invece, fa una scelta diversa e vuole vivere dell'indispensabile (in modo zen, come dici tu), allora la cosa è diversa.
      Ma in una società come la nostra, in cui tutti consumano e tutto si consuma in fretta, un approccio tanto "monastico" è piuttosto raro.

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    4. lo dicevo, porta lontano sto discorso.
      volevo solo insinuare un dubbio perchè di cose di cui faremmo a meno ne capitano a iosa e spesso oltre a non avere alcun rimedio lasciano un retrogusto amaro che avvelena la vita.
      le condizioni più estreme, una grave malattia, un fallimento totale, la povertà sono viste come tabù. senza rimedio. solo da subire.
      tutti i bei discorsi che sappiamo fare si rivelano per quello che sono, ciance.
      ma come si può guarire, risolvere una situazione difficile se lo stato d'animo è quello dello sconfitto?
      in qualche modo ci si adatta o si soccombe.
      ma poi quando ti adatti scopri che può anche andar bene com'è.
      è solo negli ultimi 200 anni che il "benessere" ha drogato le genti, prima si è sempre vissuto felici anche con poco.
      è per quello che spero arrivi l'apocalisse a spazzar via tutto.
      azzeramento totale e ripartenza.
      ecco pensa a quel momento, a che servirebbe pensare a ciò che si è perduto se non c'è più?
      ecco che allora in quel momento trovi le tue risorse e può capitare di scoprire che non solo ti bastano, ma è anche meglio di prima.
      tutto il resto che si dice oggi, a me sembra, derivare dalla stessa "cultura" che porta tanti a soffrire della febbre dell'oro con tutto quello che ne consegue.
      però mi rendo conto che forse parlo per via che l'animo "barbone" sta prendendo il sopravvento, ma una ragione e un modus vivendi sostenibile dovevo ben trovarlo:)
      e ti assicuro che non solo non avrei voluto viverlo (lo stato di indigenza), ma proprio non ci pensavo, anzi ero certissima che ai 50 avrei tirato i remi in barca e invece a 49 non c'era più neanche la barca:)


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    5. Negli ultimi 200 anni, più o meno, ogni generazione è stata tendenzialmente più ricca della precedente. O, quanto meno, ha potuto contare su risorse, comodità e beni che prima non c'erano.
      Ora sembra che questo meccanismo si sia inceppato. Perché le generazioni più fortunate sono quelle che possono permettersi lo stesso tenore di vita dei propri genitori. Tutte le altre (me compresa) devono ridimensionare aspettative, progetti, desideri e tutto il resto. Non si può fare altrimenti.
      Ma, come tu dici da tempo, si arriverà ad un'esplosione (o implosione?) totale. La chiami Apocalisse. E mi sembra una definizione calzante.

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    6. il post parla d'altro alla fine, però io non credo che 200 anni si stesse meglio o forse bisognerebbe intendersi cos'è questo meglio. difficile fare paragoni con persone di 200 anni fa però senza allargare troppo il discorso, se penso a uno che nasceva nelll'Italia del 1890 lo aspettavano guerre, miserie, dittature, emigrazione, quindi una valanga di sofferenze che noi italiani nati dopo la seconda guerra mondiale non possiamo immaginare. Ecco quel mondo ha tutta questa serie di problemi comprese le malattie, eccetera, che non possiamo nemmeno capire. Certo che hanno un fascino però bisognerebbe andarci coi piedi di piombo...poi si può parlare di decrescita, nuovi modelli economici e di sistema, di cooperazione, di abbattimento dei consumi, tutto quello che si vuole però bisogna sempre avere sempre chiare queste cose.

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    7. sì, vallo a dire a quelli che hanno perso tutto.
      ps mia_euridice glielo dici tu ad andrea che sono più che odiosa e di solito commento a sproposito ma ultimamente ho anche imparato a contenermi?

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    8. Scusa, cosa vuol dire, vallo a dire a quelli che hanno perso tutto? spero di non essere stato maleducato o di averti offeso in qualche modo. io so benissimo, perchè l'ho provato sulla mia pelle, cosa significa non avere più niente e dover ripartire da meno di zero e avere i genitori che chiedono l'aiuto per vestire i figli.

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    9. @ Andrea: io e teti non volevamo intendere che 200 anni fa si stesse meglio di oggi. E' evidentente che non è così. Hai ragione, infatti.

      Il senso era un altro. Si intendeva notare come le generazioni di uomini vissuti negli ultimi due secoli hanno avuto la fortuna di progredire e di poter vivere in condizioni costantemente migliori rispetto ai propri genitori. Ma la nostra generazione, la mia e la tua, Andrea, non ha la stessa fortuna. Noi siamo i primi, dopo un paio di secoli, a non poter fare lo stesso. I nostri genitori hanno vissuto meglio dei loro genitori e, risalendo nel tempo, i nostri nonni hanno vissuto (tendenzialmente) in condizioni migliori dei nostri bisnonni e così via...
      A noi non è possibile perché questa "crescita" si sta fermando. E lo sappiamo bene.

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    10. Sì, è vero, verissimo, come non darvi ragione però penso anche che è il mondo che è cambiato in generale, in peggio per me, e come l'uomo guarda alla realtà che lo circonda. Come il fatto di spingerti a consumare e poco a risparmiare e mi dirai ma se non hai lavoro come fai a risparmiare, verissimo, come darti torto, però viviamo in un mondo dove ti spingono a consumare e chi ha poco se non spende 500 euro per un telefonino è un cretino, non è al passo, se non cambi la macchina, se non fai la vacanza, ovvio che si sta fermando tutto. pensa solo alla vacanza? per noi è qualcosa di scontato ma è davvero scontato che un essere umano debba fare il turista? è solo un ragionamento per paradosso.

      ma dall'altro lato penso che ci sono delle cose che migliorano la nostra vita, seppure lentamente, penso alla medicina, perchè già solo dieci, quindici anni fa, quello che hanno fatto a mia cuginetta o a mio padre in un ospedale non l'avrebbero mai potuto fare, tra l'altro in un ospedale di provincia.

      Si potrebbe dire che il nostro mondo è forse, forse dico, più complicato di quello in cui vivevano i nostri nonni, più pieno di sfaccettature e tocca a noi e alle future generazioni ridisegnare tutto, pensare al futuro.

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    11. E aggiungo, semplificando al massimo (perchè di persone anche italiani che muoiono nei vari conflitti ce ne sono), il fatto che non sei quasi più coinvolto in guerra, non ci fa una generazione molto ma molto più fortunata di quelle precedenti? penso a mio nonno, sì, è vero ha potuto mandare i figli a scuola, alle superiori, ma ha vissuto fino alla sua morte con gli incubi di guerra e malattie e orrori da raccontare e a cui pensare ogni giorno.

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    12. In generale continueremo a poter godere di benefici e progressi sempre più importanti. Soprattutto in campo medico o tecnologico. Anche se, considerando che la ricerca in Italia è tra le aree più bistrattate, tanti passi in avanti verranno dalla ricerca fatta all'estero.

      In merito ai consumi sento di darti ragione. Viviamo molto di stereotipi e status symbol. C'è chi non può fare a meno di gadgets tecnologici all'ultima moda, chi non esce se non ha abiti griffati, chi non vive se non riesce a farsi una vacanza ogni tre mesi.

      Ma c'è anche chi, e sono sempre di più, deve vivere seguendo un tenore di vita molto più rigido. Perché magari va avanti con poche centinaia di euro al mese, perché deve pensare ai propri figli, perché non può nemmeno contare sulla cassa integrazione e via dicendo.

      Il nostro mondo è sicuramente più complesso di quello in cui hanno vissuto i nostri nonni. La complessità, ovviamente, prevede una quantità infinita di scelte ma anche l'aumento delle possibilità che quelle scelte non siano alla portata di tutti. Per un'oggettiva mancanza di denaro.

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    13. ma io veramente intendevo proprio dire quel che ho detto.
      l'abbiamo pagata troppo cara questa crescita.
      non abbiamo sfamato chi già moriva di fame (anzi!) e abbiamo messo in miseria chi stava meno peggio.
      le guerre ci sono esattamente o forse più prima, anzi ammazzano più civili che mai.
      siamo rimbambiti dai media talmente tanto che a parlare di "buon senso" si è guardati come alieni.
      e, infine, dopo tutto sto crescere e consumare ci stiamo avviando esattamente al punto da cui siamo partiti, ma senza le capacità e le risorse per campare come si faceva allora.
      comprendo che il mio punto di vista sia estremo, ma rivendico il diritto di rappresentarlo:)

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    14. ma sono d'accordo con te teti.
      però non riesco a capire cosa significa l'abbiamo pagata troppo cara. nel senso lo capisco ed è bello anche fare i ragionamenti col se perchè ti aiutano magari a non commettere gli stessi errori in futuro, però la storia dello sviluppo umano è complessissimo, dovremmo noi uomini del 21 secolo ma anche del sedicesimo secolo, gli stessi romani, gli uomini primitivi smontarsi completamente e rifarsi.

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    15. e io ho parlato di guerre, perchè lo so che ovunque ci sono guerre, di cui spessissimo noi occidentali siamo responsabili, ma credo che sia davvero una novità guardando la storia dell'umanità che un maschio occidentale non sia coinvolto suo malgrado in un conflitto. non c'è nemmeno più la leva militare. è un'inezia ma davvero un'inezia, però insomma.

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    16. e a te monna, hai ragione, pensare allo sfascio di questi ultimi anni è terribile. alcuni mesi fa ho accompagnato una giovanissima amica sindacalista e al di là di quello che si potrebbe pensare dei sindacati e di tutto quello che fanno, io sono rimasto colpito dall'analfabetismo dei lavoratori, degli impiegati. totalmente alieni. gli chiedevi il prezzo della tv o di una vacanza e te lo dicevo, se gli chiedevi del loro contratto di lavoro, nulla sapevano.

      c'entra niente, però dimostra alcune cose.

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    17. significa esattamente quello che dicono quelle parole: l'abbiamo pagata troppo cara.
      abbiamo semidistrutto il pianeta e quello che resta ha i minuti contati, mel senso in mille anni non ci sarà più. e mille anni sono un tempo brevissimo per la storia del mondo.
      "un maschio occidentale, ecc, ecc" è una battuta veramente molto divertente!
      e il discorso sulla leva che non c'è più mi fa definitivamente capire che guardiamo le evidenze da due diversi punti di vista, ma siccome ritengo sacrosanto che ognuno "elabori" in piena autonomia e poi non sono in casa mia, rimando a una prossima eventuale occasione.

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  2. per i miei personali parametri dovrebbe bastare, tuttavia sono consapevole che ancora non bastino a strozzarli e che ci vorrà ancora un po' di tempo prima che la pandemia li soffochi.

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    1. Io spero che soffochino prima possibile e, se possibile, anche in maniera dolorosa e cosciente. Non ho per questi soggetti nessun tipo di pietà.

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  3. una vita sempre più misera, in cui tutto sembra si possa comprare.
    Dolce sera mia

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    1. Da qualche parte, tanto tempo fa, ho sentito questa frase: "Quando niente è in vendita, tutto si compra". E in quel tutto c'è davvero tutto. Anche l'in-comprabile.

      Sereno giorno a te, Agart!

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  4. Malati di soldi? Sta di fatto che senza soldi anche i migliori talenti si spengono. I soldi occorrono, ma non a palate. Basta un ottimo stipendio e basta soprattutto sapersi accontentare. Ma sembra che chi guadagna mille vorrebbe subito cinquemila, chi guadagna tremila ne vorrebbe subito ventimila.
    Senza voler mettere il dito nella piaga attuale: la politica. E pensare che io ero convinto che la malattia dei politici fosse il potere, il possesso del potere, il godimento del potere; invece guarda qua, non gli basta esercitare il potere, ma lo vogliono d'oro, confortato di TUTTI i beni possibili, pensabili e soprattutto leciti.
    Malati di potere? Malati di soldi? Malati di arroganza e di strafottenza.

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    1. I politici, almeno da quello che stiamo vivendo/vedendo in Italia in queste ultime settimane, sembrano dei malati cronici di soldi. Vedi Penati, vedi Fiorito e quell'altro infame di Saggese.
      Questo post è nato da una riflessione su questi soggetti. Per loro potere e denaro sono inscindibili. Senza l'uno non può esserci l'altro. E quindi cercano di arraffarseli entrambi.

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    2. Mi ero accorto in ritardo di avere sbagliato aggettivo: intendevo "soprattutto illeciti", ma lo hai benissimo capito.
      È tutto illecito nella vita dei nostri politici e quel che è peggio non lo capiscono, non lo ammettono. La loro arroganza è totale, sfacciata e villana.
      Se pensi che qui in Germania un Presidente della Repubblica, di bell'aspetto, che andava bene a tutti, dall'eccellente passato politico, giovane e con una bellissima moglie -cosa che non guasta per il comune senso dell'estetica- per molto meno è stato costretto a dimettersi, puoi capire come la pensano gli altri su quello che succede a casa nostra.
      Credimi, a star qui e a sentirsi porre sempre la stessa domanda "ma come mai succede sempre così in Italia?", c'è da vergognarsi di appartenere a questa terra e a questa patria.

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    3. Credo che siano maestri in questa "arte". Possiedono tanta di quella arroganza che non potranno mai ammettere che hanno rubato o truffato o agito illegalmente e questo soprattutto per via di tutto il denaro che possiedono. Nella loro testa, infatti, non esistono limiti o misure visto che nella loro normalità tutto è acquistabile. Ed è ciò che ho tentato di dire nel post.

      Mi dispiace molto sentire che all'estero il nostro Paese venga considerato in maniera così negativa. Ma mi rendo perfettamente conto che è difficile difendere certa gente. Noi che viviamo tali scempi sulla nostra pelle e non abbiamo un'opinione migliore.
      Ci si vergogna. Ed è una sensazione terrificante che un italiano all'estero è costretto a provare volente o nolente. Peccato che i nostri politicanti non sappiano nemmeno scriverla la parola "vergogna".

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    4. È un mix di vergogna e orgoglio personale, perché loro sempre aggiungono: "non ci si crederebbe a giudicare voi italiani che state qui da noi", come a dire voi siete onesti e lavoratori, mentre quelli che sono rimasti laggiù...

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    5. Noi che siamo rimasti quaggiù dobbiamo assistere quasi quotidianamente a delle scene che non auguro a nessuno.
      La nausea ha raggiunto livelli inenarrabili.

      Puoi anche dire ai tedeschi che tra quelli venuti su, in Germania, ci sono molti personaggi poco raccomandabili. Anzi, puoi suggerire loro un librino molto simpatico che si intitola "Sulla strada per Corleone" di una loro connazionale: Petra Reski. Lettura piuttosto formativa.

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    6. La mafia è arrivata anche qui. In un ristorante di Mannheim, gestito da una famiglia di indubbia origine sicula, qualche anno fa per tutto il tempo che io e mio figlio abbiamo mangiato ci siamo sentiti addosso puntati gli occhi dei camerieri e del gestore. Come fossimo ladri o appestati, perché avevano sentito che parlavamo italiano e non eravamo siciliani.
      E poi come dimenticare la mattanza di Duisburg di un paio di anni fa? Erano calabresi, ma che differenza fa?

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  5. Soldi di merda. Una volta almeno qualcuno diceva "sterco del demonio", adesso anche i ladri bigotti si son fatti furbi e prendono alla lettera la parabola dei Talenti, nel senso di monete con cui investire e speculare...
    Mi correggo: di merda non sono i soldi, ma gli omiciattoli zozzi che vivono soltanto per essi!

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    1. Il fatto, caro Zio, è che quegli omiciattoli zozzi sono sempre di più e non sono destinati ad estinguersi tanto rapidamente.

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  6. Senza soldi si sta meglio. Almeno per ora. :)

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    1. Senza soldi non si sta mai meglio.
      Quando "ora" sarà finito, infatti, sarà un problema.

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  7. Ieri sono andata a sentire Gian Carlo Caselli, procuratore capo di Torino; tra le altre cose, ricordava le dimissioni del ministro tedesco Guttenberg, per una storia di copiatura della tesi di dottorato. I concetti di onestà e di senso dell'opportunità, qui, sono ormai merce in via di estinzione.

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    1. Anche Vincenzo ha scritto, poco sopra, di un Presidente che si è dimesso per fatti molto meno incresciosi di quelli di cui si sono resi protagonisti i personaggi a noi ben noti.

      L'altro giorno, ascoltando "Radio 3" (se non vado errata si trattava del programma "Tutta la città ne parla"), qualcuno ha ricordato una parola molto speciale (ed il concetto che contiene). La parola in questione è ONORE.
      A quanto pare negli ultimi decenni o forse più, l'onore è un principio del tutto azzerato. E pensare che un tempo per "onore" si era capaci di fare follie. Ma questi omiciattoli non conoscono né onore, né dignità, né rispetto, né vergogna, come ho scritto poco sopra.

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    2. La parola "onore" è stata troppo spesso defraudata dal suo autentico significato (honos-honoris significava anche dignità), basta pensare al famigerato, grottesco, medioevale "delitto d'onore", che consisteva di scannare la consorte fedifraga e così togliersela dai piedi per far entrare al suo posto la nuova.

      PS: Il presidente Wulff aveva accettato quando era presidente del suo Land, una vacanza di una settimana a bordo di un panfilo offerta da un suo sponsor. Tutto qui.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.