24 ottobre 2012

Il terremoto di una sentenza

Che i terremoti non si prevedano è ovvio. Che la scienza non sia onnisciente è qualcosa che dovremmo tornare ad imparare. Una sentenza di cui si parla e si sparla ovunque. E sarà così per le settimane che verranno. Fino a quando non ci sarà un altro clamore su cui affondare artigli e telecamere. I condannati ora fanno le vittime ma delle vittime vere non sembrano essersi curati più di tanto scegliendo, il 31 marzo 2009, di non mettere a verbale la possibilità che quel terremoto sarebbe potuto arrivare. Non potevano lanciare un allarme? Allora, per la stessa scientifica ragione, non avrebbero dovuto neppure tranquillizzare una città intera.

[foto by nasht-01]

22 commenti:

  1. Beh, c'è anche da dire che le case non sarebbero dovute cadere come castelli di carta.
    La responsabilità di certi costruttori non è più condannabile di certe impossibili previsioni?

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    1. Ovviamente hai ragione.
      Molti edifici del centro storico, però, risalgono a almeno due o tre secoli fa, periodi in cui non c'erano tecniche antisismiche.
      Il dramma è che sono crollate anche abitazioni o edifici più recenti che, in teoria, avrebbero dovuto resistere anche a una scossa come quella che c'è stata alle 3.32 del 6 aprile 2009.

      La responsabilità di quei costruttori incapaci è solo diversa da quella di chi avrebbe potuto gestire meglio la sua scienza.

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  2. Capisco e comprendo quello che dici monna, eppure c'è qualcosa in questa sentenza che non mi convince totalmente. Non capendo molto di queste cose, anche perchè si mescolano questioni scientifici e poi tutta una serie di leggi, preferisco aspettare le motivazioni della sentenza e leggere pareri diversi fra loro.

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    1. Sì. Anche io penso che sia necessario aspettare le motivizioni per comprendere meglio il senso di questa sentenza. Il mio post, infatti, voleva solo guardare la cosa da un punto di vista un po' diverso rispetto a quello che tutti i mezzi di informazione (o presunti tali) vanno sciorinando con una superficialità notevole.

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    2. Sì, sì, però il problema è come affrontare in un'aula di tribunale una situazione del genere e non è una cosa da poco. Ti lascio un commento scritto da Leonardo che ha scritto, da emiliano, un ebook sul terremoto in Emilia, e che parla proprio di comunicazione.

      http://www.leonardo.blogspot.ch/2012/10/il-fungo-comunicativo.html

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    3. Ho letto il lungo post e diverse delle risposte a seguire. Ognuno ha una sua risposta, evidentemente. Non c'è chiarezza né univocità ed è giustissimo così.
      Io penso solo che a questo punto andrebbe un po' rivisto il ruolo degli "scienziati", soprattutto in ambiti così incontrollabili e imponderabili come quelli legati alle catastrofi naturali.

      La scienza ha dei limiti evidenti e, spesso, anche dei cattivi gestori. Se poi, come si legge anche nel post che mi hai indicato, dietro a questo "errore" comunicativo c'è una esigenza mediatica di facciata che i politici dovevano mantenere, la cosa si fa ancora più squallida.

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  3. talmente paradossale che sembra fatta apposta per prendere il tempo necessario a far sì che i corresponsabili vengano assegnati ad altra sede o prescritti.
    scommetto quello che vuoi che la sentenza d'appello ribalta, vedrai.

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    1. Credo anche io che in appello tutto sarà capovolto. Infatti quando arriverà quel momento l'opinione pubblica e tutti gli altri soggetti saranno stati già ben suggestionati ed ammaestrati sulla vicenda tanto da non avere un'opinione personale in merito.

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  4. Mi sentirei di appoggiare l'opinone di Amoreimmaginato: la sentenza comunque la si giri aprirà unbaratro devastante nella gestione delle "responsabilità" dei rischi idrogeologici da aprte dei cosidetti esperti nel senso che mai più nessuno pronuncerà una sillaba in merito. Al massimo la lascerà al magistrato di turno.

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    1. La Commissione Grandi Rischi ha avuto (ed ha) una responsabilità enorme. Il problema, come qualcuno ha sottolineato, è stato di tipo "comunicativo". Che non è pochissimo.

      Col mio post intendevo soffermarmi su un principio abbastanza logico: se i terremoti non si possono prevedere, vuol dire che nessuno può dire che ci saranno ma, nel contempo, vuol dire anche che nessuno può dire che non ci saranno.

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  5. Non conosco la vicenda così come la conosci tu. Certamente bisogna ricordare le 339 vittime innanzi tutto, ma a me la giustizia sommaria non piace a prescindere: si doveva trovare un capro espiatorio? Perché allora non andarlo a cercare tra chi, genio civile o che so io, non aveva controllato la miscela dei cementi usati, Tanto cemento tanta sabbia e non più, oppure lo spessore dei tondini di ferro che facevano da scheletro ai cementi armati? Chi era preposto? Colpire degli scienziati che non possono mai prevedere del tutto un sisma non è lecito così facilmente. Tu dici che non dovevano tranquillizzare. Se lo hanno fatto hanno sbagliato, ma se invece avessero terrorizzato e non fosse successo niente? Sai che cosa sarebbe successo? Li avrebbero processati e condannati per procurato falso allarme.
    In sostanza: se tutti i tribunali agissero come il nostro non ci sarebbe più uno scienziato in Cile, in Giappone, negli USA e in Italia che si prenderebbe l'ardire di muoversi.
    In sostanza non si può mettere la mordacchia alla scienza, questi giudici lo hanno fatto.
    So che la cosa ti tocca direttamente, ma io ho detto solo quello che penso a rischio di impopolarità.

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    1. Non dovevano terrorizzare nessuno. Sarebbe bastato lascire la scelta alla gente. Dire loro che poteva verificarsi un qualsiasi tipo evento tellurico e che tutti gli abitanti, liberamente, potevano scegliere di uscire di casa e andare altrove.

      Spiegare meglio quello che la scienza può spiegare. Per loro è stato tutto "normale" ma io che da queste parti ci sono nata e ci vivo, ti posso dire che non c'era nulla di "normale" nella sequela di scosse della primavera del 2009.

      I tecnici che hanno sbagliato, che non hanno sorvegliato ciò che veniva costruito in tempi più o meno recenti, sono già sotto processo. Questa non è l'unica sentenza che riguarda quel terremoto.

      In ogni caso ti chiedo, se non lo hai ancora fatto, di cliccare sulla parola "tranquillizzare" del mio post. Si apre un video. Prova ad ascoltare le parole di Bernardo De Bernardinis (uno dei condannati a sei anni), in particolare dal minuto 3.00.

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    2. Ripeto quel che ho già detto: so solamente quello che hanno mostrato e detto i media pubblici, TV per tutti; non vado fino a Karlsruhe per comprare giornali vecchi di un giorno.
      L'impressione giusta e le cose giuste le hai dette tu poco sopra rispondendo a Oblivious: nessuno può prevedere se un terremoto avvenga oppure no, ma nessuno può escluderlo. La scienza è questa, niente di più, altrimenti sarebbe magia.
      Ignoravo le prescosse, molteplici e di così forte intensità. Però mi dicono che dalle vostre parti ci convivete con le scosse, come gli abitanti di Tokio. Certo che c'è scossa e scossa, ma il succo del mio modestissimo intervento era un altro: se ci mettiamo a processare come "responsabili di un disastro" scienziati che conoscono solo l'entità delle loro cifre non la finiamo più. Sarebbe come dire che, se io con la mia macchina nuova vado fuori strada e cozzo contro un platano demolendo la macchina venga processato chi lì quel platano ha piantato, e non piuttosto data tutta la colpa a me e alla mia imperizia. Può però darsi che io sia troppo sballato e artista per vedere logicamente, con la tua logica per intenderci, e giudicare.

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    3. La scienza non amministra magie, ma dati. E i dati potevano lasciar immaginare che una grave scossa sarebbe potuta arrivare. Oppure no.
      La probabilità era praticamente la stessa.

      Ma basta questo a fa lanciare agli scienziati messaggi rassicuranti o, quanto meno, nient'affatto preoccupati?

      Gli scienziati non fanno i comunicatori. Probabilmente ha fatto comodo dare loro molta più importanza e potere di quelli che avrebbero dovuto avere. Perché certi ruoli, comunicativi e gestionali, spettano alle istituzioni, non ai geologi. E' per questo che ora sono loro a pagare e non chi, forse, avrebbe dovuto gestire la cosa.

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    4. Hai centrato il nocciolo del problema: "probabilmente ha fatto comodo dare loro molta più importanza e potere di quelli che avrebbero potuto avere". Esatto, così chi doveva vigilare se ne è lavato le mani, e chi doveva controllare cosa combinavano i costruttori molto probabilmente le mani se le era già lavate quando aveva intascato le loro mazzette.
      Per questo è iniquo prendersela solo con chi ha avuto il torto di non chiudere la stalla prima che i buoi fossero fuggiti, di non dire cioè esattamente che il terremoto poteva arrivare oppure no, senza montare in cattedra come quello che mi hai fatto ascoltare in you tube.

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  6. Sì, forse hai ragione, forse è così, tranquillizzando hanno commesso un crimine. Eppure è così difficile parlare di questa cosa; non so, ad esempio noi: siamo cresciuti pensando che il terremoto riguardasse sempre e comunque qualcun altro, perchè "l'Emilia, figurati!", eppure vedi come è andata. Nessuno ci ha messo in allarme e se lo avesse fatto forse gli avremmo riso in faccia. E' davvero una materia difficile.

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    1. Tutta Italia, je, è a rischio sismico. Nessun territorio è davvero al sicuro. Il problema è che facciamo finta di dimenticarcene.

      Non so se da voi ci siano state tante scosse di "preavviso" come quelle che ci sono state qui. Ma se così fosse, c'è qualcuno che ha serie responsabilità per non avermi avvisato o, quanto meno, di non avervi fatto venire nemmeno il timore di ciò che avrebbe potuto verificarsi e che poi, infatti, si è verificato.

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  7. Che tutta l'Italia fosse a rischio sismico, quindi anche noi emiliani, io prima del 20 maggio non l'avevo MAI sentito dire. Che Ferrara fosse stata distrutta da un terribile terremoto nel 1500, prima del 20 maggio non l'avevo MAI sentito dire. Da nessuno. E non sono uno proprio del tutto sprovveduto, uno che non legge ecc. La sera del 19 maggio c'è stata una scossa, piccola. E' stato quello, l'unico avvertimento. E l'hanno sentito in pochissimi. Poi, alle 4 del mattino, il finimondo.

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    1. Il terremoto, chiaramente, fa quello che vuole. Non ti avvisa e non ti lascia scampo.

      Sta agli uomini cercare di non dimenticare. Purtroppo abbiamo una memoria corta, cortissima e spesso ci fa comodo non tener conto delle cose brutte che sono avvenute. Fosse anche cinque secoli fa!

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  8. Non voglio fare l'avvocato difensore degli scienziati, però io dico che la responsabilità di certi costruttori non è semplicemnte "diversa": è cento volte superiore.

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    1. Non dissento, Zio.
      E, come ho scritto poco sopra, anche molti costruttori, tecnici, ingegneri e rappresentanti amministrativi sono sotto processo per questo motivo.

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  9. Ecco, vedi? Stanotte c'è stato il terremoto tra la Calabria e la Basilicata. Tra non molto condanneranno anche Dio? I giudici si impegnassero a condannare tanti politici ladri e mafiosi, si impegnassero a condannare per i veri criminali che dopo un paio d'anni stanno fuori piuttosto che la scienza.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.