20 settembre 2012

Genoeffa

Genoeffa, in classe, era il nostro spauracchio. Una maestra severa e piuttosto arcigna la brandiva come fosse stata una bacchetta magica. In realtà Genoeffa era una bacchetta e basta. A dire il vero era un frammento di legno partorito per errore da una riga madre più importante e massiccia. Lei, Genoeffa, sibilava sulle nostre teste e accompagnava le lezioni anche quando sonnecchiava tra la polvere del davanzale. Quel nome glielo avevamo dato noi bambini. Meglio, qualcuno di noi, ed era stato approvato con un battesimo di sorrisi e qualche ghigno. L'ho provata sulle mani una sola volta. Peccato che non ricordi neppure il perché.

Ispirato al post "Infanzia" dell'amico je_est_un_autre

[foyo by reddog54]

28 commenti:

  1. Io finivo nell'angolo.
    E ricordo ancora l'umiliazione che mi portavo addosso mentre ero relegata in quel cuneo.
    La mia maestra ci menava con gli schiaffi.
    Nessuno è rimasto escluso!

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    1. I peggiori, al massimo, li sbatteva fuori dalla classe. E li faceva controllare dalla bidella. Dopo una mezz'ora li richiamava dentro guardandoli in cagnesco.

      Anche la mia tirava degli schiaffi a volte. Ma non mi ha mai toccata. Solo con Genoeffa e per una sola volta.

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  2. Io le3 ho provate tutte: da piccolo -bada bene, eravamo nell'Italia fascista e io ero un balilla- c'erano i maestri che ti spellavano le mani con la "genoeffa" come la chiami tu. Poi c'era una maestra che rifilava schiaffoni a tradimento. La stessa che portò me e altri due dal Preside accusandoci di aver violato la sua intimità. Che era successo? Niente: avevamo staccato un'intera parete di compensato dalla cattedra, quella che guardava direttamente verso la classe, perché lei quando sedeva accavallava le gambe e si tirava indietro in bilico sulle zampe posteriori della sedia. Secondo Enrico M. le si vedeva tutto "sotto". In effetti aveva le mutande rosa.
    Ricordo solo gli schiaffoni di mia madre.
    Poi al liceo una insegnante di italiano, antipatica come la fame, bastava che aprissi bocca che mi spediva in corridoio.
    Sono però ricordi belli adesso. Io ci ritornerei volentieri a prendere le bacchettate sulle mani.

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    1. I tuoi tempi, probabilmente, erano quelli in cui a scuola i ragazzini venivano trattati veramente col pugno di ferro. Magari un po' troppo di ferro, a quanto racconti.
      E forse finire dal Preside per aver sbirciato sotto la gonna dell'insegnante è più che normale. Anche se nelle scuole di oggi, da alcuni video che mi è capitato di vedere sul Tubo, succede molto, ma molto di peggio.

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    2. Un enorme pugno di ferro: botte a destra e a sinistra e nessuna comprensione da parte dei genitori. Un insegnante era un despota assoluto, i nostri genitori nemmeno volevano ascoltare le nostre scuse, giù schiaffoni e zitti. Poi al "sabato fascista" tutti alla G.I.L. a fare corse e salti e prendere altre botte dai Capomanipolo sempre incazzati neri come le loro camice, e le nostre. "Voi siete i Balilla del Duce, il futuro della patria" e giù calci nel culo se facevamo male i nostri esercizi.
      Impensabili oggi, vero?
      Un insegnante picchiato dai suoi discepoli e poi anche dai genitori dei discepoli...
      Quella volta dal Preside potevamo anche non andarci, perché la signora Ada non si era accorta di niente, ma quel cretino di Enrico M. cominciò a sussurrare a destra e a sinistra: "La maestra ha le gambe pelose, la maestra ha le gambe pelose...", e più andava avanti più aumentava il volume, finché lei non sentì...
      Oggi penso che le abbia dato noia quella storia dei peli sulle gambe, poveretta.

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    3. L'ambiente scolastico in cui sei cresciuto, evidentemente, non era in stile Montessori. Giusto per fare un parallelismo.

      Di Enrico M, a scuola, ce ne è sempre qualcuno: rane dalla bocca larga. Un po' di "omertà", in certi casi, non può che essere salutare!

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  3. In prima elementare incappai in una maestra isterica che veniva in classe con una canna di bambù da vergare sulle manine dei malcapitati allievi. Genoeffa me l'ha riportata alla mente. Non fui mai nemmeno sfiorato da quell'assurda bacchetta, mentre alcuni compagni ne assaggiarono più volte la crudeltà. Io non sopportavo nemmeno quando la sbatteva con violenza sulla cattedra per ottenere silenzio. I miei mi fecero cambiare scuola non appena si resero conto che cinque anni con una matta distruggono un bambino. A pensarci bene sono gli insegnanti delle elementari quelli che dovrebbero essere più remunerati ma anche più selezionati, dato il delicatissimo compito che hanno. Un insegnante di liceo si trova di fronte ragazzi già strutturati e non può danneggiarli più di tanto. Un bambino di sei anni invece difficilmente riuscirà a opporre resistenza o a mandare affanculo un maestro.

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    1. La bacchetta della tua maestra è praticamente identica a quella di Suor Letizia raccontata da je_est.
      Ovviamente avere a che fare con una maestra isterica o con dei seri problemi comportamentali non è affatto sano. A me è capitato di avere, alle scuole medie, un insegnante di educazione musicale completamente folle. Una follia perfida che usava per terrorizzarci. Credo che dopo qualche tempo (ma nella mia scuola non c'era già più) sia stato radiato: qualche genitore, evidentemente, non ha gradito il suo modo di fare e di insegnare.
      Probabilmente sarà finito in qualche clinica psichiatrica. Non mi sorprenderebbe affatto!

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  4. Ho scritto anche io un post sulle umiliazioni in classe. Il mio maestro usava la bacchetta in testa, forte. Se sbagliavi il dettato venivi colpito. Se copiavi male dalla lavagna ti tirava fino a lì per le orecchie. E poi tu eri troppo vicino con gli occhi per riuscire a leggere cosa c'era scritto. Ce l'aveva con un bimbo con un lieve ritardo. Quel bimbo era nato il 20 aprile allora il post lo scrissi quel giorno lì. In genere non scrivo mai dettagli così precisi della vita "normale" però su questi argomenti è giusto dirli.

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    1. La mia non era violenta. E' vero, brandiva Genoeffa ma non ha mai fatto davvero male a nessuno. Diciamo che era una mamma un po' più severa, ma come tutte le mamme non è mai cattiva.
      Il tuo compagno di scuola deve aver passato dei pessimi momenti. Evidentemente l'insegnante non sapeva fare molto bene il suo mestiere.

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  5. Alla fine nei miei ricordi le elementari sono state un bellissimo periodo, al di là delle occasionali durezze di certe suore. E anche quando ne parlo credo che si senta la nostalgia. (Grazie dell'omaggio, carissima Euri: è sempre una cosa molto gradita). Bacio.
    p.s.: hai visto che Bologna implacabile all'Olimpico? Hai sentito qualche commento, in proposito? Hihihi!

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    1. Anche a me vengono spesso in mente piccoli episodi legati alla scuola elementare. Cose che ricordo con nostalgia e dolcezza. Forse sto solo invecchiando...

      Il Bologna? Ho visto eccome!
      Qualcuno di mia conoscenza non riusciva a proferire verbo, soprattutto perché dopo il primo tempo sembrava particolarmente galvanizzato e sicuro del risultato. Ma, purtroppo, i giallorossi hanno il pessimo difetto degli spacconi. E rimangono sistematicamente fregati!

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    2. Tranne quando vengono a fregare noi a San Siro, sti fii de na...
      Come si vive con un compagno romanista sfegatato?:D

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    3. Guarda, avere un compagno "della Roma", come dice sempre lui quasi come se fosse un'appartenenza carnale o filiale, a volte è davvero pesante. Considerando che in alcune circostanze la nostra vita dipende dagli impegni della Roma, in casa o fuori casa. Stadio e TV.
      Mi capisci?

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    4. "...in alcune circostanze la nostra vita dipende dagli impegni della Roma, in casa o fuori casa. Stadio e TV."
      Se ti capisco? Ma io mi mangio le mani! Pensa se mia moglie fosse come te, quante liti di meno e quanta più serenità...
      D'accordo: non ci si deve approfittare della bontà e della condiscendenza altrui. Qualche volta rinunciare e portare la propria bella al cinema o a ballare si può. Io non avrei fatto dipendere la nostra vita dai capricci dell'Inter, ma almeno quando eravamo a Milano lei veniva a San Siro quando si giocava in casa.
      Lei è tifosa dell'Udinese, ma anche della mia, solo che adesso si è un po' rotta e scalcia di brutto.
      Quindi ti capisco, ti capisco.:DD

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    5. Aspetta: non è che a me tutta questa situazione piaccia granché, ovviamente. Per questo capisco benissimo la tua signora.
      Rispetto la passione del mio compagno, anche se in certi momenti può diventare leggermente pesante da tollerare.
      Al cinema o altrove riusciamo ad andarci lo stesso, con un minimo di organizzazione. Ma se dovesse esagerare, si troverebbe di fronte ad un muro peggiore di quello rappresentato da tua moglie. Stai sicuro!

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    6. Non lo metto minimamente in dubbio!:DD

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  6. Alle elementari c'era una maestra nell'altra sezione che metteva paura a tutti, anche solo a passarle vicino e c'è qualche mio coetaneo che se la sogna ancora di notte.

    in collegio invece ne ho trovate eccome di brutte bestie...

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    1. Evidentemente quella maestra ha terrorizzato un bel po' di bambini... forse avrebbe dovuto fare altro nella vita. Magari lavorare in un mattatoio?

      Credo che tutti, più o meno, a scuola, siamo incappati in qualche brutta bestia. Tra maestre, professori e docenti universitari ci sono parecchi soggetti stravaganti o, nei casi peggiori, persino pericolosi per la salute mentale degli alunni.

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  7. e che ne pensiamo del fatto di quella prof condannata per aver fatto scrivere sono un deficiente a un bullo?
    che ha sbagliato, è ovvio,
    ... avrebbe dovuto dargli una genoeffata!

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    1. Io avrei preteso che se lo tatuasse in fronte. Così che tutti avrebbero immediatamente compreso il genere a cui appartiene il soggetto.
      Deficiente?
      Si è accontentata del minimo sindacale.
      E sono sicura che alla base della condanna della prof ci sono un paio di genitori che nel loro pargolo non vedono un bullo arrogante e violento, ma un angelo generoso ed ingenuo.
      Vero?

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    2. Sì, ma ci sono molte varianti.
      Tipo genitori essi stessi bulli e arroganti, che hanno trasmesso con la genetica e con l'esempio queste belle qualità.
      Oppure genitori assenti, fisicamente o mentalmente ... oppure genitori troppo ricchi o troppo poveri per avere il tempo di occuparsi ANCHE dei figli.
      Oppure ... oh ce ne sono troppi, purtroppo. L'ultimo bullo che ho conosciuto aveva subìto abusi nell'infanzia, poi era stato adottato da una famiglia benestante, poi aveva manifestato dei distrurbi, poi i genitori si separarono: un altro abuso, no?
      Questo per dire che a volte i bulli non hanno colpa, li hanno cstretti a diventare tali, come i bambini soldato ...

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    3. Il bullo può essere generato/partorito da genitori, famiglie, situazioni, circostanze molto diverse.
      Ma la storia della "costrizione", per quanto riguarda i bulli, non mi convince proprio.

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  8. Agostino Masaracchia, il maggior grecista vivente, che ho avuto come insegnante dal IV ginnasio al terzo liceo -la sua prima cattedra, aveva 22 anni-, da noi che eravamo i suoi alunni prediletti e una classe di secchioni anche intelligenti chiamata "la legione straniera" pretendeva la perfezione. Bastava che facessimo due errori in un versione di latino o di greco che ci strillava: "Somaro, se non studi vai a zappare la terra". E lo pensava veramente.
    Voglio immaginare cosa sarebbe successo a quei due genitori se avessero -allora- osato denunciare un'insegnante per aver fatto scrivere a un bullo "sono un deficiente": avrebbero condannato i genitori.
    Ma, dimenticavo, ai nostri tempi non c'erano i bulli nelle classi. Qualche facinoroso, ultimo epigone di un'Italia fascista, ma niente affatto pericoloso.

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    1. Anche se la biografia del mio prof non ti è piaciuta ricorderai "il metro quadrato", la mano del suo maestro!
      Anch'io dò del somaro ai miei alunni, quando fanno i somari. Prima o poi finirò in gattabuia.
      Se a un certo punto non mi faccio più viva considerate questa possibilità, e qualcuno venga a portarmi una candela, che illumini la gatta :))

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    2. Non è vero che non mi è piaciuta: era talmente prolissa che non sono riuscito ad andare avanti, ma farò uno sforzo perché mi incuriosisce questo rapporto umano tra voi, edificante tra prof e discepola.
      Gli alunni non sono MAI somari, solo svogliati, e dipende la gran parte dai loro insegnanti che non sanno sollecitare la loro attenzione e il loro interesse. Iacoponipensiero.
      Se finissi in gattabuia ti porterei dei biscotti teneri e delle riviste per soli uomini, così saresti costretta a leggerle e a constatare che sei fortunata a non aver incontrato uno di quegli epigoni, bensì un rompicoglioni come me, che non ha di quelle esoteriche fantasie.

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  9. la mia maestra mangiava in continuazione caramelline di liquirizia, poi leggeva dal tuo libro e lasciava una cascata di pallini scuri. ecco il mio ricordo :-)blimunda

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    1. Oh mamma...
      Scommetto che qualche incubo te l'ha lasciato.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.