9 luglio 2012

L'anima violenta del commercio

Loro ti chiamano in ogni momento. Hanno accenti che ti fanno pensare alle steppe russe o alla distanza che ci deve essere tra qui e lo Sri Lanka. Le offerte, energetiche, telefoniche e d'altra natura, ti vengono propinate in ogni salsa. Tu cerchi di spiegare che solo nell'ultima ora ti hanno cercato almeno altre trentatré voci come la sua proponendo non si sa cosa. Intanto la tua voce non nasconde nemmeno più la perdita di quella pazienza che deve ormai aver raggiunto i confini della Via Lattea e all'ennesima insistenza tiri giù senza nemmeno proferire verbo. Loro fanno il loro lavoro, questo lo so bene, ma stanno sconfinando nella violenza. E non riesco a tollerarlo.

[foto by S-t-r-a-n-g-e]

22 commenti:

  1. Ti capisco bene, non avendo più un telefono fisso mi restano solo le chiamate saltuarie della Vodafone per qualche offerta o per ricordarmi che sono un cliente decisamente scadente e inutile e sono strasicuro di aver parlato una volta con una voce che non mi suonava per niente sconosciuta.

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    1. Al cellulare, per fortuna, arrivano poche offerte del genere. Anche io sono una cliente Vodafone ma chiacchiero molto, per cui non si lamentano.
      Il problema è sul fisso. La linea non è mia e non può essere inclusa nel Registro delle Opposizioni per motivi che non sto qui a spiegare.
      E' un vero assedio, credimi!

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  2. Sull'elenco telefonico ho solamente il numero del fisso. Almeno mi risparmio chiamate mentre sono alla guida della mia macchina, o alla toilette.
    Il mio telefono fisso squilla un'ora sì e una pure, e sempre queste vocine asettiche che ti offrono mirabilie in cambio di una firmetta, che non costa niente.
    Io ho un mio metodo infallibile: quando sul display appare un numero che non conosco, io faccio una vocetta giovanile e alla domanda fatidica "parlo con Herr I-KA-PO-NI FINZENSO(già perché i tedeschi non sanno pronunciare ia, per loro esiste solo ja e poi la vu diventa effe eccetera), allora rispondo "No, sono il figlio, mio padre non c'è; se vuole dica a me". Ma loro non vogliono, e nel caso volessero, rispondo che non posso decidere per mio padre e che richiamino pure.
    Riattacco, ma prima mi segno il numero e quando squilla di nuovo non apro la conversazione e amen. Fallo anche tu, magari dici che sei tua sorella. È un metodo imbattibile, ti concedo il brevetto gratis.

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    1. Beh, lo faccio anche io. Non sono la titolare della linea telefonica, spiego. Non possono decidere né scegliere. Dovreste parlare con un'altra persona che, però, in questo momento è fuori per lavoro. Ripeto costantemente.
      Però loro sono più di me e comunque ripetere la stessa tiritera venti volte al giorno è una rottura infinita.

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    2. Preferisco questa di rottura. Sai, in italiano non possono sorgere equivoci, ma il tedesco è la lingua dei diplomatici per eccellenza, quasi quanto il russo, per cui va soggetta a strane interpretazioni. A meno che tu non abbia concluso con un bel "nein", tutto il resto è argomentabile a soggetto, e vedi caso spesso e volentieri ti vedi arrivare un modulo di abbonamento a una rivista che parla dei calli nei piedi dei mormoni americani. Devi disdire, devi telefonare, ti costa un occhio alla fine.
      Meglio la rottura del ripetere la stessa tiritera, tanto più che io mi ci diverto a fare il figlio un poco tontarello che non capisce mai niente. Insomma, funziona e me la spasso.

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    3. Mah... forse la prossima volta provo a fare la ragazzina tonta. Magari si stufano loro per primi!

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  3. Sono stata una di loro (in realtà ero in un altro genere di azienda, ma vendevamo per telefono lo stesso). La politica era di insistere, far leva sulle debolezze, lusingare...
    Lo trovavo deplorevole, infatti affermai "mi sono guadagnata il mio posto all'inferno".
    Mi hanno licenziata, non facevo che boicottare...

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    1. C'è un mediocre (a mio avviso) film di Virzì che si intitola "Tutta la vita davanti". La storia è incentrata sulle persone che lavorano in un call center e sui titolari di questa azienda.
      Ogni volta che al telefono ricevo certe chiamate mi viene da pensare a quel film. E non aiuta di certo!

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    2. L'ho visto...
      Mi turbò e non poco!

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    3. Posso immaginare, visto che in un contesto del genere tu ci sei stata e ne hai vissuto molti devastanti aspetti.

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    4. effettivamente quando ogni tanto mi capita di ricevere una di quelle telefonate penso al lavoro non facile che
      fanno questi ragazzi (alla fine molti sono giovani).
      Io ho lavorato per un breve periodo in un call center...
      ma erano i clienti a chiamare me! due balle cosi lo stesso ah ah

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    5. Avere a che fare con dei clienti è sempre una gran rottura. Io, ad esempio, non potrei mai fare un lavoro a contatto continuo con le persone, le manderei al diavolo dopo 4 minuti!

      E' vero: nei call center, di solito, ci sono soprattutto dei ragazzi. Pagati poco e male, costretti ad orari odiosi e con pochissime speranze di vernirne fuori. Nuove schiavitù, praticamente!

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  4. consolati, anche fossi nei registri delle opposizioni cambia niente:(

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    1. Lo so, teti.
      Infatti mi chiedo a cosa serva quel registro.

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  5. Io, a tutt'oggi, mi chiedo come facciano a rintracciarmi dal momento che non compaio in nessun elenco.
    Quando il display mi segnala un numero sconosciuto o anonimo, non rispondo.
    Mi evito direttamente considerevoli rotture di palle!

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    1. Eh... ti trovano, ti trovano sempre... hanno un programma informatico (illegale) che rintraccia tutti i numeri del territorio.

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    2. ecco come fanno!!!
      Tanto possono chiamare e chiamare...io continnuo a non rispondere!

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    3. Possono inventarsi tutte le leggi che vogliono, tanto c'è sempre l'inganno giusto per aggirarle!

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  6. sono sgarbatissima e spesso mi libero con un (falso) "sto per uscire e sono in ritardo". lo so che per loro è lavoro, ma più di una volta hanno provato a fregarmi con la storia del consenso al contratto registrato via telefono, una vera truffa. dovrei pensarci: a vent'anni ho venduto libri porta a porta...

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  7. scusa, non ho firmato: blimund.a

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    1. Credo che un po' tutti cerchiamo delle scuse sbrigative per sfuggire ai tentacoli di questi centralini. Non riesco proprio a capire se funzionino davvero...

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  8. Odio profondo! C'era una tizia che a mia madre la persaguitava con dei prodotti erboristici al punto tale che c'è voluta una bella mandata a f*****o per toglierla dai piedi. Io quel lavoro inconcludente non lo farei MAI.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.