15 maggio 2012

Stucchevolezze

La ridondanza di certe domande mi irrita ferocemente, così come il susseguirsi placido di discorsi senza baricentro. A volte si va oltre la sazietà di parole e riempirsi di nulla, per il puro gusto di tappare buchi destinati al silenzio, è uno sforzo che mi piace evitare. Non c'è nulla di godibile in una processione di già-detti o già-uditi. Tento di rianimare per qualche istante certe anime morte ma poi, arrendendomi alla tragicità del gesto vano, mi taccio e mi faccio muro. Lascio scivolare fino ai piedi rivoli di bla bla bla e penso altrove. Mi arrabbiavo di più un tempo. Ora mi discosto e mi associo a pensieri solo miei per difendermi dallo stucco che appesantisce molte chiacchiere.

[foto by DarkGomo]

14 commenti:

  1. La cosa triste è quando tu sei costretto a farti scivolare dalla testa ai piedi questi "rivoli di bla bla bla", perché a rovesciarteli addosso sono persone che non vuoi mandare al diavolo perché in qualche modo importanti, oppure peggio quando non puoi mandarceli perché sono i tuoi figli a rovinarti la giornata. Ma i figli so piezz'e core.
    Io da anni -da sempre forse- in queste fasi di passivo ascolto, o di rimbalzi di colloquio da parte mia a base di monosillabi, mi chiudo in me stesso. Faccio delle chiacchierate con i miei due o tre alterego così da creare un sottovuoto spinto dentro di me, dove campo penso e agisco solamente io.
    È il mio metodo di difesa dai tafani ronzanti, dalla gente che non mi vuole tanto bene, dagli scassabiglie, da tutti quelli che mi stanno sul gozzo.

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    1. Di figli non ne ho, ma posso capire di cosa parli. I parenti fanno lo stesso...

      Anche io mi fermo un po' con me e con qualche altra idea che mi viene al momento. A volte serve a rimanere incolumi.

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  2. rinchiudersi in se stessi è una specie di difesa che adotto anche io......detesto riempire di parole gli spazi vuoti anche se comprendo che altri possano farlo proprio per evitare l'imbarazzo dello spazio vuoto....ma io non lo ho!

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    1. Quei vuoti vengono da molti percepiti con imbarazzo, con antipatia. Invece sono così perfetti!

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  3. E' l'incomunicabilità universale. Le parole svuotate del loro peso che avevano quando nacquero nella forgia della vita pratica ormai svolazzano.

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    1. Si cerca solo di non sentire certi silenzi.
      Come se stare zitti o non avere nulla da dire fosse un delitto.

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  4. Vengo qui e so di evitare quel pericolo, bella questa libertà di poter scegliere. E i tuoi ineludibili segni di decadenza, dalla perdita della vista a quella della rabbia, ti rendono affascinante

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    1. Sorrido.
      Ma io sono sempre "affascinante"!
      Anzi, rido...

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    1. Per forza.
      Non è che si possa andare ad occhio...

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  6. Mi colpisce moltissimo questo post, per tanti versi affine al mio, appena pubblicato.
    Arrivo qui da omologazione non richiesta: una bella segnalazione, non c'è che dire.

    Ti segnali questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=cKdlHTz6qnQ
    Vagamente in tema, e neanche tanto vagamente.

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    1. Domande cretine, dice il comico.
      Non lo conosco... non vedo molto la TV.

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  7. Aggiungo un altro link dello stesso comico, ma molto più facile da visualizzare dell'altro: http://www.youtube.com/watch?v=ePQG1Y08fhs&feature=related

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.