12 maggio 2012

Isole - Stefano Chiantini

Le isole sono pezzi di terra che paiono accentuare la solitudine. Ed "Isole", il film di Stefano Chiantini, di solitudini è pieno. Le Isole di cui parla Chiantini, però, non sono fatte di terra ma di anima. Tre anime diverse e complicate, chiuse in certi dolori e nell'essenza di una diversità che le separa dal resto. La magia del non sentirsi comuni, nonostante tutto, può accomunare creature disperse. La deriva si fa così legame mentre la lingua può contemplare migliaia di silenzi e alcuni sguardi possono trapassare la pelle e le notti di vento. Il film è un buon film. Gli interpreti, pochissimi e perfetti, sembrano cuciti addosso a quelle isole di terra, pioggia e fiammelle.

[foto dal web]

10 commenti:

  1. Il guaio di vivere all'estero, almeno per me e quelli come me immagino, è di non poter andare in giro per le librerie e trovare le primizie nascoste qua e là. E poi non poter andare al cinema, una cosa bella, una gioia che io, malgrado la TV, continuo a provare.
    Di isole dell'anima -purtroppo in certi casi, meno male in tutti gli altri- mi intendo profondamente: sono le più vive, le più allegre, le più tristi, le più colorite e luminose e le più grige e notturne; e te le puoi creare senza fare fatica.

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    1. Perché non puoi andare in giro per librerie? Ci sono librerie anche in Germania, immagino. E lo stesso discorso vale per il cinema. Forse in Germania "Isole" non arriverà mai, ma ci saranno di certo altre pellicole degne di ogni interesse...

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    2. Certamente, ma io intendevo librerie italiane e cinema dove vengono proiettati film italiani di prima visione.

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    3. Oddio, librerie tutte italiane in Germania?
      O cinema che proiettino film italiani di prima visione in Germania?
      Mi sembra difficile.
      A volte la distribuzione di libri e film italiani fa pena in Italia figuriamoci altrove.
      Potresti fare una cosa: tornare in Italia!

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    4. Sai quante volte ci ho pensato? Ma poi conto i figli e i nipoti coi quali mi andrei a ricongiungere, quattro, e quelli che lascerei qui, nove, e mi viene il magone.
      È successo a tanti; sta succedendo a me.
      Andare all'estero è stato una catastrofe: si fanno soldi, ma si affondano ponti che non ritornano più a galla.

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    5. Veramente la mia voleva essere una battuta.
      Non credo che tu torneresti in Italia.

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  2. difficile è sopravvivere staccati da ogni pezzo di terra, sentirsi abbandonati in balia delle onde.
    Ti tendo questo debole braccio.
    Agart

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    1. Il bello è quando chi si sente abbandonato incontra altre persone abbandonate.

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  3. Mi piacerebbe vederlo. Il tuo commento ha tutto il sapore di un invito. La solitudine poi, di cui già parlammo, a volte è una buona amica ed una risorsa da cui attingere.
    Ho letto i post precedenti. Ti abbraccio.

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    1. Infatti ho scritto questo post per invitare o quanto meno provare ad invitare qualcuno a vedere "Isole".
      Ti abbraccio anche io, Veil.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.