3 ottobre 2011

Tanto in poco

Dire il massimo usando il minimo. Una sorta di sacro comandamento, nel mio microcosmo. Chi mi conosce o mi legge sa del trionfo di sintesi che celebro in ogni frase. Sperperare parole è un gran peccato. Basterebbe accorciare i circuiti, pretendere da sé densità di concetti e di coscienza. Perché tutto si può spiegare con poco, lasciando anche al non-detto lo spazio che merita. Questo mondo contratto non pretende dissipazioni, si sazia dell'immediatezza di parole dal peso specifico imponente e non dei balbettii annebbiati e ciechi, ottimi per impiastricciare quaderni ma non per circolare in vena.

[foto by georges-dahdouh]

28 commenti:

  1. Sì, ed io ho molta strada da fare e lungo il tragitto tante parole da buttare. Forse anche queste?

    RispondiElimina
  2. Mi piacciono le "parole dal peso specifico imponente".
    Credo che le parole e i pensieri si possano diluire, però, quando descrivono stati d'animo e sentimenti da condividere con chi possa accoglierli.
    In questi casi indugiare, dilungarsi, fare digressioni, dedicare tempo, acquistano un alto e altro valore.

    RispondiElimina
  3. @ Fiore: non sono molto d'accordo. Diluire o indugiare, indipendentemente dalle circostanze, non è granché, secondo me.
    Ma è solo la mia opinione.

    RispondiElimina
  4. in verità c'era un sacco di roba:)
    comunque era un po' la summa del tutto.
    ma perchè hai ragione, ma a volte scrivere prende il posto di pensare o parlare e allora si finisce col dire cose che trovano senso dal come son dette più che da quello che si vorrebbe intendere.
    poi non parliamo dei post!
    grande uso del massaggio (massaggio? messaggio!) indiretto e traverso, che poi io penso sempre, ma perchè non si telefonano sti due?
    perchè a volte si coglie che si parla a tutti per dire a uno/a e allora rimani invischiata/o nella trama e resti deluso/a che magari il giorno dopo zac, via, altro giro altro regalo.
    metti che una/o creda di esser lui/lei quella/o a cui si parlava, ci si rimane male a trovar l'opposto di quanto c'era il giorno prima!
    ma credo di aver sforato il tema:(
    anche se ho dato un chiaro esempio di quello che il post dice andrebbe evitato:)

    RispondiElimina
  5. Intendevo le mie, non certo le tue...
    sorriso!

    RispondiElimina
  6. @ teti: scrivere non è parlare e non è nemmeno pensare. Si tratta di livelli comunicativi completamente diversi. Nel mio post parlo prevalentemente dello scrivere e, per l'esattezza, dello scrivere via Internet.

    Anche se in troppi fanno finta di non rendersene conto, il web non è la carta stampata. Il web si basa sulla rapidità, sull'immediato. Testi troppo lunghi sarebbe meglio evitarli.

    Capisco la foga di scrivere, ma questo mezzo si potrebbe gestire meglio.

    RispondiElimina
  7. @ ruhevoll: sì, lo avevo capito. Era una domanda retorica...

    RispondiElimina
  8. Sono uno che spreca parole in quantità industriale sarà per questo che quando ne trovo qualcuna di veramente bella mi fermo a coglierla? un abbraccio e buona serata... Singor_omicidi

    RispondiElimina
  9. Anche io ne colgo spesso. La bellezza non bada a niente. Però non mi piace sprecarle.

    RispondiElimina
  10. E' un po' come la regola per imparare a scrivere: limare,non dilungarsi e ridurre il tutto all'osso. Poche parole per buon intenditore.
    Con FireFox...grazie di Cuore.Sei un genio!!

    RispondiElimina
  11. Ieri ho scritto un post di due righe, proprio come dici: tanto in poco. Mi piacerebbe farlo sempre più spesso. Perchè alla fine i significati possono anche essere molteplici, ma a chi devono arrivare quelle parole arrivano senza deviazioni.

    RispondiElimina
  12. Concordo: la capacità di sintesi è una delle componenti principali del talento di uno scrittore, e lo Scrivere è sempre un sottrarre. (Il che non significa micragnosità maniacale e risparmiatoria, perché come in tutte le cose ci vuole senso della misura, e anche come lettori bisogna saper capire quando la NON sintesi è voluta o addirittura eccezionalmente necessaria... ma quando dico micragnosità non è il tuo caso, la tua scrittura mi piace assai.)

    RispondiElimina
  13. @ Veil: vedi? Ha funzionato!
    Firefox va che è una meraviglia. Ciò non toglie che spero risolvano presto il problema di Blogger.

    Sai bene quanto io tenga ai minimalismi, ne abbiamo parlato varie volte anche in altre sedi.

    RispondiElimina
  14. @ Stelassa: credo che anche i tuoi lettori ne saranno felici. E' molto più semplice e diretto un post breve rispetto ad uno lungo.
    E probabilmente avrai ricevuto anche più commenti!

    RispondiElimina
  15. @ Zio: anche io penso che i bravi scrittori si riconoscano dalla quantità di parole che utilizzano per raccontare qualsiasi cosa. E' un metro abbastanza utile per dare anche qualche guidizio letterario.

    RispondiElimina
  16. uhmm vecchio problema non riuscire a commentare, prova a mettere la finestra esterna (come ho da me) non mi piace molto, ma ha risolto il problema a tanti

    RispondiElimina
  17. A’nfatti, Euridi’ pure io so’ pe’ la sintesi. Tra l’altro così fatico de meno.
    Guarda, tu saresti perfetta pe’ lavora’ con noi. Giusto du’ parole. La mattina te arzi, guardi la lista e capisci se è sì o se è no: più denso de così che vòi?
    Pecazz.

    RispondiElimina
  18. Argomento interessantissimo: pero' io dico che un vestito corto o lungo discende dall'habitus mentale.
    Ti hai questo dono della sintesi e lo uso bene, te l'ho già dettoa io diffido dalle tendenze e basta perché il rischio di veder affermare una "nuova cultura spray" e' alto. insomma non vorrei si diffondesse la tendenza di post lunghi quanto un emoticon. E se crescesse una generazione di blogger da sms? Se diventassimo come supernove che collassano diventando un buco nero che assorbe tutto. E non butta fuori altro che buio.
    Detto ciò continuo a leggere i tuoi post passati e rifletto, a lungo.

    RispondiElimina
  19. @ teti: sì, ho letto che quella è la soluzione che hanno adottato altri blogger, a me però non piace affatto. Quindi mi tengo il problema e aspetto che facciano qualcosa.

    RispondiElimina
  20. @ harry: la generazione di cui parli esiste già. Hai mai sentito parlare di Twitter?

    RispondiElimina
  21. @ Pecazz: non so perché (!) ma avevo saltato il tuo commento... (il mio inconscio ha sempre ragione!)

    RispondiElimina
  22. Ma tra Twitter e un blog c'è una differenza abissale! Non puoi equiparare quattro cazzate del social forum con quattro cazzate da blog, scusa. ( provoco!)
    Comunque ribadisco l'argomento è veramente interessante e tu non hai detto nulla a proposito del "buco nero".

    RispondiElimina
  23. Si tende ad abbreviare tutto, a renderlo il più possibile conciso ed immediato. Accade sul web più che altrove perché la tecnologia è fatta per la velocità non per i "polpettoni" di parole.
    Chi vuole leggere pagine e pagine di testo, di solito, cerca un libro, una rivista, un quotidiano. In Internet si vuole la sintesi. Lo dico perché ci lavoro dentro e perché lo vivo ogni giorno.
    Cultura spray? Purché sia cultura!

    RispondiElimina

Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.