13 aprile 2011

Cosa non dire a un'amica?

Sono spietata, a volte. Incedo con parole barbare e mi prendo cura di decapitare burattini: non tollero sofferenze a fondo perduto. Quelle che il tenebroso di turno si incarica di infliggere a chi voglio bene. Non rilevo rispetto e lo urlo senza mezze misure. Vorrei iniettare la mia stessa furia, trasfondere schegge di intransigenza, spalancare occhi su pozzi di egoismo ed abbacinanti perdite di orgoglio. Bastarsi è una regola che ho imparato soffrendo, accettare di tutto per non spegnersi nella noia però lo trovo mortifero.

[foto by ericsaros]

14 commenti:

  1. Essersi, a volte, è la cosa più divertente che ci sia.

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  2. Easy: Non lo so. Anche io priam reagivo così, fino a quando non mi sono detta che, oltre ad essere una re-azione e quindi una risposta che risposta non avrà, non concludevo nulla. Il giustiziere non esite e se esiste si chiama caso. Infliggere dolore e/o subirlo forse non è così doloroso quanto una malattia o l'assenza di prospettive vitali. Non accetto nemmeno io queste regole del gioco, ma alla reazione oggi preferisco l'inazione temporanea, per calmarmi e calmare. Accettare di tutto può significare in certi momenti essere profondamente egoista e non perderci nulla, se ci pensi bene..Non accettare niente è sacrificare se stessi ad un'ideologia o ad un'idea di integrità irraggiungibile. Badare alla tranquillità propria credo sia la priorità.

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  3. a parte l'urlare che sto via via abbandonando perchè mi viene meglio tacere, sono molto simile alla tua descrizione e non ci trovo nulla di offensivo o nocivo al prossimo.
    ciascuno sceglie le proprie compagnie e pazienza se i più ritengono che io non sia adeguata alla loro.
    essere ben "precisati" è una qualità a mio modo di vedere.

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  4. Sai, Euridice, io sono dell’opinione che quando le cose ti cascano addosso, ci sta pure l’aiuto e tutta la comprensione e la compassione del mondo, ma quando uno la rogna se la va a cercare con la zeppetta!!!… (modo di dire usato dalle mie parti che indica il ricercare rogna allo stesso modo in cui i rabdomanti cercano l’acqua)
    Basilico

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  5. @ Squilibrato: Essersi? Credo mi sia sfuggito qualcosa...

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  6. @ easy: non voglio fare la giustiziera, figuriamoci. Vorrei solo che certe ragazze (le mie amiche nello specifico) fossero un po' meno deboli. Dovrei forse imparare ad essere meno veemente, a non lasciarmi andare a dei monologhi appassionati. Ma ci sono momenti in cui non ce la faccio.

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  7. @ teti: in verità non urlo quasi mai. Forse solo quando l'esasperazione diventa eccessiva.
    Non voglio essere offensiva, però mi rendo conto che posso colpire in profondità l'altra persona. Me ne rendo conto quando non trova più nulla da dire, quando le ragioni che sostiene per giustificare se stessa o i comportamenti del "tizio" del momento crollano miseramente.

    Ritengo, comunque, che un'amica abbia il diritto di essere dura se serve. Di non accondiscendere obbligatoriamente. Un'amica (o un amico) sono coscienze critiche, dei grilli parlanti.

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  8. @ Basilico: l'immagine della "zeppetta" è molto eloquente e significativa. Anche dalle mie parti si dice qualcosa del genere...

    A volte ho la sensazione che certe ragazze (o donne) si sentano vive solo quando c'è qualche idiota che le tratta come pezze da piedi. Non riesco a capirle!

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  9. Condivido. A costo di farmi odiare non esito a dire quello che penso, nonostante sia convinta che molte persone desiderino inconsciamente soffrire tanto quanto manifestano la ricerca della felicità.

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  10. "non tollero sofferenze a fondo perduto" ...sorrido... contenta di essere arrivata fin qui...
    ...i tenebrosi sono quella specie tutta da scoprire a cui prontamente metto fuoco :)

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  11. @ espe: io tento di misurarmi come posso. Poi, però, matura il tempo della ragione e non posso continuare a tenere per me ciò che penso. Infatti lo dico e divento uno specie di valanga.

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  12. @ sofiaa: ben arrivata!
    Mi fa piacere che ti piaccia il mio blog.

    I tenebrosi li ho inchiodati al muro da un bel pezzo, dire.

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  13. Sempre dire e fare quello che si pensa. Ma è triste quando gli amici sono così stupidi da non cogliere la ricchezza e profondità dei miei insulti :) un abbraccio.

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  14. Rido...
    Magari si potesse fare o dire quello che si vuole. Ma almeno con gli amici è lecito. L'amica in questione non solo ha colto la ricchezze e la profondità dei miei "rimproveri" ma credo che abbia anche accusato il colpo.
    A me andrebbe già bene se l'avessi indotta a riflettere un po' su cosa vuole e, soprattutto, su cosa NON vuole.

    Ricambio l'abbraccio, ovviamente!

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.