20 dicembre 2010

La regola del pressappoco

Più o meno, certo. Non è proprio ciò che servirebbe. E nemmeno esattamente quando servirebbe. Può badarci qualcun altro, in fondo. Passerà, vedrà e deciderà di fare qualcosa. Né io, né ora. E poi: perché io? Delego e discolpo, scarico il barile e passo la mano. Immischiarsi per contaminarsi o fornire spiegazioni è un'arte che fa fatica curare. La superficie è più sicura e non pretende impegno. Galleggio in scia, faccio finta che funzioni e tiro avanti. Nei secoli dei secoli, ovvio.

[foto by Hengki24]

25 commenti:

  1. Solo per poco, ovvio.
    Tu non pratichi il surf. Tu sei, e resti, un palombaro.
    Non hai bisogno delle increspature schiumose delle onde, ma della profondità degli abissi. Non sei alla ricerca (illusoria) dell'onda perfetta, ma del silenzio avvolgente ed introspettivo del profondo.
    Non potrai mai stare in scia, né tanto meno far finta di niente...
    E ne sei consapevole. :-)
    Approfitto per lasciarti un forte abbraccio.
    M

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  2. Chi se ne frega di compiti ed incarichi da svolgere lo fa con la piena consapevolezza che c'è sempre lo scrupoloso benefattore di turno che si addosserà il peso delle cose. E' quasi una cosa naturale:esistono persone scrupolose che si accollano anche i compiti degli altri e,molto spesso,tacciono.A Napoli c'è un detto che recita così: il furbo campa grazie al fesso.
    PS spero di aver capito il fulcro tematico del post.Praticamente gli irresponsabili scarica-barile. Ciao pittrice di parole.

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  3. @ Marisa: che bello vederti qui! Sono davvero felice che tu sia passata e, prima di tutto, voglio ricambiare l'abbraccio. Con grande affetto.

    Il post mi è venuto in mente in questi giorni. Capita, a volte, che gli eventi quotidiani conducano tutti verso un'unica considerazione. Quella del momento è legata all'incuria, all'indifferenza, al pressappochismo che vedo imperare. Persone che passano e fanno finta di nulla, persone che, seppur incaricate di qualche responsabilità, lasciano che tutto proceda da sé o che qualcuno si occupi di compiti che sarebbero spettati a loro.
    Ho cercato di parlare come farebbe il pressappochista di turno. Uno a caso. Anche se difficilmente lo ammetterebbe.

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  4. @ Veil: hai inteso perfettamente il senso del post. E il detto napoletano che hai riportato calza a pennello.
    I furbi, d'altro canto, sono spesso proprio quelli che vigliaccamente si liberano da ogni responsabilità e che preferiscono navigare in acque sicure ed imperturbate. Aspettano sempre il "fesso" di turno che faccia ciò che avrebbero dovuto fare loro.
    Insopportabili!

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  5. PS del PS ....oltre alla tua naturale bravura,credo che tu riesca a scrivere così bene anche perchè sei innamorata e sensibile.E' proprio vero che,a volte,le parole scorrono fluide come un fiume in piena,difficile da fermare.Buona serata

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  6. @ Veil: in verità scrivo meglio quando soffro. Me ne accorgo da sola. Ora credo di essere abbastanza serena ma forse me la cavicchio anche così...
    Buona serata a te.

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  7. sono andata e venuta ho letto e riletto___ ma perchè ovvio?
    semmai __ forse___ nella regola del pressapoco:))
    o no ___ ?

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  8. Beh, Teti... ora che mi ci fai pensare meglio: sì, rientra nella regola.
    Sorrido...

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  9. Apologia dell'abbastanzismo, mi piace!

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  10. Bellissimo tema... Mi ricorda un filosofo francese che ha scritto "Le Je-ne-sais-quoi et le Presque-rien" (Il non-so-che e il quasi niente). Posso permettermi di essere un poco esagerato? :P Si tratta di Vladimir Jankélévitch. Sono convinto che il pressapochismo italiano nasca sulla finzione dell'assoluto, come strategia per evadere la precisione. Qualcuno ha scritto che i principali nemici del pressappoco sono - in Italia - i religiosi, i politici, gli investitori, gli imperatori. Curioso senso, il pressappoco: eravamo lì, per farcela! quasi a un passo! Però, ma! C'è un pressappoco buono e uno cattivo. Quello cattivo riguarda soprattutto questo paese e molto meno la filosofia francese: il non rispetto delle regole collettive, fare i furbi... Come dice Jankélévitch: « On ne peut pas être à la fois tout et quelque chose ». Si può meditare, no? :)

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  11. Ma Euri, mi stupisco di te: squadra che vince non si cambia. E nemmeno metodo che funziona, si cambia.
    A “quel che serve” c’è sempre qualcun altro che può badarci.
    E poi siamo tutti pressappochisti. Guarda me: io sono basilico, ma jamaicano, ergo: pressappoco basilico e molto jamaicano.
    Comunque hai dimenticato di spiegare bene il meccanismo. C’è un punto fondamentale che non va tralasciato:
    “delego, discolpo, scarico il barile”, sì, ma… non senza essermi parato il culo prima.
    Si vede che non sei pratica del sistema, sai?
    E comunque quando non sai che pesci pigliare ricorda sempre le parole del maestro:
    “…E mica posso fare tutto io, eh! Ma lo sai a che ora mi sono alzato, stamattina?”

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  12. Pensiamo alla politica e allarghiamo le braccia sconsolati. E se la regola del pressappoco la applicassimo a noi stessi? Forse a volte mi sono adagiato e messo in coda. Quando è capitato, ed è capitato, non ho ricevuto una sola critica, Al contrario, quando spariglio e alzo la voce, quando protesto e voglio capire, sono l'uomo contro, un rompiscatole-poco-pragmatico. Pressappoco.

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  13. ci vogliono più più e meno meno. Ieri ero vestito di giallo canarino e cinguettavo, ma ho fatto tardi. Galleggio in scia mi piace.

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  14. @ unangeloababilonia: bellissimo commento... Non conosco monsieur Jankélévitch e un po' mi spiace. Ma la tua illuminazione può essere un nuovo stimolo alla conoscenza.

    Sul metodo tutto italiano (ma anche no) di evadere la precisione ci si potrebbero scrivere almeno quindici tomi. Ma non credo affatto che "i principali nemici del pressappoco sono - in Italia - i religiosi, i politici, gli investitori, gli imperatori". Forse funzionava così nell'800. Oggi va in tutt'altro modo, mon cher!

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  15. @ basilico: abbiamo una squadra che vince? Mah... mi sarò distratta.

    Il metodo funziona, me ne accorgo quotidianamente in ogni ambito e in ogni circostanza. Poi, in merito, al pararsi il deretano sì, hai ragione. Una mia imperdonabile imprecisione... Ecco, vedi: aspettavo che arrivassi tu a farlo notare al posto mio.

    Un sorriso e un abbraccio.

    P.S. Saluti al maestro!

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  16. @ Anonimo: parli con una che bollano in tanti come rompiscatole. Sono quella che chiede, che fa pensare anche a risvolti diversi, che pretende un minimo di approfondimento.
    Spesso, però, devo accontentarmi del silenzio o di un "non so dirle" o, peggio, di sorrisetti e commenti poco educati. Come se i drammi dell'approssimazione e dell'impreparazione fossero colpa di chi li mette in luce, non di chi li genera e li alimenta.

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  17. @ Ubi: concordo: più più e meno meno per tutti!
    Io oggi vago tra i viola... e non in scia.

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  18. L'ultima frase di Euri mi ricorda di quella volta che Mr B. rispose al cronista che gli chiedeva un commento sull'ennesimo dramma di disperati morti in mare al largo delle nostre coste: "..il problema non sono gli sbarchi, ma la televisione che ne parla". Oggi ha detto che non ha mai chiesto leggi ad personam, sono stati i suoi avvocati nella loro legittima funzione di parlamentari a farlo (ah, così va bene..). Temo di essere uscito fuori tema. Anonimo alias Francesco (ma devo farmi un nick per commentare a viso scoperto?)

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  19. Nei rami delle foglie alla mia sinistra vedo un uomo crocifisso. Ditemi che non sono pazzo. Anonimo alias Francesco

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  20. * Intendevo dire: "nei rami, tra le foglie alla mia sinistra, .."

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  21. @ Francesco: non è necessario farti un nick, ti firmi e so chi sei. Non ci sono problemi!

    Il sig. B. è un genio nell'arte del pressapoco, viscido com'è sa come scivolare sempre di fronte alle domande più scomode e alle evidenze più eclatanti: dà la colpa agli altri!

    No, non sei pazzo. Hai solo una fervida immaginazione.

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  22. PS.....a volte penso che hai fatto bene a fuggire da quella community,c'è tanta gente che è incapace di comunicare. Ad una domanda relativa alla gestione di piu blog da parte dello stesso utente con nick diverso, mi danno delle risposte aggressive e spropositate. Io davvero non riesco a staccare il mio cervello da certe reazioni che mi fanno dispiacere ed arrabbiare.Solo qui trovo sincerità e vero conforto...e soprattutto COMPRENSIONE. un abbraccio dolce Euridice.

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  23. Caro Veil,
    non devi prendertela troppo. La virtualità aiuta i vili. Nascondersi e camuffarsi, per molti, di là o di qua, è un modo per mettersi al riparo, scappare e aggredire. Hai presente il post?
    Ecco. Queste persone non meritano né la tua attenzione né il tuo dispiacere. Tagliali fuori dal tuo mondo.
    Un grande abbraccio.

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  24. Pressapoco normale come post
    Sto pensando d'improvviso a quello che sto facendo. Scrivi bene, mediamente 2 spanne sopra la media, e sei concisa, per questo riesco a leggerti in poco tempo. Ma probabilmente questa mia lettura a posteriori non ti interessa o forse addirittura ti infastidisce.
    Continuo ugualmente e me ne frego perchè mi incuriosici molto.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.