26 ottobre 2026

Lo sai com'è Roma

Come accade da diversi anni a questa parte, in autunno, riesco a tornare a Roma. In estate non posso. In estate morirei: per il caldo, in primis. Adesso, a fine Ottobre, il clima mi permette di avvicinarmi nuovamente a una città che ho imparato a conoscere e ad amare, anche se a modo mio. Non la sopporto quando strilla, scalpita o confonde. L'amo di più quando si placa, quando ammicca e ti fa capire che c'è spazio per tutti. Perché Roma è così. Stritola, rallenta, affanna, incolla, snerva e schiaccia ma può anche lasciarti essere quel che ti pare, come ti pare. Senza giudizi.

[foto by oddart4u]

7 commenti:

  1. Sono stato a Roma una sola volta, nel 1989. Ci rimasi tre mesi per il servizio militare alla scuola dei vigili del fuoco alle Capannelle. Già all'epoca il traffico mi sembrava mostruoso rispetto al posto dove abitavo.
    In caso ci dovessi tornare lo farei solo in treno o in pullman e girerei a piedi.

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    1. Mi rendo conto che per molti Roma è una destinazione vaga, sfuggente, lontana. In realtà non è così.
      Vivendo in centro Italia, per me, andare a Roma è "normale".
      Una città che si raggiunge con un'ora o anche meno.
      Il traffico rimane mostruoso, te lo confermo.
      Fai benissimo a tornarci, se volessi, in treno. Girarla a piedi è la cosa migliore.
      Però esiste anche la metro. Funziona un po' così così ma c'è.

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  2. Io a Roma ci sono stata due volte, la prima sessanta e la seconda ventisei anni fa, e dalla memoria di entrambe le volte quella che continua ad affiorare in me è la sensazione di un luogo la cui atmosfera, quella per così dire sociale intendo, fa stare bene.

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    1. Roma, soprattutto nel centro storico, è un caos totale. Pienissima di turisti per tutto l'anno. Non c'è una stagione senza turisti che arrivano da ogni angolo del pianeta.
      Però mi diverte andare in giro in centro e sentire tante lingue, vedere tante facce diverse, assistere anche a momenti strambi di persone che non hanno i nostri usi e le nostre abitudini.
      Come in fatto di cibo e orari, ad esempio.

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  3. Vivo i miei soggiorni romani con un misto di sindrome di Standard e preoccupazione. Poi ci sono le passeggiate domenicali al circo Massimo, o al Pincio. E mi sembra di essere nella macchina del tempo.

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    1. Cos'è la "sindrome di Standard"?
      Sarà che Stendhal si è dato malato... sorrido.

      Le passeggiate domenicali nel centro di Roma sono sempre un viaggio nel tempo. Oltre che nel caos.
      Ma potersi riempire gli occhi di bellezza, storia e arte è sempre una meraviglia. Ed è uno dei (pochi) motivi per cui riesco ancora ad andare a Roma.

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    2. Penso sia la sindrome del T9 - affligge coloro che postano commenti dal cellulare mentre sono in treno. ;)

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