11 gennaio 2019

Gente che passa e sputa

Leggo di persone famose travolte dagli insulti per aver espresso un'opinione o messo al mondo un figlio o giocato coi rifiuti o acquistato una casa nuova. Non serve essere famosi per ricevere ondate di offese da parte di gente che passa e sputa tutto quello che un cervello atrofizzato e una connessione internet permettono. Uno sport nazionale, l'insulto gratuito via social. Una vigliaccheria che non smette di mandarmi su tutte le furie. Espressioni sgrammaticate e ingiuriose che travolgono alla cieca, senza ritegno e senza vergogna. Si attacca per sentirsi più forti? Per pura noia? Perché lo fanno tutti? Perché senza insultare nessuno sono nessuno anche io?

[foto by PansaSunavee]

36 commenti:

  1. me lo son chiesta anch'io... ho risolto che, trovandoci nell'era dell'involuzione umana, chi è rimasto indietro in quella evolutiva diventa una sorta di modello pionieristico della decadenza dilagante che padroneggerà il futuro prossimo.

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    1. Quindi il futuro prossimo sarà dominato incontestatamente da "insultatori" di professione?

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    2. anche, ma non solo, ci saranno anche gli idioti silenziosi, quelli che preferiscono le botte (o le armi)... insomma perché porre limiti all'idiozia?

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    3. In effetti l'idiozia sa trovare molti sistemi per proclamare se stessa.

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  2. Fenomeno della "scimmia col fucile", con, in questo caso, il "fucile" costituito dal cosiddetto "web 2.0", che permette a chiunque di pubblicare all'istante i suoi vomiti cerebrali (cerebrali? Parola grossa!) con la "corazza" (del tutto fasulla, eh) costituita dall'anonimato fittizio che la rete sembra, e ripeto sembra, garantire. Tra l'altro, tanti di questi leoni da tastiera sono così idioti da pubblicare le loro puttanate astronomiche con nome e cognome, "tanto chi mi tocca a me?". Poi togli loro il "fucile", magari citandoli per diffamazione, e corrono a rintanarsi nel loro buco, perché non hanno il coraggio delle loro azioni.

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    1. Scimmia col fucile: bella immagine. Un po' grottesca ma decisamente efficace.
      Secondo me il web può diventare un'arma micidiale. Forse prima di consentire a chiunque di utilizzarlo abusandone, sarebbe meglio obbligare a un corso di preparazione tecnica ed etica. E se ciò non bastasse, incorrere nel sequestro degli strumenti usati in maniera impropria.

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    2. Per sottrarre loro il "fucile" basterebbe un ritorno forzato al "web 1.0": via le socialmerde e tutti gli strumenti come TuTubo che permettono di sbattere minchiate in rete nel tempo necessario a fare un clic. Vuoi pubblicare qualcosa? Lo mandi a un webmaster, che lo valuta e decide se pubblicarlo o meno, come si faceva una volta. Se sei fortunato e becchi il webmaster sveglio e connesso al suo sistema, vedi sbucare quello che vorresti pubblicare un paio d'ore dopo, se non ha deciso di sbatterlo nell'archiv... insomma, nel cestino. Questo scremerebbe di brutto tutto il webetume rampante degli ultimi tempi.

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    3. Non credo sia possibile un ritorno al web 1.0 ormai. Però penso sia necessaria una maggiore consapevolezza e responsabilità da parte di chi fa un uso inappropriato e sconsiderato della Rete.

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  3. il massimo del progresso, la comunicazione digitale, porta al peggior regresso dei comportamenti sociali.
    massimolegnani

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  4. Qualcuno di questi, denunciato e venuto per forza di cose allo scoperto, si è dimostrato per quello che è, una nullità assoluta a cui la tastiera ha dato il potere di sembrare qualcuno. Li compatisco per la misera vita che fanno.

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    1. Sicuramente è gente che ha molti problemi esistenziali irrisolti. Il problema è che internet non può sostituire un buon operatore psichiatrico.

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  5. Come diceva Umberto Eco, i social hanno dato la parola a legioni di imbecilli

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  6. Pino mi ha preceduto citando Umberto Eco.
    Purtroppo ignoranza, rabbia, insoddisfazione, voto, noia, accidia albergano sempre di più in una moltitudine di persone sempre più crescente e i media danno loro voce. Buon pomeriggio.
    sinforosa

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    1. Non so se la quantità di persone affette da odio, rabbia, insoddisfazione, ecc. sia maggiore rispetto al passato.
      Forse le persone usano sempre peggio degli strumenti che potrebbero essere sfruttati in maniera più intelligente e civile.

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    2. Anzitutto scusa l’errore: vuoto non voto.
      Come insegnante ti posso assicurare che l’educazione dei genitori, per esempio, trent’anni fa era molto diversa da quella di oggi. Purtroppo è venuto a mancare il rispetto e la semplice “ buona educazione” e questo ha cambiato e cambia tutto.

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  7. Si dice che ci serve un nemico e quando non c'è dobbiamo crearcelo.
    Pensando dell'altro tutte le nefandezze possibili, ci sentiamo migliori. E anche autorizzati a sputare addosso all'altro.
    Stiamo perdendo il contatto con la realtà.
    E, purtroppo, i social media hanno avuto tanta parte in questo processo.

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    1. Proprio ieri leggevo questo sonetto in romanesco del grande Trilussa:

      Un Cane Lupo, ch’era stato messo
      de guardia a li cancelli d’una villa,
      tutta la notte stava a fa’ bubbù.
      Perfino se la strada era tranquilla
      e nun passava un’anima: lo stesso!
      nu’ la finiva più!
      Una Cagnola d’un villino accosto
      je chiese: — Ma perché sveji la gente
      e dài l’allarme quanno nun c’è gnente? —
      Dice: — Lo faccio pe’ nun perde er posto.
      Der resto, cara mia,
      spesso er nemmico è l’ombra che se crea
      pe’ conservà un’idea:
      nun c’è mica bisogno che ce sia.

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    2. :-) niente di nuovo sotto il sole.
      Il vantaggio del cane di Trilussa rispetto a tanti odiatori contemporanei è la consapevolezza dell'opportunità: lo sa che il nemico non c'è.
      Quando si arriva ad aver perso la sua lucidità, ci si ritrova nudi e in pericolo.

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    3. Anche molti inventori di nemici (nonché di false notizie correlate) sanno perfettamente che il nemico non c'è.
      Però è meglio inventarsene uno, per (in)sicurezza!

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  8. "Perché senza insultare nessuno sono nessuno anche io?"
    Ti senti così fuori dalla mischia?

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  9. Ci sono vari modi di insultare gli interlocutori dai più grossolani a quelli più subdoli e sofisticati. Il sarcasmo condito da alterigia, la convinzione auto riferita di appartenere a una elite intellettuale e civica sono una loro modo di insultare e ferire chi propone un'idea diversa. La rete, e in questo Eco aveva ragione, è un palcoscenico perfetto per quest' tipo di fauna a qualunque colore ideologico appartenga; starci dentro è difficile, spesso ti obbliga a ingoiare rospi pesanti. Io non conosco nessuno fuori dalla mischia tranne pochi blogger solitari, senza commenti e indifferenti alle relazioni virtuali. Li invidio moltissimo.

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    1. Gli insulti sono la regola in piattaforme come Facebook, Instagram, Twitter. Sui blog capita molto meno.

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  10. sono bestie.
    non ho altro da aggiungere vostro onore

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  11. Non so se si attacca per sentirsi più forti o per noia, ma probabilmente lo si fa per moda e per insoddisfazione.
    Proprio stasera ne parlavo da me.
    Io comunque preferisco non essere nessuno, ma non dover scendere al livello di chi offende.
    Buon fine settimana.

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    1. Neanche io conosco le ragioni vere che spingono alcune persone a insultare indiscriminatamente chiunque capiti e per lo più senza conoscere l'insultato.
      Meglio essere nessuno se essere qualcuno implica offese gratuite.

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    2. Concordo, Mia.
      L’insulto, generalmente, è dei deboli, degli insicuri, degli orgogliosi, e lo dico sempre dalla mia esperienza di insegnante. Quanti genitori che additano, insultano, giudicano e i figli non possono che crescere con quegli esempi, purtroppo.
      È meglio lasciar correre sulle parole che costoro adoperano per screditare e, dove possibile, allontanarsi.

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  12. Mi fa arrabbiare anch'io tutto questo astio, astio da persone che forse non conoscono il detto "vivi e lascia vivere" ed anche l'undicesimo comandamento..

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.