8 novembre 2018

Loro non leggono

Loro non leggono perché, forse, nessuno gli ha spiegato che è necessario. Sono ragazzini presi dalle minuzie di un'esistenza in costruzione ma non leggono nulla. Né libri, né riviste, né siti internet. Sanno quel poco che sanno per caso o per sentito dire. Rimangono online per ore senza farsi sfiorare dal desiderio di conoscere quel che accade o quel che potrebbe accadere. Non hanno memoria, non hanno visioni, non hanno domande. Sembrano appoggiarsi a superfici note perché conclamate e costruite apposta per farli scivolare lontano. Loro non leggono perché si annoiano in fretta, perché non conoscono il tempo, perché non sanno stare da soli.

[foto by parablev]

27 commenti:

  1. Una società in piena regressione.
    Saluti a presto.

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  2. Chiamo queste "le generazioni perdute". E sono più soli che mai, perché essere sempre online non equivale a essere in compagnia.

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    1. Ho appena finito di leggere "Città sola" della Laing. Un libro particolare in cui si affronta il tema della solitudine in una miriade di forme, voci e sfoghi.
      Molti artisti contemporanei sono diventati star pur rimanendo essenzialmente soli. Ma certe solitudini sono deleterie e, soprattutto, inimmaginabili.

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  3. È preoccupante, c’è un dietrofront di tutta una società.
    sinforosa

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    1. Non so se sia di tutta la società.
      Per quel che vedo ci sono molte persone "galleggianti" che non si interessano a nulla che non sia direttamente collegato al loro minuscolo mondo.

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  4. A proposito di non conoscere il tempo, a scuola ho beccato un ragazzetto di seconda media che non sapeva leggere l'orologio a lancette. Ma mica ce l'ho con loro eh, qualcuno non glielo ha insegnato. Da queste "piccolezze" in poi c'è solo che da mettersi le mani nei capelli.

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    1. Mi ricordo che la mia maestra elementare chiese al papà di un bambino, che faceva il falegname, un grande orologio con lancette mobili. Lei tracciò i minuti e le ore e in un giorno ci insegnò a leggere l'orologio.
      Mi sa che adesso non si usa più.

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    2. Mi sa proprio di no... Sai adesso ci sono le lim e i tablet... Già dall'asilo. Per carità.

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  5. Loro non leggono perché nessuno glielo insegna. Non leggono perche la scuola i libri te li fa odiare piuttosto che amare. Non leggono perche i loro genitori non leggono. Non leggono perche da piccoli vengono lasciati soli davanti al televisore e si rimbambiscono. E la televisione non parla mai di libri. Non leggono perche nascono con un cellulare tra le mani e credono che il mondo sia internet. Non leggono perche lo Stato, nelle sue Istituzioni più importanti, non promuove il libro quale strumento di crescita civile e culturale.

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    1. La tua analisi è ancora più dura e pesante della mia.
      Leggere è un'arte che si impara se qualcuno si prende la briga di insegnarla. È ovvio che adulti non-lettori non possono spiegare a nessuno l'importanza di un libro.

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  6. Per fortuna non sono tutti così. Ne conosco che non sono così, e sono ragazzi pieni di curiosità.

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    1. Sicuramente ci sono ragazzi diversi da quelli di cui ho scritto. Altrimenti sarebbe un'autentica catastrofe.

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  7. Ciò che fa specie, all’interno di questa conversazione, è che vi poniate quale alterità giudicante rispetto a coloro che non leggono. Voi leggete? Dal modo in cui scrivete, vi assicuro, non si direbbe. Esiste, vi comunico, una lingua neostandard (italiano medio) alla quale appartengono tutte le argomentazioni da voi costituite. In questo non vi sarebbe nulla di male, se non enfatizzaste i vostri enunciati sotto una luce affatto moralista. Non volendo cadere nel cattivo gusto, non farò notare al volgo le aberrazioni grammaticali sulle quali è scivolato. Vi lascerò, tuttavia, due consigli:
    - leggete, sì, ma leggete di più e meglio.
    - Siate più umili, così come lo è il Padre vostro. Saluti, Ego.

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    1. Avrei capito comunque, caro Anonimo, chi tu sia. Si legge da lontano.
      Leggeremo tutti di più e meglio. Ci proveremo.
      Amen.

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    2. @Anonimo
      Mi hai fatto venire in mente la supercazzola di Tognazzi. Si vede che hai mangiato un vocabolario e ti è rimasto sullo stomaco.
      Grazie per i consigli ma scendi dal piedistallo che puoi cascare.
      Loro moralisti e tu?
      Padre vostro? Il tuo è diverso?
      Ciao Mia.

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    3. Ci terrei, innanzitutto, a ringraziarti, dato che nessuno era ancora intervenuto per redarguirmi. Ritengo causa dei non rimproveri il gentile commento di M. Risponderò, caro lettore, alla tua domanda. In quanto non forcluso (pare, lacanianamente, non essere un bene, in quanto lo spargitore di seme indirizzerebbe, attraverso la lex, il pargolo verso il buon desiderio), son padre a me stesso. Qui, mi son preso la trascurabile libertà di definirmi Padre vostro. Quindi, no! Il Padre non è diverso perché son sempre Ego. Ciao.

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    4. Sono io che ti ringrazio. Apprezzo la tua ironia (spero sia tale) travestita da saccenza. Il tuo excursus psicoanalitico mi è piaciuto da morire. Alla proxima.

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  8. In tante case i libri esposti sono una decina. E non credo sia perché gli altri li tengano nascosti. Affezionarsi alla lettura con queste premesse diventa difficile, anche perché la scuola non contribuisce a farti amare il libro, te lo impone in un rapporto che diventa conflittuale. Poi ci sono armi di distrAzione di massa, come i cellulari, internet e la televisione, che rendono ancora più improba l'impresa.
    E' un lento crepuscolo culturale..

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    1. L'oggetto libro, in effetti, è abbastanza sconosciuto. In molte famiglie si spendono centinaia (o migliaia di euro) per acquistare cellulari, tablet e PC ma nemmeno un centesimo per i libri. Eppure tutti i supporti citati sono sufficienti a leggere e informarsi, peccato vengano usati per molto altro.

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  9. Purtroppo è vero, e andando così sarà sempre peggio..

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  10. tu scrivi "ragazzini" ma i trentenni sono sulla stessa barca. Il cambiamento è in atto già da un pò.
    Aspetta 40 anni che finiamo il petrolio poi i libri verranno usati per accendere il fuoco.

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    1. Quellì di cui parlo sono ragazzini ma so perfettamente che anche persone più grandi non sono diversi. In sostanza sono ex ragazzini che, col tempo, non sono migliorati.

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  11. Quando il Trota era in politica, un giorno si ritrovò per sbaglio in una libreria. Il libraio lo invitò a scegliersi un libro omaggio della ditta. Il Trota declinò gentilmente l'invito affermando che a casa ne aveva già uno.

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    1. Ecco, un esempio illuminante.
      Certo, il Trota era già ai tempi sulla pessima strada.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.