25 giugno 2018

Presentare un libro

Presentare un libro va di moda, temo. Organizzare un evento per parlare di un testo mai letto sa per lo più di compiacente favore. Uno sbrodolante profluvio di aggettivi senza senso che vagano alla ricerca di una parvenza d'onestà intellettuale. L'ultima presentazione a cui ho assistito mi ha raggelato o schifato, che poi è lo stesso. L'autore che gongola, l'amico che fa finta di porre domande e un attore che legge pagine orride con malcelato impegno. Spettacolino penoso in balia di proposizioni che un bambino avrebbe detto meglio. Un'enfasi che arriva da chi, spudoratamente, non legge e non sa leggere e che, di conseguenza, non scrive e non sa scrivere. Ma scrive libri.

[foto by Hengki24]

8 commenti:

  1. Ne ho viste anch’io di presentazioni o reading così. È particolarmente doloroso per me in campo poetico. C’è di base una mancanza di umiltà. Perché scrivere e non leggere è indice di presunzione. Parecchio stupida, tra l’altro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La presentazione a cui ho assistito voleva sfiorare, senza riuscirci ovviamente, anche la sfera lirica.
      Hai ragione: manca umiltà e manca, soprattutto, la misura di quel che si è. Nel senso che spesso si pecca di presunzione.

      Elimina
  2. È il problema italiano. Quando si tratta di leggere non dico romanzoni, ma anche solo semplici trafiletti non siamo capaci, siamo tutti analfabeti funzionali; però siamo tutti scrittori - con risultati a dir poco vomitevoli. E chi presenta il libro è come chi scrive le famigerate "quarte" di copertina: non ha letto mezza parola del libro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Siamo un popolo di scrittori ma leggiamo pochissimo. Uno scandalo di cui ho scritto spesso in questo blog.
      Chi presenta il libro deve essere all'altezza e dovrebbe saperne più di chi l'ha scritto, ma spesso accade che chi scrive sa poco e chi presenta sa ancora meno. Abominevole.

      Elimina
  3. ricordo un tizio che conobbi tempo fa, mi consigliò un libro scritto da una sua amica il giorno che venne presentato. Quando gli chiesi se lo aveva letto cambiò discorso, bofonchiando che comunque era una SUA amica... come fosse una garanzia. Inutile dire che evitai la presentazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai fatto benissimo.
      La presentazione di cui parlo, infatti, sembrava una rutilante riunione di amici che parlano benissimo di amici. Che senso può avere?

      Elimina
  4. Mi è capitato di presentare libri di poesia. L'ho fatto solo in seguito ad attenta lettura e, soprattutto, perché quei versi mi ispiravano davvero. Ciò non toglie che esista un mercatino pubblicitario e di basso marketing che favorisca questo genere di "vendita" quasi porta a porta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Possono esserci anche ragioni molto commerciali, non ho dubbi. Ma ciò che mi infastidisce è soprattutto la mediocrità di certe persone e di certe situazioni.

      Elimina

Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.