22 febbraio 2018

Quel fragoroso rumore di nulla e di sé

Non capisco chi fugge dal proprio silenzio, da quel fragoroso rumore di nulla e di sé che ognuno si porta in quello spazio poco definito che sta tra mente e fegato. Un suono atavico che batte tra pensieri e colpe, tra un desiderio e la sua attesa, tra parole mai dette e quelle sussurrate nei sogni. E' davvero così spaventevole sentirsi pensare o, addirittura, tacere? Troppi sono quelli intenti a tamponare i silenzi e farlo con quel che capita. Li vedo intenti a rimbalzare musica da ogni dove, stritolare telefonini e tablet alla ricerca di inutilità varie e altre facce e mille idiozie. Parlare per parlare senza meta né arte. Basterebbe un silenzio. Uno solo ogni tanto.

[foto by theflickerees]

22 commenti:

  1. ..e ti rovino subito l'attimo di quiete che meriterebbe questo post... ma solo per dire che io mi vivo splendidamente i miei silenzi, gli angoli di buio, le parole non scritte, i fogli immacolati, i monitor intonsi, quel guardarsi attorno stupiti e silenziosi, quasi a far compagnia a quella congrega che si riunisce spesso proprio lì, tra mente e fegato...

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    1. Ecco, almeno in questo, ci somigliamo un po'.
      Chi l'avrebbe mai detto!?

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    2. ..non sarei qui senza relazione...

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    3. Secondo me ci saresti a prescindere!
      Rido...

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  2. Dai silenzi si distinguono le persone dal gregge. Il silenzio spaventa. Pensare fa paura.

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    1. Sì, rimanere soli mette a disagio molte persone.
      Forse si teme di non saper sopravvivere al proprio nulla.

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  3. Sarà che dove lavoro c'è sempre "rumore" ma adoro il silenzio.
    Adoro anche la musica: ma se l'ascolto, faccio solo quello. Al massimo posso guidare. Non sopporto le musiche di sottofondo dei luoghi pubblici.

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    1. L'ho definita sindrome da supermercato: l'odiosa usanza di riempire di musica i luoghi pubblici (librerie di catena incluse). Nessun rispetto per chi quei luoghi li frequenta né per la musica in sé.

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  4. Il silenzio, quello vero, è cosa rarissima, pure quando si vive in campagna. Non credo sia un caso che nell'immaginario il 'silenzio' sia prerogativa di spiritualità e saggezza.
    Credo sia una cosa tipo il riempirsi di oggetti, di cui parlavi alcuni post addietro.
    Euridix chi è che ti ispira questi pensieri?
    ma che gente frequenti
    :P

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    1. Il silenzio puro, forse, non esiste se non a distanza di qualche anno luce. Ma per noi umani comuni può bastare anche qualcosa di poco meno silenzioso, tutto sommato.
      Il silenzio si combina perfettamente con la contemplazione e la meditazione sarà anche per questo che in molti lo evitano: contemplare e meditare sono pratiche piuttosto faticose e complesse e non tutti hanno una profondità sufficiente a praticarle.

      Chi mi ispira?
      Ciò che vedo, che ascolto o che penso (soprattutto in silenzio).
      Frequento poca gente, in realtà ma non mi dispiace affatto.

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  5. ottimo questo elogio del silenzio.
    è un periodo che scrivi particolarmente bene, levighi meglio i pensieri.
    massimolegnani

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  6. Forse sarebbe più bello tacere,
    in accordo coi nostri pensieri,
    che solo ad esprimerli in verbi e parole
    non sono più verità.

    Ma so che sarebbe anche bello
    sceglierle bene;
    per farle aderire con più precisione
    all’anima con la sua musica

    [Marlene Kuntz - Canzone ecologica]

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    1. Eh sì. Sarebbe più bello tacere, soprattutto quando poi le parole rischiano di divenire menzogne.

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  7. Chi non dispone di silenzio, non dispone neanche del sé, perché il silenzio è il luogo in cui il sé si espande. Manca di vita interiore, l’unica vita veramente privata di cui disponiamo. È stato molto piacevole leggere e rileggere questo tuo post, Euridice.

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    1. Prima di tutto grazie per aver letto e riletto il post.
      Il problema serio, infatti, non è l'assenza di silenzio, ma la minaccia e il rischio che non ci siano esistenze degne di chi le vive. Frastornati da troppo rumore, alla fine, si arriva a farsi assorbire dal frastuono esterno fino al punto di non riconoscere più il suono dentro di sé e quindi a perderlo e quindi a non ricordarsi neppure di avere un sé.

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  8. Ho il mio silenzio, aiutato in questo dall'abitare una casa molto silenziosa. Una piccola fortuna a Milano.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.