28 febbraio 2018

Quando un libro si fa noioso?

Lascio un commento su un blog che non conosco. Si parla de "La spendente", libro scritto dal giovane Cesare Sinatti. Io reputo sia una buona lettura, il blogger con cui mi confronto lo giudica semplicemente noioso. Abbiamo, evidentemente, due percezioni diverse della lettura e pure della noia. Un libro mi annoia quando blatera senza avvincere, quando mi fa sentire dentro ad un barattolo col tappo chiuso, quando è scritto in maniera scialba, già letta, già vista. La noia arriva con uno sbadiglio e con una irritante mancanza di concentrazione. Perdo parole, poi frasi, poi pagine. In sostanza mi annoia ciò che è brutto e solo allora mi arrendo e passo ad altro.

[foto by M-Tau]

15 commenti:

  1. soggettivissimo... mi chiedevo e ti chiedo: ma tu, Euridix, hai mai lasciato un libro a metà perché non ti piaceva?

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    1. Certo, è molto soggettivo.
      Rispondo: certo, mi è capitato di non terminare un libro perché lo trovavo brutto. E mi pare di averne anche scritto qui, sul blog.

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  2. concordo sulla tua definizione di libro noioso, ma non lo considero un concetto assoluto, non solo per la soggettività del giudizio quanto per la sua provvisorietà temporale.
    mi capita a volta di riprendere in mano un libro abbandonato anni prima perchè illeggibile, noioso, riprenderlo da capo e arrivare alla fine in scioltezza ed entusiasmo, ribaltando il vecchio giudizio.
    a te non capita?
    massimolegnani

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    1. Sì, capita anche questo. E capita anche il contrario: riprendere un libro che tanto era piaciuto un tempo e trovarlo noioso e privo di fascino.

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  3. La scrittura prima di tutto. Se è scritto bene, in modo originale, diverso, personale, magari eccentrico, lo leggo volentieri anche se non parla di niente.

    Il classico thriller da scrittore blasonato, pieno di colpi di scena ma scritto in maniera scialba, piatta, semplice, robotica, fatto apposta per arrivare a tutti e per essere simile a qualcosa che hai già letto mi fa semplicemente schifo.
    Ho finito ieri Origin di Dan Brown. È una merda incredibile. L ho letto fino in fondo solo per poterne parlare male con la tizia che me l ha consigliato.

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    1. Scrivere in maniera originale e diversa non è sempre indice di qualità. Mi sono capitati in mano libri scritti sicuramente in maniera stravagante e anomala ma totalmente privi di bellezza. Ci sono, infatti, scrittori che "scrivono per scrivere", cioè che scrivono solo per ostentare un talento che non hanno, che si fanno fagocitare dalle parole stesse poiché non sanno gestirle né governarle.

      Capisco lo "schifo" di cui parli. Ma purtroppo il lettore medio (e per medio intendo molto mediocre) si accontenta di quello e quello desidera leggere: una scrittura (o una traduzione) piatta, scialba, facile facile.

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    2. Capisco.
      Ognuno ha i suoi gusti. Io ad esempio ho amato alla follia il primo Brizzi tardoadolescenziale di jack frusciante è uscito dal gruppo. Storia così così, narrazione stilosissima.

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    3. Sì, ho letto quel libro quando ero giovane. Uscì e fece scalpore, in realtà più per i temi che per la scrittura. Ma poi Brizzi che ha fatto?

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    4. M'inserisco nella conversazione. La sua carriera è andata avanti fra alti e bassi con pero' un percorso tutto suo che avrebbe meritato una maggiore attenzione. Il secondo, Bastogne, è un romanzo coraggioso per esempio e anche il suo ciclo ucronico ha dei begli spunti. Per chiudere, io ho trovato molto bello "Il sogno del drago. Dodici settimane sul Cammino di Santiago da Torino a Finisterre" :

      http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/brizzi-rende-romanzesco-anche-pellegrinaggio-1419048.html

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    5. Bastogne lo lessi, a suo tempo. Non mi era dispiaciuto.
      Per il resto l'ho perso di vista.

      Grazie Andrea!

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  4. In particolare la mancanza di concentrazione: quando succede spesso significa che c'è qualcosa che non va. A me piace variare: dal romanzo di ogni genere, al saggio o anche una biografia.

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    1. Sono d'accordo con te: l'assenza di concentrazione è un sintomo notevole, fa capire che gli occhi leggono ma la mente non recepisce nulla. Ed allora, almeno per me, subentra la noia.

      Io leggo soprattutto letteratura, qualche saggio certo e anche delle biografie (mi piacciono quelle femminili).

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  5. Non lo so Maria come definire la noia...di certo mi bastano due pagine di inutilità Baricco per sprofondare nella noia...e mi sento affine invece a coloro che si divertono, si crogiolano, si interrogano, restano inermi e senza parole leggendo Moby Dick, Don Chisciotte, Guerra e Pace, Alla ricerca del tempo perduto, La montagna incantata, L'uomo senza qualità...tutte opere spesso, inspiegabilmente, considerate noiose.

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  6. Non so come definire cosa mi annoia ma di certo non sono in sintonia con quelli che dicono che sono noiosi per esempio Guerra e Pace, Alla ricerca del tempo perduto, L'uomo senza qualità, Moby Dick, Don Chisciotte, La montagna incantata...

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    1. I classici sono difficili da gestire. Non tutti riescono a reggere certe opere.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.