26 gennaio 2018

Qualche libro per non dimenticare

In verità non mi serve un Giorno della Memoria per ricordare la Shoah. Perché di libri per non dimenticare ne leggo spesso e da anni. Tra quelli che più ho amato e che trovo più rilevanti c'è "La notte" di Elie Wiesel" a cui affiancherei "L'inferno di Treblinka" di Vasilij Grossman. Molto forte ma inevitabile "Sonderkommando Auschwitz" di Shlomo Venezia. Bella lettura anche "Treblinka 1942-1943. Io sono l'ultimo ebreo" di Chil Rajchman. Non posso non dire di Primo Levi e di "Se questo è un uomo". Meno potente "Il rogo di Berlino" di Helga Schneider e chiudo senza chiudere con "Modernità e olocausto" di Zygmunt Bauman.

[foto by CassicCrimes]

24 commenti:

  1. Prendo nota e ne aggiungo un altro, anche se per ora si tratta solo di un "prossimamente": dopo 40 imperdonabili (e inspiegabili) anni sta per arrivare anche in Italiano lo sconvolgente "Nacht" di Edgar Hilsenrath.

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    1. Ci sono molti libri che vengono tradotti in italiano con troppo ritardo ed è un enorme peccato.
      Io prendo nota del tuo suggerimento. Grazie!

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  2. La legge italiana n. 211 del 2000 ha istituito - prima dell’ONU (2005) - il Giorno della Memoria, prevedendo espressamente anche il ricordo “dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”.
    Colgo l’occasione per indicare il libro di Mario Rigoni Stern “Il coraggio di dire no”: è l’esperienza dei tantissimi Internati Militari Italiani (I.M.I.), tra i quali anche reduci di guerra (le cifre sono veramente enormi, circa 700-800 mila), che dopo l’8 settembre 1943 (armistizio di Cassibile) dissero NO alla Repubblica di Salò ed al nazismo di Hitler, che voleva utilizzarli per continuare la guerra.

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    1. Ho letto di recente un libro di Rigoni Stern ma non quello da te indicato.

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  3. A me dispiace che questa parentesi del "non dimenticare" acquisisca sempre più contorni da una settimana all'anno.. tipo Natale.. celebratissimo.. coi libri in bella vista in tutte le librerie, poi via, di nuovo in magazzino.

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    1. Vero. E dispiace anche a me.
      Come scritto, per me il ricordo e il racconto di quanto è accaduto non finisce mai. Dovrebbe essere così per chiunque.

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  4. Hai già citato la notte di Wiesel, l'ho scoperto tramite il passaparola e trovo la trama sconvolgente. Credo che tu abbia già letto le lettere di Hetty Hillesum o il diario. Il rogo di Berlino è meno potente come tu dici, vero, però mi è piaciuto molto.

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    1. Della Hillesum ho letto qualche breve trattato. Ma ho il suo Diario... In attesa.

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  5. Libri certo, ma anche tantissimi e bellissimi film, intensi ed indimenticabili nella memoria e nel cuore, per qualcosa di orribilmente inumano.

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    1. Sì tanti bellissimi film. Vuoi suggerire un titolo interessante?

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    2. Ultimamente suggerirei Il Figlio di Saul, anche se il mio "preferito" è La vita è bella

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    3. Non conosco "Il figlio di Saul".
      Io proporrei, accanto ai tuoi, anche "Train De Vie – Un treno per vivere" o il celebre "Shindler’s List" o il bellissimo "Il pianista" e anche "La scelta di Sophie".

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    4. Quoto Train de vie, splendido. Il toccante Remember anche, ed Il labirinto del silenzio, visto per la prima volta proprio in questi giorni...

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    5. Remember non lo conosco e Il labirinto del silenzio (andato in TV sabato sera) non l'ho visto.

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  6. A scuola ho letto ai ragazzi "fino a che la mia stella brillerà", uno dei pochi libri sull'olocausto alla portata di ragazzi con difficoltà di apprendimento.

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  7. Sono giornate che possono, comunque, portare ad approfondire, conoscere momenti della storia. Giorni fa hai scritto un post in cui chiedevi come far capire l'importanza della lettura a chi non legge: in questo caso una risposta può essere presa dal titolo di una canzone, "la storia siamo noi".

    Conoscere e cercare di capire questi avvenimenti non riguarda un solo giorno, ovviamente, durante l’intero anno ci sono altre occasioni per ricordare gli avvenimenti passati, ognuno con le proprie peculiarità, importanti per tutta la comunità nazionale: il ricordo delle Foibe, le Fosse Ardeatine, la Liberazione, la festa della Repubblica, delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale … e altri ancora …

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    1. Non so se queste giornate servano davvero ma forse, nonostante certa retorica e anti-retorica, hanno un senso comunque.
      Il ricordo di eventi tanto importanti e tanto drammatici dovrebbe accompagnare le nostre vite costantemente. Tutti dovremmo conoscere la Storia ma, purtroppo, non è così.

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  8. A proposito di film, vorrei citarne uno che conoscono moltissimi "La vita è bella" per un motivo particolare: alla fine del film ci sono i carri armati americani (e non sovietici) che entrano nei lager per liberarli.
    Questa particolarità mi ha fatto pensare alla scelta del 27 gennaio come Giorno della Memoria.
    Forse si poteva scegliere una data diversa dal 27 gennaio, che è il giorno in cui l’Armata Rossa entrava ad Auschwitz, località che, come noto, si trova in Polonia, che, a sua volta fu dapprima spartita tra sovietici e tedeschi (Patto Molotov-Ribbentrop del 1939) e poi, insieme ad altri Peasi dell'Europa Orientale, sottomessa dai sovietici che applicarono i loro metodi in luogo di quelli nazisti (ad esempio, le deportazioni nei lager in Siberia).

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    1. Ho visto e amato molto "La vita è bella" per la delicatezza e la dolcezza con cui ha raccontato un orrore come l'Olocausto.

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  9. Un film particolarmente adatto per i giovanissimi, uscito un paio d'anni fa è "Corri ragazzo corri". La vera storia di un bambino di otto anni, fuggito dal ghetto di Varsavia nel 1942 e sopravvissuto.

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    1. Ho visto quel film.
      Esiste anche il libro di Uri Orlev, volendo.

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  10. Il figlio di Saul è un film veramente bello, non so se dire il migliore "artisticamente parlando" sulla Shoah ma ci si avvicina. Come libri se ne potrebbero citare tanti, fra gli ultimi arrivati in Italia molto bello è "Zavorre" di Götz Aly dedicato a tutto il tema dell'eutanasia, e poi il controverso e mastodontico (a me è piaciuto tanto, seppur con qualche caduta) "Le benevole" di Littell e poi proprio per riflettere sul tema della memoria/museificazione (che è poi il vero tema su cui riflettere oggi) io continuo a consigliare "Il mio Olocausto" di Tova Reich

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    1. I tuoi suggerimenti sono sempre interessanti, Andrea. Grazie.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.