29 gennaio 2018

Di sogni e d'ossa

Un giorno aprirò una libreria piena zeppa di opere che in pochi hanno il cuore di vendere. E sarà piena di gente intelligente intenta ad amare il senso profondo di quel che ogni libro contiene. Un giorno scriverò lettere che tornano ad essere di carta e a persone che non devo conoscere ad ogni costo. Un giorno io e la mia amica A. avremo un bellissimo casale in collina con grandi alberi da rimirare da lontano. Un giorno venderò il pane profumato di legna e patate come quello che comprava mia nonna. Un giorno sarò la poetessa che avrei voluto essere fin da ragazzina e tutto il mondo ricorderà i miei versi di albe e sangue.

[foto by estellamestella]

14 commenti:

  1. questo pezzo mi piace sin dal titolo, quel "di ossa" mi fa pensare a una concretezza che non si contrappone al sogno, al contrario lo rafforza.
    E a corollario ai tuoi verbi al futuro (non dei vorrei condizionali!) penso a una discreta vincita o a una insperata eredità o a una qualunque altra formula finanziaria che svincoli dalle necessità e permetta non una vita da stupidi nababbi ma la realizzazione di piccole utopie.
    mi piace molto questo pezzo che sa di aria nuova, pulita.
    massimolegnani

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    1. All'inizio avevo pensato ad un titolo che richiamasse Shakespeare: siamo fatti della stessa sostanza dei sogni. Ma poi mi è sembrato troppo celebre e meno "reale" di quel che volevo.
      Le ossa stanno a dare un senso di finito, di umano, di sostanziale. A ricordare anche la fine e la limitatezza di ogni cosa umana.

      Comunque: se avessi davvero la possibilità di contare su un'eredità consistente (che non esiste) o di una possente vincita (che non esiste), mi piacerebbe davvero realizzare uno dei sogni di cui ho scritto. Uno solo, per carità!

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  2. Il titolo del post mi ricorda quello del film "Un sapore di ruggine e ossa", ma in questo caso il colore rosso non è quello anticato della malinconica ruggine ma quello dei propri sogni che brillano in qualche cassetto del proprio cuore ... nel film la protagonista perde le gambe e si rifà una vita: è un pò una metafora, a volte la vita spezza le gambe, fa cadere ma nonostante tutto bisogna rialzarsi ... facendo leva innanzitutto sulle gambe del proprio cuore.

    p.s. il pane cotto al forno a legna lo prendo anche oggi: chissà, un giorno prenderò il tuo pane e poi giocherò rotolando divertito lungo il pendio di quella collina :)

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    1. Non conosco il film di cui parli...
      Ma la metafora è chiara.
      Adoro il pane con patate (da noi è un classico) cotto nel forno a legna. Mi ricorda la mia infanzia e mi piace con olio e sale. Semplicemente.

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    2. Il pane con le patate si trova ancora in Abruzzo! E' qualcosa che appartiene all'era del mito...un sogno di pane, che poi già il pane è un sogno di per sé!

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    3. Infatti io sono abruzzese. Cuore d'Abruzzo. Qui le patate sono sempre state una grande ricchezza. Ora sono anche IGP e le usiamo in mille modi. Anche nel pane: si compra nelle panetterie, normalmente.

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    4. Infatti, conosco bene questa delizia!
      In Abruzzo poi c'è solo l'imbarazzo della scelta!

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  3. E sarà piena di gente intelligente

    ecco sul sogno ci siamo... il resto è fattibile :)

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  4. Ho idea che per tante cose un giorno è già oggi.. il giorno in cui poterli sognare, progetti simili, è un po' attuarli...quanto ai tuoi versi.. sono già nella storia... ;)

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    1. Tante cose non direi visto che oggi non posso permettermi quasi nulla di quello che ho scritto.
      Se i miei versi fossero già nella storia, forse non sarei più qui. Rido...

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  5. io sogno spesso (e se vincessi al superenalotto lo farei sicuramente) di ricostruire l'albergo dei miei nonni cosi' com'era ma di lasciarlo vuoto, non funzionante. con le stanze per i clienti, i saloni ristorante, il bar, i locali della mia famiglia, con la stanza dei miei nonni piena di libri, il giardino con tutte quelle magnifiche ortensie, la ghiacciaia, l'orto, il pozzo, la quercia secolare, i tanti cani. Potrei vederlo con occhi da adulto e incontrare tutti i miei fantasmi.

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    1. Sei proprio uno strano soggetto tu...
      Ma ognuno ha diritto ai propri sogni. Anche quando sono strani.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.