11 dicembre 2017

Qualcosa che svanisce

Avrei voluto scrivere qualcosa. Forse di come riesco a muovermi al buio dentro casa oppure del male che fa bene oppure dei riflessi di luce azzurra sui sampietrini di Roma. Non ricordo più. E' che a volte mi sembra di avere un'idea illuminata, un guizzo che, lì per lì, mi dà l'input per un post che sarebbe il caso di mettere giù all'istante ma in quell'esatto istante, magari, sono da tutt'altra parte a fare tutt'altra cosa e il guizzo passa e dopo un po' non resta che la sensazione di aver pensato, chissà quando, qualcosa che valeva la pena scrivere, qualcosa che svanisce e forse tornerà. Forse.

[foto by glitterdarkstar]

12 commenti:

  1. Niente è più aleatorio del pensiero. Dal suo svanire repentino da ragazzo ero ossessionato. Certi pensieri mi sembravano preziosi. Perderli un’enormità. Ora ci ho fatto, più o meno, l’abitudine.

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    1. Negli ultimi tempi i miei pensieri svaniscono sempre più rapidamente e frequentemente. Ovviamente tendo a colpevolizzare l'età che avanza ma forse c'è anche qualche altra ragione. Chissà...

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  2. ultimamente succede spesso anche a me... in compenso ci sono molte persone che invece 'esternano' a più non posso cose di nessuna rilevanza.
    potrebbe essere una forma di autocensura alla compulsione indotta dall'uso dei media informatici oppure una fase in cui prevale il senso di inutilità di quanto detto o scritto come ho accennato nell'ultimo post... sia come sia, resta che comunque quando scrivi fa piacere leggerti:)

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    1. Abbiamo parlato in diverse occasioni di chi "esterna" di tutto pensando che interessi a qualcuno. Il web è stracolmo di "esternazioni" molto estemporanee, molto insignificanti e, soprattutto, non richieste.
      Intendere certe dimenticanze o certe evaporazioni di pensieri come una forma di autocensura (inconscia?) mi sembra un'idea interessante.
      La maggior parte di quel che si fa, si scrive, si pensa, si immagina è inutile.

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  3. la magia del rapporto tra scrittore e lettore permette di vedere anche i brani accennati, svaniti prima di essere fissati nero su bianco.
    massimolegnani

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    1. Dici?
      Non so se sia capace di leggere anche quel che non viene scritto.

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    2. in qualche modo sì, perchè quegli accenni mi fanno immaginare una stanza buia in cui ti muovi a tentoni sufficientemente sicuri e mi sembra di vedere quei riverberi azzurrini sui sampietrini lucidi di pioggia che pure non ho mai visto.

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    3. Ah, va be'... ma così è facile!

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    1. Rido...
      No, non vivo quella sensazione da molti anni. Dovrei forse tornare ad essere un po' brilla, di tanto in tanto.

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  5. Anche a me capita che un pensiero mi sfugga o che non trovi le parole per esprimerlo

    Lo lascio andare, ne verranno altri

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    1. Eh sì. Lo faccio anche io. Non c'è altra soluzione.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.