30 dicembre 2016

Somari digitali

Appesi ad Internet come tossici. Si vive di e-mail, immagini online e parolastre impigliate in ogni dove. Quel dove tutto virtuale in cui tutti sembrano doversi trovare, in un modo o nell'altro. Per buona voglia o solo anche per obbligo. Eppure, fatta eccezione per i soliti e spesso vacui accessi a FB o ad altri social, in tanti restano somari. Somari digitali, mi viene da dire. Perché tolte le quattro informazioni utili a rassettare un profilo o a spalmare dove possibile selfie da ebeti, Internet resta un enigma o, meglio ancora, un blob informe dal quale non si impara e nel quale non si cresce. Nemmeno per sbaglio.

[foto by Alshain4]

14 commenti:

  1. Direi che webeti è la parola giusta: un solo termine dove tu ne hai usati due.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Webeti mi pare un'idea intelligente.
      Bravo!

      Elimina
  2. oltre alla loro ignoranza di base si aggiunge la stravaganza di scrittura dei T9 e dei correttori automatici che anticipano e amplificano errori e storpiature che questi poveretti non sono in grado di riconoscere (per dire, la terza persona del passato remoto al posto della prima, aprì, uscì, anzichè uscii, aprii, ripetuto più volte nella stessa pagina di diario, segno evidente di un'incapacità a distinguere tra le due forme)
    massimolegnani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gli errori dovuti alla poca dimestichezza con strumenti come il T9 o altri sistemi di correzione automatica, a mio avviso, sono meno gravi di quelli compiuti da chi si ostina a non capire come funzionano altri meccanismi del web. Si limitano ad utilizzare quei tre comandi che conoscono e lì si fermano.

      Elimina
  3. In effetti alcuni esagerano proprio, ma tanto, comunque i somari ci saranno sempre..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sull'inevitabile presenza di somari (comunque e sempre umani) siamo d'accordo.

      Elimina
  4. mi chiedo sempre se la colpa sia del mezzo o di come lo si usa ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il mezzo in sé non può avere colpe se chi lo usa è un somaro.

      Elimina
  5. Condivido tutto. Internet e' la droga dei nostri tempi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una droga che va utilizzata con una buona dose di intelligenza.

      Elimina
  6. Che internet, nel suo complesso sia una sorta di stupefacente senza essere stupefacente, lo condivido appieno. Per imparare, però, qualcosa si impara. Anche dai somari, basta avere buone "orecchie"
    Auguri.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dici che anche dai somari (quelli di cui parlo io, s'intende) si possa imparare qualcosa?
      Ho qualche dubbio in proposito, sono sincera.

      Elimina
  7. Ricordo un episodio emblematico: non usavo da molto Instagram e non riuscivo a postare una foto "aggiustandola" come avrei voluto, chiedo a un mio coetaneo amico di scampagnata che serenamente mi indirizza dalla figlia credo max 12 anni. Questa mi smanetta a velocità supersonica, mi sistema la foto da una parte, la gira da un'altra, la reimposta, la determina, la riqualifica, la resetta, passando da un portale all'altro; utilizzando tutto il resto di quella piramide internettiana della quale io continuo a conoscerne solo la famosissima "punta"... però vivo bene da somaro dai.. anzi.. magari questa sana "ignoranzietà" contribuisce a non renderci del tutto dipendenti...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nemmeno io ero in grado di usare bene Instagram all'inizio. Ma dopo un po', a furia di provare, sbagliare, curiosare, ho imparato. A volte basta solo provarci, senza guide né maestri. Un briciolo di intuito basta.

      Elimina

Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.