18 maggio 2016

Per l'ennesima volta

Ci sono grovigli di incubi che si infilzano intrepidi sotto la corteccia. Quella che il tempo e la vita ti hanno restituito in un collasso di piccoli, indimenticati lutti. Quella che riveste intrepida i passi e le cernite e i rimbalzi di cuore. Lì, proprio sotto le scaglie rugginose ed ovvie di un'esistenza, c'è sempre spazio per l'inferno. Che magari viene a rapinarti respiri e frammenti di quell'anima che ha appena provveduto a spolpare. Lì sotto, tra tessuti molli e sieri vitali, può scorrazzare libero per frantumare quel che meglio crede. E non c'è alcuna difesa. Non esiste alcun riparo. Arriva e muori per l'ennesima volta.

[foto by nilgunkara]

16 commenti:

  1. Ognuno di noi, ad un certo punto della sua esistenza, mediamente intorno ai cinquanta, dovrebbe fermare la sua forsennata corsa in quella durissima competizione che è la vita per esaminare lo stato della sua anima, come hai detto tu, spolpata dei sentimenti più semplici magari, certamente più umani. Ci troverebbe sedimenti di dolorosi lutti, ma anche ceneri di insuccessi morali e materiali, piaghe dovute a rinunce, a capitolazioni a volte vergognose pur di assicurare la sopravvivenza. Nessuno lo fa, o veramente in pochi ci riescono, e il tran tran quotidiano continua fino all'esaurimento delle risorse. Non per nulla i diversi sistemi sanitari -non solo quello italiano- denunciano l'aumento pauroso di una malattia che mezzo secolo fa conoscevano solo gli addetti ai lavori: la depressione.
    L.A.

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    1. Ai miei cinquanta manca ancora un pezzo. Ma lo stato della mia anima lo sorveglio più o meno quotidianamente.

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    2. I miei cinquanta li ho belli che superati e l'orizzonte dei sessanta si fa sempre più nitido, ma il Peter Pan che mi accompagna se ne fa beffe e con gli incubi ci giocano i folletti della mia vita, dove i sogni la fanno di gran lunga da padroni...

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  2. servono anticorpi ... credo sia così che si fanno, come assumere un vaccino.

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    1. Sì, gli anticorpi sono indispensabili. Ma a volte, nonostante la loro presenza, il "male" arriva e devasta comunque.

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    2. I grovigli dell’anima sono sempre quelli più difficili da sbrogliare. E allora, quando proprio non sappiamo che fare, la cosa migliore è chiedere soccorso alla filosofia perché, come diceva appunto un filosofo, “la vita è così breve, incerta e fugace che non vale la pena di affaticarsi troppo” :-) Ciao e buona giornata

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  3. In effetti forse, l'inferno è soltanto un incubo dal quale non ci si sveglia a causa del sonno eterno.

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    1. L'inferno è qualcosa di più di un incubo, credo.

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  4. Fondamentale è riuscirci a giocare col male. Ovviamente parlo del male malleabile, quello fatto di scontri estetici, quello che ti distrugge si, ma virtualmente, quello che ti sconquassa l'anima e il cuore ma a quest'ultimo lascia comunque pompare sangue in tutta serenità.

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    1. Il problema nasce quando il male non ha nulla di malleabile e non ha niente a che fare con scontri estetici.

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    2. Infatti. Lì non ci giochi più.

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  5. Per quanto tutto ciò sia imperioso non è tutto. Ci sono voci più sottili che gli strilli della disperazione non ci fanno udire; cercando di suggerirci come uscire.

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    1. Se ne esce.
      In qualche modo se ne esce.
      Ti ringrazio...

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.