18 aprile 2016

Déjà entendu

Una nenia. Anzi peggio: una litania che si ripete imbecille, identica a se stessa, pagina dopo pagina, canale dopo canale. Il tema cambia poco, le domande pure, le risposte altrettanto. Sfibrata da quel già udito che scorre nauseabondo e scarico. Si può? Mi dico. Durerà ancora molto? Mi dico. Ma sono domande con risposta inclusa che, per quel che valgono, non serve porre a nessuno. Per ascoltare qualcosa di sensato basterebbe, e basta, stare zitti. Ecco. Si può scrivere un silenzio? Si può trasmettere? Si può emanare? Si può proclamare? Ci sono giornate per tutto, tranne che per il buon silenzio.

[foto by mldzz]

14 commenti:

  1. nella vita contano i 'fatti'.
    mai detto fu più veritiero... se non son fatti, e di brutto, i politici che irridono con ignorante arroganza chi li sfama anche dei loro vizi!
    ma la giostra gira senza fermarsi mai, così ci restano sopra senza mai cadere.
    mi resta solo la speranza, che al prossimo giro, ci sia quell'uno che insieme a quanti ci stanno provando, stacchi la spina.
    lo dico fin d'ora: il prossimo referendum vado e voto no anche sapendo che risulterò nella somma attribuita alla risibile minoranza. giusta o sbagliata che sia, la costituzione, è meglio applicarla che farla distruggere dall'attuale 'classe' politica.
    già mi tocca assistere e subire le loro angherie, regalargli la mia complicità anche no.

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    1. Sì, le chiacchiere intorno al referendum naufragato sono quelle che, oggi e nei prossimi due o tre giorni, riempiranno la bocca di tantissime persone.
      Anche di quelli che non ci hanno capito granché.

      Votare, per come la vedo io, è sempre rilevante. Per un motivo molto semplice: chi non vota poi non ha diritto di lamentarsi.

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  2. Qualche volta il silenzio è buono. Quello della suocera, quello della vicina petulante e ficcanaso, quello dei perditempo, quello dei baciaacquasantiere che parlano di anima. Tanti altri silenzi come questi sono buoni. E poi basta. Un mondo senza musica, senza il suono della pioggia scrosciante, senza il murmure del mare, senza il muggito del vento lungo le gole montane, senza alcun altro suono di vita, senza un latrato, un pigolio sarebbe un mondo morto. Quel silenzio non è buono anche se naturale. Preferisco la cagnara quotidiana della vita che vive la sua giornata, anche se a sera mi fa a volte un po' male la testa, ma mi significa che sono ancora vivo e vegeto.
    L.A.

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    1. Il silenzio che chiedo è quello che mette a tacere le "litanie imbecilli" di cui potremmo fare beatamente a meno un po' tutti.

      Io non amo la cagnara quotidiana.

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  3. Ci saranno, ne sono certa.

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  4. Le parole servono con chi sa ascoltare, il silenzio con chi sa sentire.
    A chi è del tutto sordo entrambe sono inutili.

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  5. Non durerà ancora per molto ma tempo per sempre. Si è aperta una nuova era in questo senso. Prima li vedevi una volta a settimana in Tribuna Politica, storico programma che dava voce ai rappresentanti del governo. Ora li vediamo blaterare inebetiti , starnazzare e nitrire tutti i santi giorni.

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    1. In verità non parlavo solo dei politicanti. Quelli fanno sicuramente parte del genere, ma non sono i soli. Basta accendere la TV a qualsiasi ora.

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  6. La mediocrità è il simbolo identificativo della superficialità
    così come lo spacciare per ricolmo il vuoto,
    sintomo di dispersione e perdita
    lenta ed inesorabile come quando scola la pasta
    da quei fori piccoli ma numerosi
    dall'identica circonferenza, diametro ed utilità
    da cui stilla una miscellanea di salato ed umido
    ancora caldo della pentola dalla quale tutto è scaturito.

    Apprezzamenti sono scientemente fuori luogo
    così come il loro contrario
    perché nulla equivale al nulla
    e proferire parole
    anche nella mera considerazione del nulla
    le esautora della loro autorevolezza....
    quando si parla dell'attuale contingenza politica.

    Concordo sull'idea del silenzio
    non solo di quello ipotizzato e sperato, loro,
    ma anche di quello nostro,
    perché unica risposta plausibile
    fra tante misture di voci ed idee
    degne delle più complesse alchimie.


    Uomo


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    1. Il silenzio-risposta sta diventando una necessità sempre più stringente.
      Almeno per me.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.