28 aprile 2016

Creature di carta e creature di carne

Stavolta lo spunto arriva dal post di Apprendista Nocchiero e dirò qui quel che non mi piace dei libri perché, nonostante io ami leggere perdutamente e perdutamente perdermi tra i libri, ho pur sempre i miei gusti e, di conseguenza, certi limiti che raramente supero. Non amo i fantasy ma nemmeno gli horror. I gialli non mi seducono granché ma sui noir possiamo ragionare. Le saghe mi inquietano così come i tomi troppo voluminosi per cui, di solito, li lascio dove sono. Se uno scrittore non mi cattura dal primo libro, difficilmente concedo il secondo. Non amo i prolissi e non amo gli sciatti. Ma questo vale per tutti: creature di carta e creature di carne.

[foto by Vitrage]

30 commenti:

  1. In parte sono d'accordo con te: non amo i fantasy ma nemmeno gli horror. E non amo i gialli (con il morto) e nemmeno i noir. Le saghe mi seducono (ho letto tre volte la parola, onde evitare qualche refuso). Non ho paura dei tomi troppo voluminosi. Non sempre mi lascio condizionare dal primo libro per giudicare un autore importante.

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    1. Ognuno ha le proprie preferenze, evidentemente.
      Anzi, guai se così non fosse.

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  2. stavolta condivido tutte le tue preferenze, tranne quella della seconda possibilità da concedere a un autore deludente al primo impatto (io l'ho fatto con Murakami di 1Q84, e mi sono ricreduto su di lui, e con Marais, e ho confermato il giudizio negativo)
    massimolegnani

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    1. Forse intendevi Marias, giusto?
      Come te non ho grande stima di questo scrittore, checché ne dicano in tanti. Lo trovo noioso, logorroico, banale e pesantissimo.
      Ho provato a dare una seconda chance a qualche scrittore (vedi Peter Cameron) ma la mia opinione (pessima) non è mutata. E mi piace certa coerenza.

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    2. sì, proprio lui, e l'impressione mia è identica alla tua.
      ml

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    3. Se la cosa ti può consolare ho letto in giro commenti e pareri simili ai nostri. Quel soggetto non piace a molti.

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  3. Parliamo innanzitutto di libri. Non amo i fantasy e gli horror mi fanno ridere. Fuggo a gambe levate dalle saghe e sai tomi di più di 500 pagine. Sono stato un accanito giallista -Agatha Christie sarebbe degna di stare in qualsiasi biblioteca- e mi diletto dei noir. Se uno scrittore dopo 50 pagine non è stato capace di farmi entrare calzato e vestito nella sua storia lo mollo e non ne leggo più niente. Consigliato da amici ho fatto una fatica boia a leggere fino in fondo "Pastorale americana" e non ci ho trovato niente di geniale, come promesso dagli amici. Barboso e intollerabile il "grande" Philip Roth.
    L.A.

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    1. Ho letto "Pastorale americana" qualche annetto fa. Non ho fatto grande fatica. Anche se di Roth continuerò a preferire il grande Joseph, che ti consiglio vivamente.

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  4. E adesso parliamo di persone di ciccia. Fuggo i chiacchieroni, i prolissi, i muti che poi spalancano la bocca dietro le mie spalle, gli ipocriti, i falsi, i baciaacquasantiere e i melosbatto. In fondo quasi tutti, uomini e donne, finora incontrati. Purtroppamente.
    L.A.

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    1. Purtroppamente è terribile, fattelo dire. Sarà perché quel personaggio di Albanese non mi intriga molto. Sono una nostalgica: continuo a preferire Pierpiero o Frengo.

      E tra i tuoi incontri chi potresti salvare?

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    2. Tra gli uomini pochissimi: un tal Tommaso, un tal Nigel e Dumdumderum. Tutti gli altri o saputoni intriganti, o fondamentalmente ottusi arroganti o semplicemente cretini.
      Fra le donne parecchie di più. Un paio di poetesse, un paio di partenopee, qualche intelligenza pura. Ci stai anche tu. Trovati la collocazione tra queste tre serie.
      L.A.

      P.S. Purtroppamente non è di Albanese, che quando fa il comico mi fa vomitare. Mi è venuto così e l'ho lasciato, sapendo che ti avrebbe fatto storcere la bocca:-)

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    3. Per curiosità ho cercato Dumdumderum su Internet. Pensa, mi ha restituito un profilo Blogspot e persino un blog. Chissà se si tratta del tizio di cui parli...

      Anche io sono inclusa nel novero dei salvabili. Che onore!

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    4. Dumdumderum è unico e solo, per cui sicuramente hai azzeccato il suo blog.
      Sei salva, non salvabile. Perché te ne stupisci?
      L.A.

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  5. Condivido tutto, compreso quanto scritto nel commento che mi precede, di L.A...anche se mi ha fatto venire voglia di fermarmi Cetto L.Q.

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    1. E allora devo suggerire la lettura di Joseph Roth anche a te...

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    2. Ovviamente volevo scrivere "firmarmi" e non "fermarmi", ma credo si intuisca.
      Quanto a Roth: già visitato e rivisitato da anni.
      La letteratura di lingua tedesca di quel periodo è stato e rimane uno dei miei principali riferimenti letterari, anzituttamente.
      Un saluto da Cetta L.Q.

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    3. Anche purtroppamente, Cetta L.Q.?
      L.A.

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    4. anche, Cettamente Cetta!

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    5. Quanto a Cetto, pur condividendo il fatto che non sia uno dei migliori personaggi di Albanese, ritengo rappresenti una summa di volgarità così realistica da far piangere/ridere/piangere, ecc...

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  6. Sì, ma ‘sta storia dei libri voluminosi ha la sua gravità, lo sai! Tipo: Che ne pensi dei Karamazov? Tipetta (meravigliosa): ecchennesò oh, ma lo hai visto? Pesa eh!!! Dài, un...trentaquattro baciotti e, sì, beccati pure cinque abbracci. Saluti.

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    1. Sai meglio di me quanto sia faticoso ed antipatico tenere tra le mani un volume di 934739 pagine. Difficile da sfogliare, difficile da sostenere.
      Consiglio agli editori: le opere molto voluminose andrebbero pubblicate in più libricini. Ecco, così potrei leggere anche tomazzi inquietanti.

      34 baciotti e 5 abbracci (di fila) anche a te!

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  7. A me piace tutto riguardo ai libri, ma magari non sono normale

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  8. E poi ci sono anche i libri che ci erano piaciuti molto e che si rileggono. Tra questi alcuni ci piacciono ancora altri non più.

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    1. Vero.
      Infatti, a volte, rileggere un libro amato può essere controproducente. Potrebbe non essere bello e coinvolgente come la prima volta.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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