7 marzo 2016

Planare sulle cose dall'alto

Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore.
Italo Calvino

La leggerezza non esclude serietà e neppure profondità. La leggerezza richiama occhi attenti e pensieri di cristallo, quelli necessari a non sprofondare nel pantano melmoso di attimi putridi. Tra cortocircuiti di idee aspre e sterili è facile farsi ingoiare dalle vertigini di sordide bassezze. Basterebbe risciacquare lo sguardo e farlo asciugare al vento, spettinarsi la coscienza e rimetterla sul filo di un orizzonte più lontano ma sicuramente meno ostile e meno fragile. Riprendersi un respiro e mescolarlo alla necessità di una pelle che trema e pulsa e frana. Perché i macigni inchiodano e gli abissi accecano.

[foto by augenweide]

16 commenti:

  1. (oltre al vantaggio, planando, di evitare la percezione dell'olezzo, là ove e ovunque si trovi...)

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  2. Il pensiero di Calvino sulla leggerezza è stato riletto e travisato in mille modi. Ma, forse, non poteva andare che così...
    La leggerezza così di moda di questi tempi fa pensare piuttosto al modo in cui si definivano, tanto tempo fa, "i facili (leggeri) costumi". Però, lungi da me voler ripescare modi di dire così "razzisti", penso piuttosto a quanto sia difficile introiettare il concetto calviniano della leggerezza, soprattutto là dove chiama in causa la leggerezza pensosa:
    perché quella leggerezza è l'esatto contrario dell'assenza di pensiero.

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    1. Mi sono imbattuta di recente, e per l'ennesima volta, in questo pensiero di Calvino. Lo conoscevo ma, chissà perché, mi sono soffermata a pensare al senso che poteva avere per me.
      Mi piace l'idea della "leggerezza pensosa". Bella!

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  3. Si può e bisogna per non sprofondare vivere con leggerezza ma avere sempre e comunque i piedi per terra e testa sulle spalle..

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  4. Si può essere leggerissimi in uno schiaffo e pesantissimi in una carezza, ma è sempre una mano passata su un volto. Tutto dipende dalle intenzioni.
    L.A.

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    1. Mi piace pensare a quello che scriveva Paul Valery: "Bisogna essere leggeri come una rondine, non come una piuma"

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    2. Condivido pienamente il pensiero di Valery.

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    1. Non sapevo cosa fosse.
      Ho fatto una ricerca... Harry Potter?!
      Santo cielo!

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  6. E' periodo nel quale devo fare tesoro, profondamente, di simili considerazioni. Della loro leggerezza e della loro profondità. "Perché i macigni inchiodano e gli abissi accecano". E io vedo distorto, respiro a intermittenza, non risciacquo affatto lo sguardo ma lo tengo fisso dove non dovrebbe. Dove proprio non c'è alcuna necessità che si soffermi.
    Ambisco leggerezza.

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    1. Non so perché ma si percepisce che il tuo "momento" attuale non è tra i migliori.
      Ti sei forse innamorato della persona sbagliata?

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  7. Decidiamo di esserlo
    quando quel momento ineludibile arriva
    per la storia che abbiamo vissuto
    e le ferite riportate,
    alcune delle quali ancora sanguinolente.
    Non si tratta di un modo di fare
    ma di un'attitudine, un modo di concepire
    dopo aver atteso a tutto il carico che ci è stato proposto
    alleggeriamo la visione del mondo
    trattenendo nel silenzio la parte grave e seriosa
    sapendo che molto ha influito
    ma quasi nulla nel facilitare le soluzioni
    comunque raggiunte.
    Ti accorgi quindi che il mondo, il tuo,
    scorre comunque e bene
    sorprendendoti della fluidità
    con la quale i giorni scorrono
    consentendo la calma della riflessione
    quando serve nello sguardo al futuro.

    Uomo

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    1. L'età, le ferite, il tempo servono sempre. Insegnano come fossero dotti maestri. E ci si alleggerisce per sopravvivere e perché, certe volte, si è sfiniti.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.