30 marzo 2016

Il linguaggio muto di chi legge

Nonostante tutto c'è chi lo fa: leggere mentre viaggia. Magari su un bus, magari su un treno o su un vagone della metropolitana. Esseri coraggiosi e fieri. Scollati una volta tanto dal display di un cellulare o da un paio di auricolari pieni di rumore ma stoicamente attaccati a pagine e parole. Ce ne sono e li guardo col cuore pieno di conforto. Sono tra e come loro. Li osservo e sbircio un titolo, una copertina, un dorsetto. Vorrei sapere cosa leggono perché, in fondo, c'è un linguaggio muto tra chi legge in viaggio. Ci si avvicina senza conoscersi, ci si assomiglia senza essersi mai visti. Poi si ripone il libro e si torna tra tutti ma nel frattempo si è stati speciali. E noi lo sappiamo a discapito di tutti.

[foto by mrrossi]

22 commenti:

  1. Mi sento un po' guardona in questi (rari) casi: anch'io ho il bisogno impellente di sbirciare il titolo... ma è un momento unico.

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    1. Anche io mi sento un po' guardona e anche un po' impicciona. Ma non ci vedo nulla di male. Non in casi del genere, almeno.

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  2. Il mondo dei lettori qui in Italia è purtroppo così esiguo che ci si conosce, o meglio, ci si riconosce tutti subito. A volte non serve nemmeno leggere un libro sull'autobus o in metro. Basta entrare in una grande libreria. C'è il tipo che entra ogni giorno più o meno alla stessa ora, apre sempre lo stesso libro e legge, finché lo ha finito. Non sono molti ma ne ho visti. Ci sono quelli che cercano un libro particolare, lo trovano, nemmeno lo prono e vanno alla cassa. Ci sono invece quelli come me capaci di trascorrere ore in quei locali che odorano di carta nuova e toccano magari solo la copertina e via al prossimo. Se potessi permettermelo ogni giorno ne comprerei una dozzina, ma poi dove li sistemerei?
    L.A.

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    1. Entrare in libreria implica che chi si trovi già lì o che sceglie di andarci è, statisticamente, qualcuno interessato alla lettura. Incontrare lettori fuori dalle librerie, invece, è un po' più difficile.

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  3. Quant'è più bello il leggere sui volti

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    1. Sono uno dei pochi in Italia che non possiede il cellulare. E amo leggere soprattutto in treno. Sempreché i cellulari (degli altri) me lo consentano.
      (non so perché il commento viene posizionato in questa maniera)

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    2. @ tentare, nuoce Sì, hai ragione. Leggere sui volti o leggere i volti delle persone è più bello, ma anche molto più difficile.

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    3. @ Remigio Non conosco nessuno che non abbia il cellulare. Sei il primo! Sorrido...

      Non so perché il tuo commento appaia in risposta ad un altro. Probabilmente perché hai cliccato su "Rispondi" e non su "Aggiungi commento".

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    4. Se sono il primo a commentare non ci sono problemi. Altrimenti posso farlo solo in risposta ad un altro. E questo accade solo sul tuo blog. Perciò rinuncio a capire

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    5. Mah, non so cosa dire. Noto che tutti gli altri visualizzano, perché lo utilizzano, il link in basso "Aggiungi un commento".
      Non so perché tu non riesca a farlo.

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  4. a me piacciono le mamme con un libro sul comodino d'ospedale, accudiscono i figli e rubano una pagina al sonno. sbircio sempre il dorso a cercare una condivisione.
    massimolegnani

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    1. Sono mamme speciali, quelle. E farei come te: sbircerei il dorso o la copertina per cercare una condivisione.

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  5. Viaggiare durante il viaggio.
    Non è forse come un portale che ci collega dalla partenza alla meta?
    Leggo sempre quando viaggio, che sia in bus o in treno, ogni momento è buono per tirar fuori il libro che porto sempre con me e leggerne almeno alcune pagine.

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    1. Un viaggio nel viaggio, sì. Hai ragione.
      Anche io faccio come te. Viaggio e leggo. E spero di vedere sempre più lettori in viaggio quando viaggio.

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    2. Porto sempre con me un libro quando vado in posta o dal medico (dove c'è fila, insomma) ma trovo la fila solo quando dimentico il libro a casa e così non riesco mai a leggere in quei casi.

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    3. Sorrido, perché succede anche a me. Se so che c'è del tempo da ingannare, porto sempre con me un libro. A volte, però, capita che io creda di non dover attendere granché e lascio il libro a casa. Guarda caso è proprio allora che, invece, i tempi si dilatano ed io non ho nulla da leggere. A volte, il cellulare aiuta.

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  6. Sottoscrivo tutto, quello che hai scritto tu e la frase iniziale, perfetta, di Apprendista Nocchiero: "viaggiare durante il viaggio": stratagemma che accorcia il viaggio (quello noioso sul mezzo) e allunga il tempo di viaggio del pensiero.

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    1. Anche a me è piaciuta l'immagine del "viaggio nel viaggio" di Apprendista Nocchiero.

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  7. Esatto. Si viaggia due volte leggendo in viaggio. E anche scrivendo.

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    1. In viaggio non ho mai scritto. Forse dovrei provarci!

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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