29 febbraio 2016

Quel che non sapevo di sapere

So di non sapere: nella luminescente saggezza di Socrate confluiscono le istanze di ogni atto e di ogni pensiero. Eppure, a volte, capita il contrario. Non c'è arroganza né saccenza in quel che scrivo, sia chiaro. Perché, in alcuni momenti e in alcune evenienze, mi accorgo di sapere cose che non sapevo di sapere. Forse perché le davo per scontate, forse perché immaginavo che le sapesse chiunque, forse perché ci sono atti e parole e azioni e idee che sono diventate, col tempo e con la ragione, parte intrinseca di quel che so e che sono. Esistono e non posso più immaginarle. Per questo non sapevo di saperle.

6 commenti:

  1. che invidia!
    a me capita invece sempre più spesso di dire: 'questa la sapevo' o di accorgermi di averla saputa, dopo che la dice qualcun altro...

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    1. Quello capita anche a me. Perché ci sono anche cose che si sa di sapere ma che si perdono tra le altre.

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  2. Io mi sono accorto di sapere cose di cui mai immaginavo di essere a conoscenza. Pensi che me ne sia meravigliato? Niente affatto, perché nella pratica quotidiana saltano continuamente fuori cose, concetti, certezze antiche che invece risultano completamente sbagliate. Il bilancio mi sembra in parità con un leggero squilibrio verso l'ignoranza di cose che davo scontate come acquisite.
    L.A.

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    1. Sì, ci sono conoscenze che poi, all'atto pratico e con il trascorrere del tempo, possono risultare poco corrette o, quanto meno, poco efficaci.

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  3. C'è una spiegazione a tutto questo e so di non fare affermazioni eclatanti quando dico che semplicemente sei più sicura di te. E l'avverbio : semplicemente è fortemente riduttivo, ma tanto per sdrammatizzare...! Non si può giungere ad accorgersi di sapere, come definisci tu ciò di cui parli, se non si è attraversato il cammino degli anni, e se attraversandoli non si sono avuti gli occhi per guardare e scorgere il senso delle cose, e non puoi neanche pensare di pensare al senso delle cose se non sei stato abbassato dalla vita, mirando come un privilegio il vivere.
    Quando ti rendi conto di poter parlare, e che le parole che proferisci non sono soltanto vento, allora stai di certo accumulando una ricchezza che potrai dare in eredità ai tuoi figli, ché il suo prezzo è inestimabile.
    Non se ne parla spesso perché sembra che si stia dicendo qualcosa che appartiene ai filosofi ed alle grande menti riconosciute dal mondo e dai suoi abitanti ma ti assicuro, che quelle grandi menti lo erano di sicuro ma che si sono trovate in ambiti che hanno favorito il loro divenire.
    Tu, io, noi non siamo da meno e non ho un concetto di me al di sopra di ciò che sono, ma è certamente così quando parliamo e dal momento che stiamo parlando di vite approfondite, che non hanno bisogno di pubblicità né del plauso della gente.

    Buona serata!


    Uomo

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    1. Semplicemente più sicura di me. Probabilmente è così. E, come spieghi, sarà per via della vita che passa e che viene attraversata con consapevolezza crescente o per via di un sapere che si deposita inevitabilmente, strato dopo strato.
      E non parlo di conoscenze di chissà quale entità, ma di quei minuscoli intendimenti che quotidianamente si addossano gli uni agli altri.

      Buona giornata!

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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