19 febbraio 2016

Per niente docile

Forse sto invecchiando. Forse sto semplicemente diventando quella che sarei naturalmente stata. Quel che so è che la mia brutalità, spesso, prende il sopravvento. Mi fa parlare o scrivere o pensare in modo più nitido e, per questo, definitivo. E non sempre è un male, a quanto vedo. Non c'è diplomazia che tenga o delicatezza che regga: io dico. Di certo non sono mai stata una fatina (ché della fatina non ho mai avuto né l'aspetto né i modi): è che la mia tolleranza si assottiglia giorno dopo giorno. Così come la mia indulgenza e il mio senso di remissione. Per niente docile, per niente disciplinata.

[foto by DarkGomo]

13 commenti:

  1. Se l'esser intollerante, niente affatto docile, indisciplinato e assolutamente incazzoso è un segnale di vecchiaia incipiente allora vuol dire che io sono nato vecchio. Non me ne pento né me ne vergogno. Perché poi dovrei? Io rimango da sempre fedele al mio modo di vedere la vita, alle mie abitudini, al mio istinto. Non mi va di adeguarmi alla gran massa di gente che tende solo a farsi accettare per quello che non è ma che gli altri vorrebbero che fosse. Muoversi dentro un cliché di vita falsa e fasulla solo perché agli altri va bene così.
    La diplomazia è una parola dal suono squisito, punto e basta, perché dovrebbe servire a smussare angoli e rendere il viver insieme più agevole, mentre invece la maggioranza la interpreta come un vile appecoronamento alle volontà del potente di turno. Non fa per me.
    L.A.

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    1. Io, invece, mi accorgo di peggiorare (se di peggioramento si tratta) col tempo. Forse è l'insofferenza verso certi atteggiamenti, l'intolleranza nei confronti di determinate persone e del loro modo di fare, ma peggioro.
      Semplicemente: prima non ero così.
      E prima ero anche più giovane.
      Chissà...

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  2. capita anche a me di riflettere in questo senso... certo che il contesto generale ha la sua influenza e il suo peso... magari in un mondo utopistico di pace e fratellanza certe attitudini si sarebbero smussate invece di esaltarsi... chissà!

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    1. Sì, temo che il contesto abbia la sua pesante influenza.
      Magari in un mondo "perfetto" non saremmo così.

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  3. Si discute meno su ciò che siamo accettandolo senza tentennamenti. E poi il coraggio e la costanza di rimanere ciò che si è.


    Uomo

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    1. Ecco: non riesco ad accettare quel che non so accettare. E di solito non tentenno più, ma tiro fuori quel che penso.

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  4. Io col passare del tempo sto diventando il contrario. E mi si stanno sfumando i furori della giovinezza, quando tutto o era bianco o era nero.

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    1. Sì, solitamente è così. Invece io mi accorgo di percorrere il percorso inverso.
      Mah!

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  5. Anche a me sta succedendo come ad Alberto. Con gli anni certo furore si è stemperato. Le persone le perdono più facilmente. Con l’indifferenza. L’odio lo custodisco per le grandi occasioni.

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    1. L'odio da custodire per le grandi occasioni mi piace molto.
      Dovrei imparare da te.

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  6. A me piace la tua nettezza, certa intolleranza, la capacità di comunicare una visione precisa, di porsi da uno dei lati, schifando il bilico.

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    1. Grazie, Franco.
      A molti la mia nettezza e la mia intolleranza non piacciono affatto. Ma rientra nei giochi e lo so bene.

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  7. C'è chi invecchiando è più acido o come il vino migliora. Non è colpa di nessuno. Se però si potesse avere più forza nell'autocontrollo senza nascondersi dietro il "sono fatto così " non sarebbe poi così male.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.