21 gennaio 2016

Se troppo uguale

Che il diverso faccia paura è nella natura di bestia che ci portiamo addosso a prescindere. Ma l'uguale, soprattutto se troppo uguale, può tramutarsi in tormento. Ritrovarsi di fronte ad un ipotetico se stesso fa perdere la misura dei propri istinti. Di certo non si ci rassegna all'idea che esista una versione possibile di quel che già c'è. L'iniziale somiglianza è solo una sorpresa a trabocchetto destinata a non durare abbastanza. A seguire giunge la sconcertante trafila di conflitti e collisioni che rimandano al peggio. Classica intransigenza verso chi ci restituisce l'esatta immagine di ciò che siamo e forse non vorremmo.

[foto by goRillA_iNK]

20 commenti:

  1. Un po' metafisico sto post. Non credo che il trovarmi di fronte il mio "tale e quale" si tramuterebbe per me in tormento. Magari andrei a guardargli quello che non posso fare coll'originale, dentro i posti meno accessibili e sconosciuti agli altri che non conoscono me stesso come lo conosco io, non lo so, ma non sarebbe un tormentone.
    Penso.
    L.A.

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    1. Non mi sembra metafisico, questo post.
      Non ho parlato di tormentone ma di tormento. Riconoscersi perfettamente nei difetti di qualcun altro può sconcertare. Almeno un po'.

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  2. Parecchi anni fa qualcuno mi scambiava per Andrea e qualcuno scambiava Andrea per Alberto, il sottoscritto. Evidentemente frequentavamo gli stessi posti. Così feci girare la voce e ci incontrammo in un bar di piazza Argentina. Di fronte allo specchio rimanemmo stupefatti. Solo le voci erano diverse. Ci siamo persi di vista.

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    1. In realtà non parlavo di somiglianza esteriore ma di similitudini (o uguaglianze) più profonde.

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  3. Mi ricorda un po' il tema pirandelliano questo post.

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  4. Magari trovassi una come me... Non dovrei battagliare tutti i giorni con i miei perché siano più ordinati!

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    1. Quello potrebbe essere un tuo clone. Ma parlavo d'altro.

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  5. ... Oppure ciò che non siamo e non vorremo mai essere. Buona serata. A.

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    1. Se trovassimo in un altro ciò che non siamo non ci sarebbe motivo di fermarsi a pensare. Anzi: è normale non ritrovarsi negli altri. L'eccezione, come scrivo nel post, sta nel ritrovare se stessi in qualcuno che ci secca persino riconoscere come simile.

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    2. Per indagare le sue tante intime identità, il grande poeta portoghese Fernando Pessoa creò una moltitudine di eteronimi in cui si rispecchiava. Ecco, se proprio non trovi chi ti restituisce l’esatta immagine di quello che sei, puoi sempre inventarti un alter ego ;-)

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    3. L'idea dell'alter ego non è male. Ma credo sia anche un po' faticosa.

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  6. Mi è capitato due volte di essere sicuro di aver vissuto esattamente una situazione, come se stessi ripercorrendo un cammino già fatto e provare un certo smarrimento. Due vite viaggiano parallele e ogni tanto, inspiegabilmente, si incrociano.Forse è vero che in ciascuno di noi si nasconde un demone e facciamo di tutto o non facciamo nulla per tenerlo a bada...

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    1. Non capisco cosa abbiano a che fare i nostri demoni con le sensazioni del déjà vu che a volte capita di vivere.

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  7. Non immagini quanti temono questa totalità...io la bramo..

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    1. Certe totalità possono affascinare per tempi brevi. Poi diventano facilmente angoscianti.

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  8. sì, raramente è un piacere vedersi a specchio in un altro, più spesso è un disagio, perchè troviamo lo specchio deformante, quasi l'altro fosse una caricatura di noi stessi:)
    massimolegnani

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    1. Proprio così, Carlo/Massimo.
      E quelle deformazioni, che ci sono proprie, ci sembrano intollerabili.

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  9. Mi fai pensare a come io e mia madre ci somigliassimo e proprio per questo io e lei ci siamo amati e odiati per tutta la vita

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    1. Lo stesso che accade tra mio fratello e mio padre.
      Qualcosa di viscerale...

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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