27 gennaio 2016

Il silenzio - Elie Wiesel

Il silenzio. Il silenzio di Birkenau.
Il silenzio di Birkenau non assomiglia a nessun altro silenzio: ha in sé le grida di disperazione, le preghiere strangolate di migliaia e migliaia di comunità che il nemico condannò ad essere ingoiate dall'oscurità di una notte infinita, una notte senza nome.
Il tacere degli uomini congelato nel cuore della disumanità.
Silenzio eterno sotto un cielo azzurro.
Silenzio di morte nel cuore della morte…
Nel regno delle ombre che è Auschwitz nessuno cammina lentamente; la morte si getta contro la sua preda.
Non ha tempo, la morte: dev'essere contemporaneamente dappertutto.
La vita, la morte: tutto si unisce in una folle velocità.
Il futuro si limita qui all’attimo che precede la selezione; qui bisogna correre dietro al presente, perché non scompaia del tutto.
Si corre a lavarsi.
Si corre mentre ci si veste.
Si corre alla distribuzione del pane, della margarina, della zuppa.
Si corre all'appello, si corre al lavoro, si corre da un blocco all'altro, alla ricerca di uno sguardo famigliare.
Alla ricerca di una parola di consolazione.
L'abbaiare dei cani… le grida dei carnefici, il rumore dei randelli di gomma che si abbattono sulla nuca dei prigionieri.
Il dolore rende muti gli uomini affamati e deboli; la loro umiliazione pesante come una maledizione.

Elie Wiesel, Per non dimenticare Aushwitz

4 commenti:

  1. Quel che mi fa rabbia è la continua perdita di tempo nel chiedersi come mai l'uomo sia giunto a toccare il fondo di tanta malvagità. Si dimentica la storia, che è piena di esempi di orrori fatti dall'uomo quando ha disceso il pozzo della malvagità. E il fondo nessuno lo ha ancora toccato, perché è impossibile immaginare quanto infinitamente grande sia la cattiveria umana quando fa a gara per superarsi.
    L.A.

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    1. Non credo che sia una perdita di tempo lo studio e l'analisi delle ragioni che hanno indotto certi individui a divenire tanto crudeli e malvagi. Anzi. Proprio scavando fino alla radice di questo "male" si possono illuminarne gli aspetti più insani e devastanti. La comprensione prepara alla prevenzione e alla eventuale lotta.

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  2. Nel giorno della memoria ho letto delle cose assurde sui social. Qualche intellettualoide che ha fatto della sua postazione web la cattedra di filosofia della Bocconi, si è pronunciato sulla questione dicendo che è ipocrita, da parte nostra, ricordare le vittime della Shoah nel momento in cui in Siria e Libia c'è altrettanta gente che muore.Davvero non so cosa pensare sulla confusione che la gente fa secondo. Ricordare le atrocità dell'olocausto non vuol dire essere indifferenti davanti alla barbarie contemporanea.

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    1. Non sopporto chi stila la classifica degli abomini. Non esiste il gran premio dei genocidi né il campionato delle atrocità umane. Esiste la storia ed esiste la volontà di chi non vuole dimenticare. La guerra in Siria o i continui problemi in Libia non tolgono e non aggiungono nulla. Ricordare l'Olocausto messo a punto dai nazisti non sminuisce né annulla gli altri orrori.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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