4 gennaio 2016

Fate vobis

Alla fine m'arrendo. Non è propriamente una sconfitta ma un'amarognola presa d'atto o una caduta stremata di braccia. Non posso combattere contro il vuoto di teste e contro il fluttuare capriccioso di chi non sa cosa vuole ma lo vuole a tutti i costi e pure in fretta. Per cui lascio ogni speranza e mi rimetto alla fatalità di quel che deve accadere. Ripongo la mia arte e la mia pazienza perché sono materie che non vanno sperperate e mi tramuto in una specie di vegetale dalle radici brevi. Resto ed attendo che qualcuno scelga e decida per poi recepire un segno. Non è nella mia natura ma, limitando lo sforzo, posso farcela anche io.

[foto by Alshain4]

16 commenti:

  1. Ti comporti eroicamente, ma a che pro? Io nel mio piccolo quando incontro soggetti come quelli da te descritti -"chi non sa cosa vuole ma lo vuole a tutti i costi e pure in fretta"- scantono veloce. Sono come i mulini a vento di Don Chichotte: combattervi contro è tempo perso.
    L.A.

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    1. Non credo di comportarmi eroicamente. Se fossi eroica mi metterei a combattere con cipiglio per fare in modo che tutto fili come dovrebbe. Ma, come scrivi anche tu, non ha alcun senso lottare contro i mulini a vento. Don Chisciotte aveva il suo fascino, ma lui è una creatura letteraria. Io non lo sono.

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  2. "chi non sa cosa vuole ma lo vuole a tutti i costi", fotografia impietosa e perfetta!
    ml

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  3. Io come la vedo, cara amica? La vedo dura, davvero dura...

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    1. Sì, hai ragione. E' dura. Ogni giorno.

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  4. Sei in grande compagnia, anche se non è una consolazione.

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    1. Non consola, evidentemente. Ma almeno non mi fa sentire sola.

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  5. E come ti capisco, tu forse non hai idea...
    Comunque, "let it be" è pura sopravvivenza; non ho mai ottenuto nulla cercando di far andare le cose come dovrebbero (sto parlando di cose oggettive e non di punti di vista, ovviamente).
    Sopravvivi e prendi atto. E così siamo in due.

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    1. A quanto pare siamo in molti a "patire" questo genere di situazione. Si va avanti (si sopravvive?) ma con quell'amarezza e quella frustrazione che vorremmo evitare.

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  6. Ma quanto generosi, gli imbecilli, quando—voracemente—si raccontano

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    1. Chi sarebbero gli imbecilli?
      Giusto per non equivocare.

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  7. Quelli—i certi saputi—che all'infallibilmente e generosi si raccontano

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    1. Tutti ci raccontiamo.
      Anche io, anche tu.

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    2. Senaa un capire—che solo a creduto—: inconsapevolemte

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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