6 novembre 2015

Siamo tutti scrittori

Scrivere? E che ci vuole? Terza elementare, un pezzo di carta e una penna. Oppure, visto che ormai siamo tutti tecnologici, un computer, un tablet o un banale cellulare. Figuriamoci se si ha un diploma o, per esagerare, una laurea. Fare gli scrittori diventa quasi la regola. Che poi non si sia mai scritto nulla che vada al di là della lista della spesa e che l'ultimo brano letto siano le istruzioni per montare una mensola comprata all'Ikea non ha alcuna rilevanza. Scrivete, scrivete: il self publishing va di moda o, se non sapete cosa sia, ci sarà sempre un editore che, pagando, sarà pronto a pubblicare ogni vostro scempio e vi dirà che siete i novelli Fabio Volo.

[foto by Selaks]

52 commenti:

  1. a giudicare da quel che si sente dire, stupisce poco che si scriva di conseguenza e trovare pure qualcuno che legga e condivida, ma resta sempre (ancora) l'opzione di scelta tra lo scartare, nel senso di togliere dall'imballo e quello di schifare (meno fine di schivare, ma in questo caso più eloquente).

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    1. Quelli che scrivono robaccia non vengono letti neppure dai parenti o dagli amici.
      Scartare (schifare) rimane l'unica soluzione spesso.

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  2. che poi anche chi legge ha la sua colpa ... Euridix si vede che sei una donna, le istruzioni di montaggio delle mensole dell'Ikea hanno solo figure (rido)

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    1. La colpa di chi legge non è paragonabile a quella di chi scrive.
      No, le mensole Ikea non le conosco. Non vado all'Ikea, sono sincera.

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    2. E vi dirò di più: le istruzioni per le mensole praticamente non esistono. Le mensole sono le uniche cose già montate all'Ikea... ;)

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    3. Rido...
      Si vede che non conosco i prodotti Ikea!
      Mentre voi siete informatissimi. Quasi, quasi mi preoccupo per voi.

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    4. Lo ammetto: sono un ikeadipendente (non nel senso che ci lavoro.. ma ci risiedo spesso.. ahah..)

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  3. Momento: l'EAP (Editore A Pagamento) non pubblica: fa pagare al sedicente scrittore quelle seimila copie che poi fa recapitare a casa sua con un camion; così il sedicente scrittore si trova la casa invasa di copie del suo "libro" che non riesce a piazzare nemmeno ad amici e parenti, e poi lo vedi andare a impestare Fessobukko con richieste di like e pubblicità a stecca allo scartafaccio in questione con la firma "Tizio Caio Scrittore", al punto che finisce poi per perdere anche tutte le amicizie sul so(r)cial network.

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    1. Il problema è che il sedicente scrittore si sente (e pensa di essere) uno scrittore. E lo pensa sul serio. D'altro canto ha pubblicato un libro no?

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  4. È di questi giorni proprio il domandarmi perché si scrive. Già, perché si scrive?
    Non mi riferisco ai motivi che inducono gli scrittori affermati o quelli che tali intendono diventare e vincere Premi Strega e magari arricchirsi col vedere trasformati i loro racconti in film, prendi un Camilleri o un Fabio Volo. Parlo di quelli come noi che scrivono sapendo che le loro opere rimarranno nel cassetto o quelli che aprono un blog e condividono con una ristretta schiera di amici i loro pensieri e le loro “pippe mentali”. Farò un post in merito sul mio blog

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    1. Oggi ascoltavo Fahrenheit su Radio 3 e si parlava proprio di scrittura e scrittori. Chiunque scriva è uno scrittore? Non credo. Essere scrittori implica qualcosa di diverso, di speciale, di irripetibile. Qualcosa che ha a che vedere con il talento, con l'arte e con la conoscenza. Una combinazione di elementi che non tutti quelli che scrivono possiedono.

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  5. Se mi dessero del novello fabiovolo io mi offenderei un pochettino... :)

    p.s. vedo con piacere che alcune mie creazioni come "fessobukko" e "sorcial" vengono ben accolte e adottate. :D

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    1. Anche io mi offenderei per te se ti dessero de "fabiovolo".
      Per fortuna tu scrivi decisamente meglio e, grazie al cielo, c'è un editore in gamba che pubblica ciò che scrivi.

      P.S. A primo impatto, infatti, pensavo che il commento sopra fosse tuo. Poi ti ho letto qui ed ho capito che trattavasi di altra persona.

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  6. Dovrei dire che è un male. Ma pensadoci per me è un bene. Sto messo peggio di Fabio volo

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    1. E' decisamente un male. Per tutti.
      La mia logica è un'altra: prima imparare a leggere (molto e bene, moltissimo e benissimo) solo più tardi provare a scrivere.

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    2. Ho letto. Ha ragione lei.
      Comunque vorrei chiederle una cosa, se ha tempo. Potrebbe scrivere alla mia email?

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    3. Sei passato dal tu al lei, vedo.
      Perché?

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    4. Perché, dopo aver letto le sue risposte, sono abbastanza sicuro che lei sia una docente.

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    5. Beh fa lo stesso. Vuole parlare con me si o no?

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    6. Certamente. Quando vuole. La mia email è scritta sul mio blog, se ha voglia di contatarmi lo faccia. Altrimenti no. Mi scusi se sono sembrato brusco, non era mia intenzione.

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    7. Non sapevo che con le docenti fosse obbligatorio il Lei.. ;)

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    8. Non lo è. Ma è buon educazione dare del lei alle persone più anziane. O almeno cosi mi hanno insegnato.

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    9. Anziana a chi?
      Non ci provare nemmeno "cosetto"!

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    10. Anziana non nel senso di vecchia!
      Diciamo che lei è più grande di me, le sta bene?

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    11. ..a Giuse' come te movi fai danni.. ;)

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    12. Ho notato. Un elefante in un negozio di cristalli fa meno danni

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  7. Questa è la democrazia, bellezza.

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    1. Non c'è nulla di democratico in questo post.
      Per fortuna!

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  8. come per altri campi, non è facile avere coscienza dei propri limiti. I commenti nei blog (che a loro volta dovrebbero essere palestre più che vetrine di piume di pavone) dovrebbero aiutare in questo senso, se fossero più schietti, invece c'è troppa adulazione utilitaristica.
    ml
    ml

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    1. Quando lascio commenti schietti ed onesti con cui critico un post o evidenzio errori vengo solitamente tacciata di arroganza, intolleranza e prepotenza.
      Non mi interessa. Se uno non sa scrivere non sa scrivere. E un blog è sufficiente per capire.

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  9. Per uno come me che si farebbe castrare piuttosto che pubblicare a pagamento, che non ha santi in paradiso e non scrive infilandosi sotto le lenzuola di prelati ed attricette non c'è altra scelta che smettere di scrivere.
    Piuttosto non serve la laurea. Scrivere è come giocare al calcio: o lo sai veramente fare oppure meglio che tu la smetta.

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    1. Non so chi tu sia.
      Non so che esperienze tu abbia fatto.
      Ma condivido quanto scrivi.

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    2. Eppure continuano a scrivere. E quel che è peggio, a giocare al calcio.

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    3. La presunzione è la stessa, temo.

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  10. Quello che sconcerta è pretendere di scrivere senza mai avere letto o avendo letto pochissimo. Questo è ancora più evidente in ambito poetico, dove taluni dicono di scrivere poesie e si vantano di non leggerle. Quello che mi disturba di più è la mancanza di autocritica, l’arroganza, la supponenza.

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    1. Sono da sempre un discreto lettore, per mia grande fortuna. Ma non ho mai scritto un libro, per la grande fortuna degli altri. Ho grande rispetto per i libri e, pertanto, non avrei mai la spudoratezza di scriverne uno. Basta entrare in una grande libreria, per capire che il mondo non ha bisogno di un libro in più.

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    2. Per scrivere, oltre alla sensibilità intellettuale e non, bisogna possedere un'anima critica e saperla tenere "ferocemente" in esercizio, ogni minuto della vita.

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    3. Comunque gli eventuali che scrivono poesie "vantandosi" di non leggerne si commentano da soli...

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    4. @ Ettore Fobo La grande "piaga" di chi scrive poesia (sentendosi perfetto poeta) ed infesta la rete con scempiaggini senza valore è un altro serio problema dell'universo "scrittorio".
      La poesia viene letta da pochissime persone. Si vende poco ed interessa solo i veri amanti del genere. Eppure se provi a fare un giro sulle piattaforme Internet ci sono tentativi poetici un po' ovunque. Che poi tali tentativi siano del tutto privi di poeticità, di bellezza e di novità pare del tutto irrilevante.

      Ogni volta che leggo certi abominevoli versi online, mi vengono in mente le canzonette melense e sciocche del Festival di Sanremo. Hanno la stessa "potenza"!

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    5. @ Remigio: mi capita normalmente di fare le tue considerazioni. Soprattutto quando qualcuno prova a chiedermi perché io non scriva un libro, un racconto, una novella o qualsiasi altra cosa. Perché dovrei scrivere? Lo fanno già in troppi. E vengono pubblicati fin troppi libri. E ne vengono mandati al macero tonnellate ogni giorno.
      A che serve un'ennesima scrittrice? Mi basta (e mi avanza pure) essere una discreta lettrice ché questa vita non mi basterà per leggere tutto quello che vorrei.

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    6. @ Sabina K. Hai scritto qualcosa di profondamente rilevante: "possedere un'anima critica e saperla tenere "ferocemente" in esercizio".
      Se solo tutti quelli che si sentono scrittori l'applicassero nei confronti di loro stessi!

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    7. @ Franco Esattamente. Non ci sono ulteriori commenti da aggiungere!

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  11. Ovvio che l'esercizio critico vale innanzitutto- soprattutto- più di tutto per sé stessi...è lì il problema!

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    1. Il più serio dei problemi mia cara...

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  12. Tutti sanno scrivere, ma scrivere bene è un lusso per pochi ;)

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    1. Non sono d'accordo.
      Tutti hanno imparato ad usare la scrittura che sappiano scrivere è un altro discorso.

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    2. beh si, intendevo poi dir quello :)

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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