12 novembre 2015

Precocità natalizie

Sì, ne ho già scritto. Sì, sono ripetitiva. Sì, sono anche banale e particolarmente anomala. Non m'importa. Voglio lamentarmi di nuovo e delle stesse cose e il blog serve anche a questo, volendo. L'argomento su cui sto per tornare è questo: se a Natale manca un mese e mezzo, ora più ora meno, perché vedo già tripudi di lucine, panettoni, alberelli e Babbi Natale pronti a fare festa? Dico: Natale è a Natale, perché cominciare questa (a mio parere) angosciosa fiera del nulla così in anticipo? Lo so che è il mercato che chiede e chiama e strepita e si fa roccia, ma tanto spudorato clamore mi inquieta. Anzi mi infastidisce. Anzi mi irrita.

[foto by BlackJack0919]

22 commenti:

  1. Ricorda quel vecchio spot con Renato Pozzetto che diceva "Il natale quando arriva arriva". E già ci si lamentava all'epoca di quello spot che cominciassero a martellare per il natale quindici giorni prima... adesso davvero esagerano con la commercializzazione spietata che (per me) ha fatto perdere la maiuscola a quella festa. E poi appena dopo la befana cominceranno a tartassare col carnevale, e già dal mercoledì delle ceneri partiranno con la pasqua, e vedi bene che anche per quella (citazione da Fantozzi) cagata pazzesca di àllouiiiin cominciano già a smenarla a settembre; non parliamo di quelle altre cagate di feste commerciali come San Valentino, la festa della donna, della mamma, del papà, dei nonni, bisnonni, trisnonni, e via così: anche su quelle ci triturano a dismisura settimane prima. Gli "esperti" pubblicitari sono convinti che un intenso martellamento aumenti le vendite, ma la gente, di fronte al citato martellamento, gira le spalle dall'altra parte e non compra, perché s'è scassata i cosiddetti. Almeno, tanti fanno così; poi vedrai che dopo le feste i supermercati metteranno in "superpromozione" a un euro le tonnellate di panettoni che non sono riusciti a vendere a 10 prima delle feste...

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    1. Sì, ricordo quello spot natalizio. E mi sembra strano che ancora non si vedano spot simili in televisione. Almeno mi pare. Potrei anche sbagliare.
      Ogni periodo dell'anno ha la sua "festa" da festeggiare, una "festa" che, guarda caso, si è trasformata in una semplice occasione di consumo. Sì, tutto ciò è molto populista. Ed è anche un luogo comune stra-noto. Eppure, proprio per questo, vero.

      Temo, però, che i pubblicitari di cui parli abbiano ragione. Le persone si lasciano convincere che tutto quello che viene propinato, soprattutto grazie ad un'efficace campagna marketing, non solo sia utile, ma anche necessario. Quelli che sfuggono a questa legge sono pochissimi. Sempre di meno.

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    1. E non oso immaginare le evoluzioni dell'orticaria da qui fino a Natale.

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  3. E' un po fastidioso ma è il momento-periodo più atteso dell'anno..

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    1. Non è detto.
      Io, ad esempio, non amo per niente il periodo natalizio. Anzi penso che sia uno dei momenti peggiori dell'anno.

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  4. panettone a parte che mangerei tutto l'anno e prima arriva negli scaffali meglio è, per il resto condivido la tua irritazione per questa rincorsa senza scrupoli.
    ml

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    1. Sei un mangiatore di panettoni!
      Anche a me piacciono. Ma li mangerei anche senza tutta la fuffa che circonda il Natale.

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  5. È per questo, anche per questo, che non viviamo mai nel presente.

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    1. Dici che tendiamo sempre a un qualche futuro?

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  6. Anche tu ti lasci irritare da queste cosucce. Intorno ho solo gente che sbuffa e si lamenta, qualcuno per via dei regali che deve ancora acquistare, ma la maggior parte perché -secondo me- ha perduto la freschezza della fanciullezza, quando aspettavamo che arrivasse il natale con ansia, proprio per quei motivi per cui, mi sembra di capire, a te e non solo a te danno tanto fastidio. Un vero peccato, non trovi?
    L.A.

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    1. Eh sì, anche io mi lascio irritare da queste cosucce.
      Credo che sia un peccato aver perso il "senso" del Natale.
      Perché credo che, bambini a parte, nessuno lo abbia conservato. Non in maniera autentica o spontanea, almeno.

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  7. E l'attesa struggente che finalmente invadano pattuglie di tristi violentati Babbonatale in arrampica da balcone all'alpinista?

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    1. Uh che oscenità.
      A me sembrano tanti impiccati male e spero con tutto il cuore che prendano fuoco per autocombustione. Uno dopo l'altro.

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  8. Irrita molto anche me, l'ho sempre detto. Sono arrivata ad odiare il Natale anche per questo. Non sopporto l'anticipazione assurda, non sopporto la gente impazzita per la corsa ai regali, non sopporto questo violentare ed inquinare una festa che, sentita o meno a seconda del proprio credo, resta un giorno particolare a cui si dovrebbe arrivare, se non con rispetto, con silenzio.
    Mi viene in mente, ogni volta, la poesia di Ungaretti ( Natale ).
    Ha detto tutto lui.

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    1. Non ho voglia
      di tuffarmi
      in un gomitolo
      di strade

      Ho tanta
      stanchezza
      sulle spalle

      Lasciatemi così
      come una
      cosa
      posata
      in un
      angolo
      e dimenticata

      Qui
      non si sente
      altro
      che il caldo buono

      Sto
      con le quattro
      capriole
      di fumo
      del focolare

      Napoli, il 26 dicembre 1916

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  9. Nella poesia di Ungaretti c'è proprio quel che al Natale manca: il raccoglimento, l'attenzione e l'affetto per il mondo interiore.
    E non uso il termine raccoglimento pensandolo in termini religiosi, tutt'altro.
    Nel Natale, come in ogni altro periodo dell'anno, s'è perso il senso intimo e profondo della festa nel raccoglimento appunto, che può realizzarsi anche, semplicemente, nello stare assieme con chi davvero si desidera a passare una festa d'inverno.
    Festa d'inverno, sì, che già per la stagione in cui cade dovrebbe essere una festa del ritrovarsi, con sé stessi e/o con chi davvero amiamo.
    Ungaretti parla del ritrovarsi, anche da soli, in compagnia del proprio mondo interiore e del fuoco che lo riscalda.
    Il Natale, invece, è la festa da mostrare, da esibire, da portare in tavola e in piazza, con identico spirito di esagerazione.
    Il Natale è la festa delle cose, non più dei pensieri.
    A volte mi chiedo, e questa è una di quelle, quanto male abbia fatto alla nostra capacità critica e autonoma di giudizio l'educazione cattolica.
    Mi colpisce l'argomento di questo post, sia perché anch'io detesto il Natale così com'è e come proprio non lo vorrei, sia perché ho appena scritto un post che si richiama alla riflessione, appena fatta, sull'educazione cattolica.

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  10. Amo il Natale forse perché l'ho sempre vissuto serenamente e con attese piene di entusiasmo. È anche vero, però, che questo martellamento che inizia da tempi esageratamente precoci, disturba ed irrita non poco. Per il resto continuo a vivere l'attesa leopardiana e le atmosfere delle feste stesse.

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  11. La poesia di Ungaretti è decontestualizzata. Il pessimismo che si trova nel testo non è dovuto a un patetico snobismo pseudo esistenziale, bensì al fatto che lui fosse in guerra. Giusto per spiegarvi quello che pensate.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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