16 novembre 2015

Poi ci sarà un poi

Si parla di Parigi. Dei giovani morti. Delle loro storie. Del perché fossero in quel ristorante o con chi fossero andati al concerto. E' giusto. E' normale. E poi le reazioni, le polemiche, le lacrime, le candele e il terrore. La caccia agli assassini e lo scavo dentro un odio che pare senza ragione. E' giusto. E' normale. Poi ci sarà un poi. Come è sempre stato. Dopo le Torri Gemelle, dopo Londra, dopo Madrid, dopo tanti altri morti. E' giusto. E' normale. Il poi arriverà dopo altri poi. Fino ai prossimi morti, s'intende. Perché ce ne saranno ancora e ancora. Non so se sia giusto e non so neppure se sia normale. Ma il poi arriverà lo stesso.

[foto by nilgunkara]

21 commenti:

  1. beh, certo.
    chi se ne frega se muore ogni giorno un mare di gente grazie ai raid 'occidentali' e alle armi che vendiamo a caro prezzo a terroristi e stati canaglia.

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  2. Non e' giusto e non e' normale.
    Comunque non solo a Parigi e negli altri posti citati, ma anche nel medio oriente (per esempio).
    Ci penso e ci ripenso, e non ho idea sensata, realizzabile di come si possa arrivare ad una soluzione vera. Insomma, il raggiungimento di un equilibrio generale più equo.
    Ci sono troppi fattori in gioco. Uno di questi, e' anche che noi non possiamo decidere niente. Non e' in mano nostra, e non per deresponsabilizzarmi: e' che comandano solamente i potenti non e' davvero una democrazia reale quella dei paesi occidentali.
    Questo e' quello che penso io.

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    1. Non credo che ci sia una soluzione, non per come la intendiamo noi. Ossia una pacifica e civile convivenza. Purtroppo gli estremismi non permettono convivenze. Né da una parte, né dall'altra.
      A noi non è permesso decidere, questo è vero. Ci sono poteri che non consentono alcun avvicinamento. La democrazia costruisce dei mostri: lo abbiamo capito da tempo.

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    2. Come scrivevo in un commento da me, sono proprio queste gare di potenza e la violenza che mi disgustano, da qualsiasi parte provengano. E se tutto questo non è involuzione della specie ...

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    3. Un'involuzione che mi inquieta profondamente.

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  3. ieri pensavo alla Beirut raccontata da Hosseini, e mi sono chiesto se sia questo il progetto che ci aspetta. Quel 'poi' che rischia di diventare la norma.

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    1. Non conosco la Beirut raccontata da Hosseini...

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    2. Pier, puoi citare la referenza del libro?
      Mi interesserebbe leggerlo!
      Grazie!

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    3. ho fatto una crasi tra due città e due libri:
      la prima è Kabul raccontata da Hosseini in Mille splendidi soli
      l'altra è Beirut raccontata dalla Fallaci in Insciallah
      le ho accomunate nell'orrore ...

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    4. Ah, ecco.
      Mi sembrava che in quel libro Hosseini raccontasse Kabul... l'ho letto tanto tempo fa.

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  4. il primo "poi" è stata la "pioggia di bombe su Raqqa" che avrà fatto più vittime tra la popolazione civile che tra i seguaci dell'Isis.
    ml

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    1. Le bombe lanciate sulle città siriane faranno sempre più vittime civili che vittime in-civili (chiamiamole così). E, come ho scritto più sopra a teti, dopo gli attentati di Parigi sarà peggio di prima. Perché i terroristi, per rappresaglia, torneranno a compiere stragi ancora più eclatanti in luoghi considerati "protetti". Così che la spirale della morte e della "vendetta" diventerà ingestibile.

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  5. Ma quanti i tanti prima che stanno in origine al voler non sapere: i poi i dopo accadere che saran di rintuzzo al pari e di crudele—inevitabilmente

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  6. C'è sempre un poi, il problema è che non sempre andrà meglio..

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    1. In questo caso non credo che ci sarà alcun "meglio", Pietro.

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  7. Ci sarà un poi, certo e ci si dimenticherà di quel che vogliamo dimenticare. Poi ci saranno altre bombe ed altri colpi di Kalaschinkov, ormai lo si mette tranquillamente in conto.
    Una cosa è certa: noi saremo lì, con le mani in mano ad aspettare finché uno di quei proiettili vaganti sparati a casaccio non ci prenda in mezzo agli occhi e buona notte.
    L.A.

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    1. Potrebbe accadere, certo. Potrebbe accadere che un proiettile, vagante o meno, ci colpisca in pieno. Lo metto in conto perché va messo in conto nelle condizioni in cui siamo.

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  8. Mi sembra una resa affidarsi ad "poi inevitabile". E noi con i nostri pensieri, con le nostre azioni, con la nostra responsabilità che ci stiamo a fare ?

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    1. Non so se sia una resa.
      La mia considerazione era più legata all'amarezza e, forse, ad una certa forma di impotenza.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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