8 novembre 2015

Lo dico in brutta copia, a voce bassa

Lo dico in brutta copia, a voce bassa

Lo dico in brutta copia, a voce bassa,
ché non è ancora venuto il momento:
il gioco del cielo irresponsabile
si attinge col sudore e l’esperienza.

E sotto il cielo dimentichiamo spesso
- sotto un purgatoriale cielo effimero -
che il felice deposito celeste
è una mobile casa della vita

Osip Ėmil'evič Mandel'štam (9 Marzo 1937)

E pensando al commento di Ettore Fobo nel precedente post, pensando a quei libri che portano ad altri libri e ad altri autori, pubblico una poesia che ho incontrato cercando qualcosa su un poeta e scrittore ebreo russo di cui nulla sapevo. Mandel'štam mi si è fatto incontro attraverso un romanzo come semplice citazione. Non lo conosco ma mi impegnerò a farlo. Nel frattempo lo condivido qui con chiunque passi. 

6 commenti:

  1. Molto bella. Non si sorprenderà se dico che non lo conoscevo nemmeno io. Come poeta intendo, perché su un libro di storia avevo letto il suo nome. Era in un elenco di vittime illustri dei gulag. Ma ignoravo chi fosse.
    Ma lei pensa davvero che non ne uscirà nulla di buono da tutti questi libri?

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    Risposte
    1. Less is more.
      In ogni campo.

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    2. Immagino anche che si possa aggiungere. Sempre e comunque. Oppure sto esagerando?

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    3. Non serve aggiungere se non strettamente, urgentemente, drammaticamente necessario.
      E di solito non lo è.

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  2. non è ancor il momento: ohi qual momento

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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