20 novembre 2015

Dei temporeggiatori

Sarà che il mio lavoro o, meglio, i miei lavori mi hanno insegnato a dover scegliere in fretta e bene. Sarà che il tempo che ho devo razionalizzarlo nel mondo più efficace possibile. Sarà che sono stata cresciuta con la spinta a trovare una soluzione immediata e senza troppi rimpianti. Sarà per queste ed altre ragioni che non riesco proprio a sopportare chi tentenna e dubita e esita e temporeggia e rallenta e rimanda e gira a vuoto alla ricerca di chissà cosa. No, non riesco a capire perché tanti si perdano nel nulla del famoso bicchiere d'acqua quando quell'acqua basterebbe bersela e quel bicchiere, nel caso, frantumarlo contro un muro.

[foto by c00lpix]

16 commenti:

  1. Mi piace così tanto quel che hai scritto che ne farei un manifesto programmatico.
    Io, cresciuta alla scuola del "non soccombere mai, soprattutto a te stessa", ho ceduto per anni tonnellate di comprensione a tipi umani costruiti su di un unico modello: il temporeggiatore-dubbioso-indeciso-incerto-ecc.(vale anche al femminile, ovviamente).
    Penso, (lasciami essere sarcastica verso me stessa), di aver ascoltato più discorsi sull'ombelico altrui io che non il più famoso degli ombelicologi...
    M'è passata però, alla fine l'ho capita pure io.

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    1. Sono felice che tu condivida in maniera così piena ciò che affermo nel post di oggi.
      Non sapevo che esistessero "ombelicologi"!
      Sorrido...

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  2. Mi piace spicciarmi, non lasciare sospese cose che si possono sbrigare in poco o che è meglio non trascurare. Ma col tempo ho visto che ci sono questioni che si risolvono da se, lasciandole decantare. Alla fine ho concluso che svolgo subito ciò a cui tengo, ciò che mi piace definire, e il resto lo rimando o lo rimbalzo, a volte la sedimentazione porta a soluzioni migliori.

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    1. Sì, hai ragione. Ci sono anche cose che si risolvono da sé, senza troppi sforzi. Ma nelle piccole questioni quotidiane è spesso necessario fare delle scelte, prendere delle minuscole decisioni, optare per una cosa piuttosto che per un'altra. Anche inezie, si intende. Eppure c'è chi inciampa anche in tali minuzie, non sa cosa fare, non sa cosa scegliere. Ed aspetta, tentenna, si blocca.
      Sono persone del genere che mi fanno perdere la pazienza.

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  3. Sì, alla russa, ma loro prima di frantumarlo il bicchiere lo svuotano del contenuto che non è acqua ma wodka. Anche io sono un pensatore rapido e decisoniere immediato. Qualche volta ho sbagliato, ma non me ne sono mai pentito, come adesso per esempio: lo so che "decisoniere" è un sostantivo inesistente, ma mi piace e lo lascio.
    L.A.

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    1. Temo che "decisioniere" sia un neologismo inventato da te.

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  4. A volte chi non ha mai dubbi e non sa attendere e non sa rinviare mai e sta sempre a razionalizzare il suo tempo e non rallenta e ha sempre la risposta giusta e sa tutto prima che le cose accadano e deve sempre prendere una decisione costi quel che costi e fa tutto di fretta, mi mette ansia :-) :-)

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    1. Oddio, hai descritto un pazzo paranoico.
      No, non sono così. Sono solo una persona che rapidamente valuta e rapidamente sceglie. Non sono abituata a rimanere troppo tempo a valutare i dettagli inutili di una questione. Forse sono solo pragmatica o solo un po' più sbrigativa di altri.

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  5. Beata lei che almeno e costante. Io mi alterno, certi giorni bevo il bicchiere d'acqua con tanta foga che gli do anche un morso. Altre volte rimango a fissarlo finché non evapora.
    Comunque è logico che non si riescono a capire le azioni degli altri, spesso sono dettate da una diversità di carattere troppo marcata.

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    1. Ancora con questo "lei"!
      Santapace...

      Non credere che io sia una tipa che si muova seguendo l'impulso. No, non è così. Tendo a razionalizzare quel che serve, ma capita anche a me di dover fare scelte importanti che richiedono tempo e pensiero.

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  6. Amo decidere e fare. Tra i due momenti a volte passa un po' di tempo... non che voglia temporeggiare, ma il mucchietto d'ossa che porto a spasso non sempre mi obbedisce!
    Scherzo: anch'io non amo chi si perde fra i vari "ma", "se", "magari".

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    1. Che passi un po' di tempo credo sia normale.
      E poi penso che tutto dipenda dal genere di decisioni che una persona debba prendere.

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  7. Era un anno che mi dicevo: devo tornare da Euri, leggere e commentare da lei. Poi però non mi decidevo mai, prendevo tempo. Devo aver passato così più di un anno di tempo. Sono il re dei temporeggiatori, ma mi sa che questo tu lo sapevi già.
    Ciao, Euri!
    je_est
    p.s.: oggi sbraniamo i lupi. Riferisci.

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    1. Ovviamente sei un gran quaquaraquà... come tutti gli appartenenti al genere maschile. Nulla di nuovo sotto il sole.

      I lupi li avete solo feriti. Un po', purtroppo. Avreste potuto fare di meglio ma in una risaia è davvero complicato far rimbalzare una palla.

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  8. E comunque esiste sempre la ponderatezza, che ha un suo bel significato.

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    1. La ponderatezza è una immensa virtù da utilizzare con intelligenza.
      La trovo decisamente fuori luogo quando si tratta, che so, di decidere come denominare un file da salvare, per dire.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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