7 ottobre 2015

Parole, passione e pulsione

Non so esattamente quando abbia avuto inizio. Non so quando ho capito che le parole sarebbero diventate la mia passione e, a modo mio, la mia arte. Forse quando ho capito che scrivendo potevo dire cose che a dirle non avevano la stessa potenza. Forse quando ho capito che prendere in mano un pezzo di carta e una penna riusciva a darmi una libertà e un terrore che niente sapeva offrirmi. Potessi vivere di sole parole lo farei senza esitazioni. Sarà per questo desiderio mozzato che le rispetto sopra ogni cosa. E mi fa orrore vederle straziate e vomitate senza ritegno. Le parole sono sempre state la mia salvezza e la mia pulsione. Senza sapere perché.

[foto by ixchell]

14 commenti:

  1. Ormai quando si parla di parole bisognerebbe scriverle fra virgolette, per distinguerle da quelle altre che si stanno mangiando le parole vere e che sono le chiacchiere vuote.

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    1. Forse dipende dall'età che avanza (inizio ad esser vecchia!), ma divento meno tollerante rispetto a eventi e situazioni che un tempo avrei ignorato e basta. Li ignoro lo stesso ma con fastidio.

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  2. apprezzo (e condivido) questo tuo atteggiamento nei confronti delle parole: passione coniugata al rispetto, formula che dovrebbe essere una costante di vita.
    ml

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    1. Credo che sia inevitabile rispettare quel che si ama.

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  3. Ho un'insana passione per l'etimologia: da dove arriva, come nasce una parola? Perché per un solo concetto, una situazione, abbiamo più di una parola? Cosa significava all'origine e perché quella e non un'altra?
    Le parole sono potenti, con una sola parola possiamo distruggere o ridare vita.
    Purtroppo i vocabolari attorno a me diminuiscono e leggo frasi imbastardite, il tuo "straziate e vomitate senza ritegno" descrive perfettamente la situazione.

    Ecco perché adoro leggerti, anche quando parli di silenzio e assenza.

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    1. Conoscere l'etimologia di una parola è sempre molto curioso ed interessante. Capire poi come una parola, nel tempo, possa mutare uno dei fenomeni linguistici più affascinanti.
      L'italiano, poi, è una delle lingue più complesse e ricche che esistano. Abbiamo la fortuna di poter usare decine di parole per esprimere uno stesso concetto variando leggermente una sfumatura. Tutto ciò è indice di una cultura che si è evoluta nel tempo trattenendo una quantità impressionante di espressioni, termini e concetti. E continua a vivere e pulsare perché le parole sono vive come noi.

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  4. Le parole sono pietre :)
    Ma sono anche incanto, magia, dolore. Credo che sia con le parole, che ci piaccia o no, che costruiamo il nostro mondo. Il silenzio è a volte necessario, ma non può bastare.E' necessario proprio perché le parole che si scrvono e si dicono devono avere un loro "tempo", ma non possonmo restare dentro troppo a lungo :)
    Capisco il tuo sentimento perché per me scrivere è vita, sempre stato così, in questo momento più che mai.
    Un saluto
    Alexandra

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    1. Bisogna sempre fare una netta distinzione tra parole dette e parole scritte. Sono convinto che quando la parola, da timbro vocale diventa segno nella scrittura, acquista una sua particolare armonia; certi pensieri, riportati sulla carta, acquistano un sapore particolare, un modo diverso di ascolto, perché quando scriviamo siamo molto più attenti a studiare le parole, a limarle, a trovare quelle che meglio si adattano alla discussione ed alla comprensione. La comunicazione verbale è più immediata, quella invece che avviene attraverso la parola scritta è più meditata, più elaborata, permette di leggere tra le righe anche ciò che non viene detto esplicitamente e ci consente anche di verificare le capacità letterarie e di scrittura di ognuno di noi. Mi viene da dire che quando comunichiamo verbalmente siamo un po’ “stupidi”, quando invece scriviamo, ci sforziamo di essere un po’ più intelligenti.

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    2. @ Alexandra: non potrei mai rinunciare alla scrittura. Né, tanto meno, alla lettura. Perché le parole si scrivono ma per avere senso devono anche essere lette. Non c'è altra soluzione.

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    3. @ Remigio: sono perfettamente d'accordo con te. Scrivere non è parlare. Purtroppo non tutti sono concordi. Anzi. Soprattutto sui social, infatti, si nota come le persone scrivano esattamente come se parlassero. Comprese le approssimazioni e le imprecisioni. No, scrivere non è come parlare perché richiede maggiore consapevolezza, maggiore talento e maggiore capacità.

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  5. Certe volte le parole che non si vogliono o non si riescono a dire è meglio scriverle..

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    1. E' quello che ho fatto e che continuo a fare da quando ero giovanissima.

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  6. E allora puoi scrivere anche un bel libro.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.