29 ottobre 2015

Dei libri e dei bambini

Spiegare ai bambini cosa significhi leggere non è proprio semplice. Ma l'ho fatto come ho potuto perché mi hanno chiesto di farlo e perché l'amore per i libri si può anche insegnare. Il mantra della mia maestra "leggere, leggere, leggere, leggere" è stato un sottofondo lungo cinque classi. L'ho afferrato come ho potuto ed ho cercato di restituirlo ad altri ma a modo mio. All'inizio esitavo perché tutti quei minuscoli occhi erano troppi e troppo curiosi. Poi ho capito che avrebbero ascoltato e, magari, tornati a casa avrebbero chiesto qualcosa a proposito di un "Piccolo Principe" caduto chissà come da un asteroide.

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18 commenti:

  1. Bravissima! (presentare un argomento ai bambini, a mio avviso, e' piu' difficile che presentare agli adulti... sono meno "inquadrati", piu' acuti, piu' recettivi per davvero e meno propensi a "farti contenta"...)

    Quanto e' prezioso che i bambini amino la lettura! Io, come madre, sento l'urgenza di trasmetterlo ai miei figli... ci riusciro'?

    Comunque i bambini sono delle spugne, assorbono tutto, ma tutto... non e' vero che "non riescono a stare attenti". O meglio: se non riescono a stare attenti, e' perche' gli adulti che li avevano/hanno in cura non riescono a dare/trasmettere loro il giusto ordine, disciplina, metodo, amore ed entusiasmo per imparare...

    A volte i miei figli mi chiedono e io mi trovo a rispondere "ho da fare, te lo dico dopo" e mi sento di sbagliare, e' meglio cogliere la palla al balzo e spiegare li', nel momento in cui vogliono sapere, soprattutto tanto piu' sono piccoli. E comunque non si scappa, non e' solo la famiglia, occorre essere fortunati con gli altri educatori (nonni, maestri, amici di famiglia, genitori degli altri bambini, allenatori sportivi e altri adulti di riferimento... ). Per ora, non mi posso lamentare. E' anche grazie alle maestre che i miei figli hanno incontrato che sono come sono.

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    1. Un "pubblico" fatto di bambini mi ha inquietato, almeno all'inizio. Poi ho percepito che la maggior parte di loro era incuriosita da una tipa che parlava di storie che non avevano mai sentito e che nominava scrittori che non avevano mai conosciuto e si sono incuriositi.
      Poi sono partiti anche con le domande. Ed è stato divertente rispondere loro.

      Erano attenti eccome. Non si sono lasciati sfuggire nulla. Ed erano prontissimi a farmi notare ogni incongruenza o ogni stranezza detta.

      Vogliono sapere tutto, hai ragione. Ma bisogna trovare il tempo per farlo e, soprattutto, il sistema migliore per arrivare a loro.

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  2. Capitata per caso ho trovato tante parole belle in questo blog e mi sono sentita anche io un 'paio di occhi che ascolta', anche se non più tanto piccola...
    Complimenti, e grazie
    Prishilla

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    1. Benvenuta prishilla.
      Anche a te piacciono le storie? Piacciono anche a me. E nemmeno io sono più una bambina. Non anagraficamente parlando, ovviamente.

      Torna quando vuoi!

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  3. il primo passo verso la lettura è l'ascolto.
    ml

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    1. Sono d'accordo con te.
      Loro, per il momento, hanno ascoltato.
      Ma sembra che vogliano che io torni. Mi hanno promesso che leggeranno "Il piccolo principe" e poi me lo racconteranno.
      Vedremo...

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  4. Sono stata una bambina fortunata: c'era sempre qualcuno che mi leggeva la favola della buona notte; non vedevo l'ora di imparare a leggere per non aspettare la sera.
    Nessuno mi ha spiegato l'amore per i libri, è nato anche perché altri hanno letto per me.

    La tua maestra doveva essere imparentata con la mia!

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    1. A me, invece, nessuno ha mai letto nulla. L'ho spiegato anche ai bambini a scuola. Alcuni di loro sono fortunati come te. Altri non conoscono molte favole perché i genitori (come i miei) non li hanno abituati alle storie raccontate o lette prima di andare a nanna.

      Certe maestre (quelle di una volta) erano tutte imparentate, secondo me!

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  5. Come ho scritto altrove: quel libro è piccolo solo per il numero di pagine.
    (ed aggiungo che è ottima lettura anche e soprattutto per gli adulti)

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    1. E' una lettura eccellente.
      A tutte le età. In tutti i momenti della vita.
      Indispensabile!

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  6. Opera meritoria. Qualche seme attecchirà.

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    1. Lo spero con tutto il cuore caro Ettore.

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  7. Sono stato fortunato. A me leggevano da piccolo ed era un gioco bellissimo. Un piacere che ho ereditato e fatto mio a favore di orecchie e occhi curiosi. Crescere in una casa colma di libri ha fatto il resto. Come stemperare le malinconie in libreria. O dargli fuoco con l'inchiostro.

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    1. A me, invece, da piccola non hai mai letto nulla. Ma non so cosa abbia perso perché non so cosa voglia dire avere un papà o una mamma che ti leggono una storia.
      Nella mia casa i libri non c'erano. Sarà per questo che ora ce ne sono fin troppi.

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  8. I bambini sono curiosi, hanno voglia di sapere, di fare. Bisogna solo trovare il modo giusto di coinvolgerli. E' crescendo che l'interesse cala e spesso sono anche gli insegnanti e la scuola, non più al passo con i tempi, ad allontanarli. Per fortuna ci sono anche molti insegnanti in gamba che fanno il loro lavoro in modo splendido. Buona domenica Euridice.

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    1. Sì, sono decisamente curiosi i bambini. L'ho sempre saputo e questo incontro di lettura con loro mi ha confermato il fenomeno. Non so se il mio "messaggio" sia arrivato a tutti, ma sono certa che qualcuno di loro l'ha recepito e lo farà suo. Staremo a vedere.

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  9. Leggendo anche i commenti mi piaceva scoprire che l'incitazione a leggere non va data solo ai bambini, forse sono molti gli adulti a cui andrebbe rivolta. Leggere è rapportarsi agli altri, nel caso della scrittura è un rapporto a senso unico, di solito lo scrittore non conosce il pensiero del suo lettore. Qui invece è possibile, tu sei un'eccellente scrittrice, nel mio umile parere, e io posso esprimerti quello che penso a mia volta. Ah, la genialità dei blog!

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    1. Ruhevoll! Chi non muore, si rilegge...
      Prima di tutto grazie per le considerazioni lusinghiere: sei fin troppo generoso.
      La "pubblicità" a favore dei libri e della lettura farebbe bene anche agli adulti, hai ragione. Infatti la maestra F., quella che mi ha invitata a parlare ai suoi alunni, mi ha detto la stessa cosa. Le ho detto che, se vuole, posso spiegare qualcosa anche agli adulti. Ma temo che in pochissimi accetterebbero un incontro di lettura come quello che ho avuto con i loro figli.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.