24 settembre 2015

L'amico giapponese

In questo marasma virtuale, nel quale bazzico da un decennio e più, ho trovato di tutto. Meraviglie ed affetti, amicizie e furori, detrattori, buchi neri e qualche mitomane. Da qualche tempo mi sollazzo su Instagram. Niente di serio, come deve essere. Foto di quel che vedo, leggo o mangio. Poi capita che qualcuno, dall'altro lato del pianeta, provi a scambiare un'impressione o una parola. Lui dorme quando io lavoro. Io pranzo quando lui ha già cenato. Io non capisco un'ombra del giapponese, lui abbozza qualche sillaba di italiano. L'inglese ci mette quel poco che serve e, nonostante tutto, nasce un'amicizia lieve. Che è bella così.

[foto by JeanFan]

10 commenti:

  1. Il potere del web, foto di posti lontanissimi che forse mai vedremo dal vero,
    Arigato gosaimasu

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    1. Sì, il web gode di un potere che può superare l'immaginazione. Instagram ha di buono che "comunica" essenzialmente con delle immagini per cui non serve neppure scrivere nulla. Basta vedere e capire.

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  2. Ricordo che una volta si sorrideva nel vedere i turisti giapponesi che fotografavano in continuazione. In un certo senso ci hanno preceduto..

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    1. I turisti giapponesi continuano a fotografare di tutto. Anche l'improbabile.
      Ora anche molti altri fotografano quello che capita. Ma alcuni sono bravi davvero anche se non lo fanno per professione.

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  3. Le affinità che a volte trovi con alcune persone che incontri in rete credo che siano uno dei motivi principali che mi inducono a continuare a girovagare nel web

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    1. Un tempo mi capitava di avere o trovare in Rete molti più contatti e persone di adesso. Forse ero più espansiva o più predisposta alle conoscenze. Ora succede molto di rado. Ma non mi dispiace.

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  4. Lo devo provare instagram, solo che sono un pessimo fotografo.

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    1. Non serve mica essere un professionista. Basta un briciolo di "occhio". Sorrido...

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  5. La selezione nelle relazioni, di qualunque tipo siano, è un fatto naturale, necessario anche, irrinunciabile in chi abbia una personalità adulta e tenga sufficientemente a sé stesso.
    È vero, gli incontri sfortunati, tanto per usare un'espressione "gentile", sono in fortissima maggioranza, ma quei pochissimi di valore sono come i diamanti nella pubblicità: per sempre. E È non contano né le distanze né la frequenza nel relazionarsi.

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    1. Certi contatti nascono per puro caso e crescono col tempo. Non conta la distanza né la provenienza. Fortunatamente.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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