27 luglio 2015

Presto e bene

Il tempo è denaro. Una logica che vorrei rinnegare milioni di volte ma che, volente o nolente, mi travolge ogni giorno. Il mio lavoro, come il lavoro di tutti, procede tracciando e rinnovando lo stesso principio ogni istante. Presto e bene. Presto è bene. Il massimo nel minor tempo possibile. Sempre. La regola non lascia spazio a dubbi né ad altre parole. Il regime è asfissiante e sa farsi persino spietato. Ma ho imparato a tenerlo in piedi per non farmi fagocitare dalla frustrazione. So che altrimenti non sarei nemmeno qui a fare quello che faccio. Presto e bene. Presto e meglio di altri. Una selva selvaggia, ma è l'unica possibile.

[foto by AlexandruCrisan]

20 commenti:

  1. ma mi chiedo "presto è davvero bene?"
    io ho qualche dubbio, mi sembra un dogma dettato dalla filosofia dell'accumulo (di beni, di prestazioni, di denaro, di produttività)
    ml

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    1. Non sempre presto è bene. Ma nel mio piccolo mondo lavorativo presto DEVE essere anche bene. Necessariamente.
      Che si tratti di un dettame forzoso e deforme è evidente.

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  2. è terrificante.
    Io non sono capace.
    Presto O bene. Io funziono così. ;-)

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    1. Probabilmente sei un libero professionista o qualcosa del genere.
      Se fossi un dipendente non avresti scelta: dovresti fare tutto presto e pure bene.

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    2. Haha! Quando lavoro metto scatole dentro altre scatole canticchiando vecchie canzoni.
      Faccio prestissimo ma la qualità del servizio che offro all'azienda non è considerata particolarmente importante.

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    3. Scatole dentro altre scatole. E canti...
      Un po' ti invidio.
      Io le scatole le rompo, di solito. O me le rompono, più spesso ancora.
      E non posso neppure permettermi di cantare!
      Rido...

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  3. Cartello che ha messo il mio meccanico sulla porta dell'officina:
    "Se volete il lavoro fatto bene e presto, lo pagherete caro.
    Se volete il lavoro fatto presto e a buon prezzo, sarà una schifezza.
    Se volete il lavoro fatto bene e a buon prezzo, tornate a ritirare l'auto fra due mesi.
    La scelta a voi."

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    1. Il cartello del tuo meccanico è molto divertente ed interessante.
      Dovrebbe funzionare così anche altrove ma non funziona affatto così.

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  4. Viviamo in un mondo in cui la lentezza pare sia stata bandita definitivamente dalla nostra vita. Ci dicono che dobbiamo andare sempre più veloci; dobbiamo fare le cose sempre di fretta; non possiamo perdere tempo perché il tempo è denaro; ci spostiamo da un punto all’altro della terra a velocità supersonica; al semaforo dobbiamo partire qualche secondo prima che scatti il verde, altrimenti quello dietro di noi – che ha sempre fretta - ci suona immediatamente; il computer deve essere una scheggia altrimenti diventiamo nervosi.
    Sembrerebbe, a questo punto, che la nostra società si sia abbandonata completamente al demone della velocità e che sia ossessionata dall’iperattivismo produttivo. Ma io credo che se vogliamo salvarci, è importante riscoprire la verità di quel vecchio adagio secondo il quale chi va piano, va sano e va lontano. Dobbiamo quindi cercare di vivere con lentezza, appropriandoci dei nostri tempi naturali a discapito della frenesia imperante e lottando contro “gli ottimizzatori del tempo” che vogliono rubarci la cosa più preziosa che abbiamo: il nostro tempo.

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    1. Premetto che non sopporto chi perde tempo. Mi dà fastidio chi impiega una vita per fare cose che possono essere fatte in pochi minuti. In generale.
      La lentezza la riservo ad specifiche azioni e determinate attività per le quali il tempo è una variabile poco rilevante.

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  5. Io dividere la storia non prima o dopo Cristo ma prima dell'invenzione dell'orologio e dopo.

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    1. Rido...
      Beh, allora credo che si debba andare molto indietro nel tempo.
      In ogni caso, ad onor di cronaca, io non porto nessun orologio.

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    2. Non parlo delle clessidre, ma del tempo inscatolato nelle ore lavorative della società industriale, con le sirene che scandivano l'inizio e la fine del turno.

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    3. Credo che le sirene, per chi lavora in un ufficio come me, non esistano. Però esistono gli stessi identici ritmi o gli stessi identici blocchi di tempo.
      Anche senza una sirena che urla...

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    4. Senza orologio!.. io devo toglierlo appena entro in casa.. mi infastidisce.. cosi come nei rari casi in cui esco senza.. mi accorgo subito di non averlo ed è come mi mancasse un pezzo.. condizionamenti imperscrutabili... ;)

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  6. Ci va il tempo giusto per ogni cosa; quello che richiede pochi minuti non va svolto in una giornata, e quello che richiede sei mesi non può essere finito in una settimana. Poi, se non hai gli avvoltoi appollaiati sulla spalla a metterti fretta, ma fretta frettolosissimamente frettolosa, il tuo compito riesci a svolgerlo più velocemente e con maggior efficienza; ma negli ambienti produttivi dove per ogni operaio ci sono almeno cinque tra quadri e dirigenti che continuano a toccargli il tempo la gente lavora a ritmo frenetico e sotto perenne stress, quindi la qualità di quello che esce dal processo produttivo sarà rasoterra.

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    1. Il tempo giusto, spesso, non è il tempo che viene concesso. Il tempo è quello minimo indispensabile che, guarda caso, meglio se ridotto fino all'osso.
      Lo stress?
      Infinito. Pesante. Immancabile.

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  7. Vorrei sfuggirle 'ste logiche. E cerco di farlo. Un camaleontico sabotatore.

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    1. Sabotatore?
      Forse è l'unico modo per sfuggire.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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