24 luglio 2015

Grazie

In fin dei conti è una parola breve. Si scrive in fretta, si dice ancora più velocemente. Ha il sapore garbato dei tempi che non dovrebbero mai cambiare; la linda semplicità dei gesti minimi ma necessari. Non costa granché e pesa poco meno di un soffio. Sei lettere e un suono che racchiudono un atto di impercettibile gratitudine che può cambiare il verso di un giorno e che ci si aspetta a prescindere. Eppure non sempre arriva. Anzi: rimane ostruito in qualche meandro del petto, svanisce nei tafferugli del quotidiano andare chissà dove e muore inghiottito dal nulla, dalle vertigini di un pressapoco che sbuffa e delira. Peccato, però.

[foto by nilgunkara]

25 commenti:

  1. Non sempre arriva perché per qualcuno e/o in certi frangenti un "grazie" costa parecchio.
    Pare incredibile, eppure è così. I motivi sono diversi: orgoglio, timore di apparire deboli o inferiori, sensazione di disagio, ...

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    1. Non so. Dire almeno grazie a chi lo merita mi sembra cosa naturale.
      Minima.

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  2. prego!

    (come potevo resistere alla battuta?)

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    1. Lo sapevo che qualcuno lo avrebbe scritto.
      Non avevo idea di chi lo avrebbe fatto... a quanto pare ci hai pensato tu.
      Sorrido.

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  3. Io do il buon esempio, ringrazio sempre tutti, sono cortese e gentile e finisco sempre una conversazione con un buona giornata/buona serata/buon lavoro.
    Dimmi che sono bravo.

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    1. Proprio un bravo ragazzo, sì. :-D

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    2. Ringrazi tutti, sei cortese e gentile e saluti a fine conversazione.
      Sei molto bravo.
      Bravissimo, direi.

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  4. ultimamente ho preso a tenerne conto, dei grazie ricevuti. Mi è stato insegnato a dirlo, e mi spiace non venga corrisposto. quando accade divento distratto, per esempio non tengo aperta la porta a chi il grazie non lo pronuncia, smetto di ritirare i pacchi al vicino assente che non ringrazia per la gentilezza ... grazie, non c'è di chè dicono alcuni ...

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    1. Quando mi dicono "grazie" solitamente rispondo "di nulla".
      E' la mia risposta tipo.
      Non ho ancora iniziato a tener conto dei grazie ricevuti. E nemmeno di quelli pronunciati.

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  5. C'è qualcosa di anche più impalpabile, dal peso infinitesimale, sapore e costo più impercettibili ancora. Parlo di un sorriso. Più facile di un grazie, più semplice di un'articolazione di voce, di un esporsi consapevole.. eppure.. latita troppo spesso anche lui.
    E risolverebbe i problemi del mondo.. il quale stupito esclamerebbe: grazie!

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    1. Credo che il massimo sia l'associazione magica di un sorriso e di un grazie.
      Quasi commovente, direi.

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  6. Da tre giorni sto aspettando una sorta di risposta, o al limite di commiato, da parte di qualcuno che in questo anno era stato presente nella mia vita.
    Questo silenzio mi dice che tale risposta o commiato non arriverà, non in forma scritta. Probabilmente, il silenzio e' la risposta.

    Come e' difficile dire un semplice grazie, mi sa che alcuni non sanno nemmeno accomiatarsi comme-il-faut.

    Cosi', in questo conto alla rovescia un po' amaro, penso che le persone dovrebbero essere più sincere ed empatiche, e volersi più bene.

    Un saluto prima della mia imminente partenza estiva! :)

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    1. Se questo qualcuno che era stato presente nella tua vita nell'ultimo anno è un uomo (umano di sesso maschile, intendo) al 90% non ti darà alcun commiato. Non ti dirà neppure ciao. Né grazie. Né arrivederci.

      Mi spiace doverlo constatare, ma funziona spesso così.

      Grazie per il saluto. Spero che tu trascorrerai una buona vacanza. Mi raccomando: relax e lettura.
      A presto.

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    2. Vibrante protesta per aver ridotto a rango di "umano" appena il dieci per cento del mio genere.. forse al tenta ci possiamo arrivare dai...

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    3. (ri)Tenta... e sarai più fortunato.
      No, non è come dici.

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    4. Mia Euridice: :)

      Si', e' un uomo, inteso come individuo di sesso maschile. Sono totalmente d'accordo con te. Ed e' interessante vedere (ma me lo aspettavo) che le donne capiscono certe cose al volo. Basta qualche parola ed ecco che sanno subito di cosa si tratta.
      Questo mi fa pensare che c'e' proprio una barriera comunicativa tra i generi, un'incapacità di fondo di capire quanto sta comunicando l'altro, ed e' quella che crea problemi.

      Ti ringrazio per l'augurio. E si', ho proprio voglia di leggere, qualcosa di buono, non so ancora cosa. Spero che mi lascerò ispirare bene da quanto trovo in libreria...

      Buon proseguimento,

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    5. Ho immaginato bene, dunque. In verità non avevo dubbi: comportamenti del genere arrivano per lo più da individui del genere. Nessuna sorpresa, tutto sommato no?
      In fondo, in fondo lo sai bene anche tu.

      Se hai bisogno di consigli di lettura, posso aiutarti io.
      Basta capire un po' meglio i tuoi gusti e le tue passioni...

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  7. Non è bello quando in riposta a un mio grazie nemmeno un accenno di un sorriso. Non è bello.

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    1. No, non è affatto bello.
      La prossima volta nemmeno quel grazie!
      Sorrido...

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  8. Mi piace dire grazie. Per assurdo a volte un grazie spiazza le persone. In ufficio mi dicono che sono sempre troppo gentile e che le persone se ne approfittano. Poco male. Se ad un mio grazie non ottengo risposta allora mi diverto, tutte le volte che posso, ad insistere con un grazie e un bel sorriso nei confronti di quella persona. In genere dopo un po' capitola in preda al disagio...e io sorrido :)

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    1. Ecco, il tuo atteggiamento mi pare assai intelligente. E anche divertente.
      La giusta modalità per "insegnare" cosa sia e quanto valga un grazie.

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  9. Grazie.
    Per le belle parole che sempre ci regali.

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    1. Prego!
      Grazie a te per la tua perenne generosità.

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  10. Una delle più belle parole al mondo, grazie
    Anch'io ho un blog, se vuoi fammi una visita http://pietrosabaworld.blogspot.it/

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    1. Sicuramente una parola splendida.
      Per questo andrebbe usata più spesso.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.