29 luglio 2015

Bastare a se stessi

Carissimo, se solo fossi cresciuto abbastanza, saprei riconoscere nei tuoi anni anche un'età della coscienza. Nei tuoi spergiuri e nelle tue titubanze non c'è nulla che faccia intendere un autentico trasporto né, tanto meno, la certezza di una scelta compiuta con la potenza che meriterebbe. No. Hai preferito una presenza insana ad una solitudine che iniziava a pesare un po' troppo. Della preziosa logica del bastare a se stessi abbiamo parlato a lungo ma, a quanto pare, senza alcun esito. Non si arriva a tale consapevolezza se non dopo aver retto infinito dolore. Ma quel dolore tu non l'hai ancora vissuto. E ora non ti resta che attenderlo.

[foto by xetobyte]

20 commenti:

  1. Sarà vano, io mi credo: è il dolore che nasce, una madre all'ormone presa a caso i— in disparte un babbo — in mezzo agli accadere che ti fanno

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    1. Non so quanto possa essere vano. Ma certo dolore, secondo me, arriva per tutti. O prima o dopo.

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    2. Solo esso accenta quel che di già ci sia, io credo

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    3. E penso che tu creda bene.

      Una domanda: ma tu nella vita reale parli come scrivi qui?

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  2. Fin dalla scuola dell'obbligo, fui bollata come "asociale-egoista-scorbutica-e-antipatica".
    Ero, e sono, una solitaria. Con tutto il mio bagaglio di luci ed ombre.
    Per chi non ha imparato a bastare a se stesso... sì, credo sia una di quelle lezioni che si comprendono soltanto quando la vita comincia a bastonare.

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    1. Bastare a se stessi non implica necessariamente essere solitari.
      Essere solitari fa parte dell'indole di una persona. Certo, in un'era in cui tutti devono essere brillanti, socievoli e aperti al resto del mondo, mettersi da parte e non farsi travolgere è indice di a-socialità (che non è una malattia).
      Secondo me basterebbe rispettare l'indole di ognuno.

      Bastare a se stessi, secondo me, si impara. E con estrema sofferenza.

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    2. Sto litigando con Blogger e ho dimenticato un pezzo; hai ragione, essere solitari non significa bastare a se stessi.
      Intendevo che saper stare bene in propria compagnia può essere un buon punto di partenza: aiuta a non cercare ipotetici pezzi mancanti, a non diventare "vampiri", persone che risucchiano le vite degli altri.
      Apprezzo la tua chiusura speranzosa: si può ancora imparare. Doloroso, ma possibile. Merita qualche tentativo
      Marzia
      (ho risolto in modo drastico i problemi tecnici!)

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    3. Da Marzia ad Amanita.
      Un funghetto simpatico a vedersi ma letale: il messaggio mi pare molto poco subliminale, devo dire.
      Comunque, a parte questo, sono d'accordo con te: stare bene con se stessi è un ottimo punto di partenza per riuscire a bastarsi.
      Secondo me le persone che sanno esistere a prescindere dagli altri sanno sopravvivere a situazioni anche molto pesanti e gravi.

      Si impara sempre. Soprattutto dalle sofferenze.

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  3. L'essere solitari non pesa se non si patisce la solitudine.

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    1. Ribadisco quanto scritto in risposta a Marzia: bastare a se stessi non implica essere solitari. Sono due concetti molto diversi.

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  4. In certi periodi riesco a bastare a me stessa. In altri faccio molta fatica.

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    1. Le fragilità di ognuno sono più o meno intense in base ai tempi e agli stati d'animo. Ci sono momenti in cui si è più resistenti e altri in cui, invece, non si resiste a nulla.

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    2. E' che a volte sono schifosamente saggia!
      Rido anche io. Parecchio...

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  5. "..inutile fuggire, e se anche riuscissi,
    quel dolore tornerà un giorno
    come ramo morente d'autunno
    conficcato nel tuo petto
    chiedendo stridulo
    se ora lo riconosci."

    Differenza tra essere solitari e sapersi bastare? Stare da soli, un piacere, sapersi bastare, un lavoro.

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    1. Ho cercato quella che sembra poesia e che, a quanto pare, dovrebbe arrivare da un film. "Paziente inglese". Giusto?

      Sapersi bastare è un lavoro minuzioso e prezioso allo stesso tempo. Costa fatica e forse è per questo che in molti preferiscono non affrontarlo neppure.

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  6. La solitudine per me è una necessità. E' un piacere nel quale riconosco e assaporo i miei spazi. E in questi spazio posso vivere appieno certe emozioni che difficilmente si possono condividere. Non c'è posto per presenze insane e anche quelle sane entrano nella giusta misura...

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    1. Anche io sono una creatura che si bea della propria solitudine. Ma bastarsi, come ho già scritto, non implica l'essere solitari.

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  7. Bastarsi è vero, non implica l'essere solitari. Ma credo che l'essere solitari standoci bene, implichi il bastarsi. Altrimenti la solitudine pesa e diventa una sorta di isolamento per paura di soffrire e non una solitudine in cui assaporare il piacere dei propri spazi e libertà.

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    1. Imparare a stare bene da soli è fondamentale per capire che ci si può bastare. Ma, come ha scritto Franco, è un lavoro che richiede fatica e crescita umana costante.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.