30 giugno 2015

Per sottolineare

Posso sottolineare quel che mi piace o che mi serve. Un capriccio di matita che si muove al margine di una pagina. O una linea leggera che si sofferma sotto una frase. E sono tratti di matita, solo di matita. Non sopporto chi deturpa i libri con inchiostri o, peggio ancora, con i colori sgargianti e volgari degli evidenziatori. Né per studio, né per diletto. Non c'è rimedio all'oscenità di pagine sfigurate dall'aggressione di penne e pennarelli. Lo so: solo una delle mie tante fisime. E nemmeno la più grave, tutto sommato. C'è chi riesce a capire e c'è chi rimane indifferente a certe minuzie. Non è importante, alla fine.

[foto by Justysiak]

34 commenti:

  1. Ció che è importante o meno pare sia questione soggettiva. Gli esseri umani sono troppo differenziati gli uni dagli altri per trovare obiettivitá anche ove dovrebbe esistere. A volte si ragione per grandi numeri...ecco che allora dobbiamo chiamare fisime atteggiamenti o modi di pensare di minoranza.

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    1. Molto soggettiva, temo. E anche per fortuna, mi sembra onesto specificare.
      Una mia piccola fisima quella del sottolineare solo a matita. Ma forse ce l'hanno anche tanti altri. E il numero si fa più grande di uno.

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  2. Siamo un'infinità di fisime e minuzie. Chi le coglie gravita nella sfera delle affinità, chi ne cogliesse anche il senso può diventare addirittura pericoloso.

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    1. Hai detto bene: siamo un'infinità di fisime. Le mie le reggo abbastanza bene. Quelle altrui non sempre.

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  3. Io sono triste allora. Matita per praticità, ma alle volte la botta fluo ci scappa :D

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    1. Mannaggia a te!
      Il fluo è pura pornografia (direbbe forse Bene).

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  4. Ehm... io uso anche la penna, quella che trovo, Sottolineo e scrivo a margine, anche, all'occorrenza. Faccio le orecchie. Ci vivo dentro come nel mio salotto, per dire.
    Comunque, sulle fisime sono piuttosto ferrata: questa della sottolineatura a matitta mi manca, ma ne ho una collezione notevole :-) Credo che basti essere consapevoli che le abbiamo e che sono fisime. Basta, quasi sempre!

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    1. Ecco, un'altra deturpatrice di libri!
      Scherzo eh...
      Lo so: ho questa fissazione. Non sopporto chi lascia segni di penna o di pennarelli colorati sulle pagine.

      Raccontami qualcuna delle tue fisime. Magari qualcuna è persino in comune!

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    2. Beh, per restare in tema, i libri ordinati nella libreria: per Paese, per autore in ordine alfabetico. Se ne trovo uno fuori posto mi innervosisco proprio. Nella mia ristrettezza mentale non concepisco un altro ordine :-D
      Hai presente le librerie ordinate per colore che vanno di moda adesso? Mi fanno venire l'esaurimento nervoso...
      No, no: non sono pericolosa!

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    3. Anche a me fanno un po' impressione le librerie ordinate per colore.
      Sono forse divertenti ma non so quanto siano pratiche.

      Io ordino i libri per case editrici. E per numero crescente di collana.
      Un criterio "malato" come tanti altri...

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  5. prendo malinconicamente (ammicco: sì, va be', con moderazione) atto: sono malata...
    i miei libri sono pieni di foglietti con le frasi che vorrei sottolineare e ho quaderni di citazioni con commenti miei.

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    1. Ecco, non sei malata.
      Sei semplicemente molto attenta a ciò che leggi.
      E preferisci non sporcare i tuoi libri. Usi foglietti e altri quaderni.
      Perfezionista!

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  6. Concordo, le note a margine o le sottolineature sui libri solo in matita.
    Ogni altra cosa e' uno scempio.
    (Gli evidenziatori sono utili solo nelle segreterie, per evidenziare particolari di importanza più burocratica che concettuale.)

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    1. Siamo perfettamente d'accordo, mi pare.
      Anche io uso l'evidenziatore, ma solo a lavoro e solo per mettere "in evidenza" dei dettagli su documenti di scarso conto che mi servono.

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  7. Concordo totalmente. Personalmente non amo neppure la matita, tengo un quaderno su cui segno concetti più interessanti. Chi utilizza evidenziatori, biro di vari colori va semplicemente punito! Jean Claude.

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    1. E come si dovrebbe punire chi utilizza biro, pennarelli ed evidenziatori?

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    2. Punizioni corporali...ovvio.

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    3. Ah, giusto... avrei dovuto immaginarlo!

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  8. Io ho cominciato a sottolineare solo gli ebook, con il cartaceo avevo paura che qualcuno aprisse a caso un mio libro trovando evidenziate frasi che mi avrebbero fatto passare per un animo sensibile.

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    1. (scusate l 'intrusione ma Angelo mi ha fatto davvero ridere) (degna quasi di Woody Allen)

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    2. @ Angelo: fa benissimo a non fidarti! Ma se qualcuno aprisse il tuo e-book reader?

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    3. Se qualcuno aprisse il mio ebook reader gli verrebbe da rider...

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  9. Vorrei citare il mio amato Seneca il quale così scriveva al suo amico Lucilio: “…dopo aver letto molto, scegli un pensiero che tu possa assimilare in quel giorno. Anch’io faccio così: del molto che leggo, prendo sempre qualcosa…”. Anch’io prendo sempre qualcosa dalle mie letture; e qual è il modo migliore se non quello di sottolineare il pensiero che più mi ha colpito?! Naturalmente solo con una matita. :-)

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    1. Io faccio proprio come te.
      Mi soffermo su passaggi che mi interessano, che mi colpiscono, che mi piacciono e lo faccio sempre e solo con una matita.
      E' più che sufficiente.

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  10. No dai... io vado matto per le dediche e le note a testo scritte piccole piccole. Ho trovato dei veri tesori ed il testo stampato si è arricchito. Certo l'abitudine di istoriare le pagine con pennarelli colorati e sottolineare tutto o quasi è indecente, ma esistono "misure" giuste...

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    1. Le dediche sono una cosa, gli scarabocchi e le sottolineature un'altra.
      Anche a me è capitato di scrivere un pensiero o una dedica su un libro. E l'ho fatto usando una penna, a volte.
      Così come ho ricevuto libri con dedica che mi ricordano una persona particolare o un periodo particolare.

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    2. A tutti e due riconsiglio La nave di Teseo..

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  11. Io non sottolineo mai. Certe volte prendo appunti. Come è successo recentemente leggendo questo libro Sparta di Ernst Baltrusch perché di tanti nomi non conoscevo il significato. E sì che ho fatto il liceo classico.

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    1. Un purista come Jean, a quanto pare.

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  12. Il rapporto con il libro non è come quello di un scrittore di blog, il libro lo scegli, e il rapporto è esclusivo e solitario.
    Il libro diventa il tuo pensiero puoi entrarci in simbiosi o dissentire, ma è indubbio che trasmette esperienza, emozione, suscita pensieri e parallelismi, e così, se con garbo senza violentalo tu ti confronti con lui, egli acquista un anima... e nel tempo, i tuoi "a margine" le tue note, parleranno di te e del vostro cammino insieme.
    Le cose hanno percorsi inimmaginabili e nel tempo, quelli più amati parleranno di noi, chissà dove e quando....

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    1. Prima di tutto "omericonessuno" mi piace assai.
      Poi.
      Concordo con il rapporto affettivo e fisico che un lettore debba avere con il libro che legge. Per questo si può sottolineare, postillare e arricchire con le proprie note. Io preferisco usare la matita per un senso di rispetto e di delicatezza nei riguardi delle pagine che sfoglio e leggo.

      Chi leggerà i miei libri e troverà i miei "segni" cercherà di capire perché li ho tracciati. Come faccio io quando compro libri usati e non so a chi siano appartenuti.

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    2. Certo non un rapporto con una scrittrice di blog come te, Donna con finestra.. ;)

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    3. MiaEuridice intanto grazie per il mi piace al nome. E' un nick di Rasi, di un blog che abbiamo insieme e che lui mi ha donato..Anche io uso solo matita, e mi affascina molto il mistero del percorso, sia di quelli pervenuti a me, che del futuro dei miei. Omericadonna

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    4. Conosco Enzo Rasi. Ogni tanto si palesa anche qui, per poco.

      Mi capita spesso di acquistare libri usati. Lì trovo spesso dei segni e delle tracce lasciati da chi ha posseduto, o almeno letto, il libro che io ho comprato. Lo stesso accadrà, forse, a chi un giorno prenderà tra le mani i miei e i tuoi libri, evidentemente.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.