10 giugno 2015

Io non capisco la gente

Guccini a parte, continuo a ripetere più volte al giorno lo stesso mantra: "Io non capisco la gente". E credo di non capirla davvero. Niente a che fare coi fichi, s'intende, perché quelli li mangio e pure di gusto. Io non capisco la gente. Non capisco la signora che abita al piano di sopra che sembra camminare in casa tutto l'anno con dei doposci o delle ciaspole, tanto per fare un esempio. Non capisco neppure chi dice e nega d'aver detto, chi cede agli aut aut e meno ancora chi li propone. Non capisco chi urla per parlare e chi parla senza aver nulla da dire. Non capisco chi si imbacucca di desideri ma li lascia sempre appesi al giorno che verrà. No, non capisco.

[foto by Zemni]

18 commenti:

  1. Dopo anni di indagini psicologiche (anche su me stessa), ho rinunciato, poiché sono arrivata alla convinzione che la gente è, in fondo, un grande paradosso ed un' intricata matassa di contraddizioni. Mosche bianche le eccezioni.

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    1. Alla fine anche io, e anche tu, siamo "la gente" agli occhi di altri. E' ovvio e persino banale.
      Proprio per questo continuo a pensare che è davvero complicato capire la gente certe volte.

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  2. Ti abbraccerei dopo questo post! :)

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  3. Siamo qui a scrivere proprio perché non capiamo in fondo, o no? Vabbè va.. mo' faccio il cambio di stagione dei desideri appesi...

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    1. Scrivere, infatti, è un ottimo sistema per provare a capire. O, quanto meno, scrivere aiuta a fare o farsi delle domande e cercare risposte.

      Finito il cambio di stagione?

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    2. ..ho idea che, almeno quel cambio, non abbia mai fine..

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  4. Io non capisco quelli che non sanno apprezzare quello che hanno e non contenti e da incoscienti lo distruggono pure...

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    1. Ecco, anche questa "gente" fa cose strane. Poco comprensibili, quanto meno.
      Spero fortemente che chi distrugge ciò che ha e che non sa apprezzare, lo faccia in totale buona fede. Almeno.

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    2. Nel caso specifico, credo che dopo aver spiegato più di un paio di volte il controsenso della cosa, diventi logico pensare che non ci sia buona fede...
      ma una buona dose di ignoranza mista a stupidità e immaturità...

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    3. Beh... come diceva il vecchio saggio: "chi è causa del suo male, pianga se stesso". Banale ma efficace. Credo.

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    4. nel caso non ci siano altre persone coinvolte si...

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    5. Difficile che non siano coinvolte altre persone.
      E mi spiace che tu sia un po' la "vittima" di scelte (cattive) altrui.

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  5. Sicuramente non sarò una delle persone più normali al mondo, e sicuramente anche alcune mie abitudini potranno apparire incomprensibili agli occhi degli altri ma anch'io rifletto su certi atteggiamenti e usanze della gente intorno. Individui strani, con abitudini strane, con modi di fare strani. Tantissime stranezze che, addirittura, mi inquietano.

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    1. La normalità è sempre e solo un punto di vista. Su questo non ci piove. Ciò non toglie che, proprio per questo, certa normalità mi sfugge. Probabilmente perché non ha niente a che fare con la mia.

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  6. E se provassimo a ribaltare la questione? Chissà gli alti cosa pensano di noi ma non lo dicono. A me lo dicono e ci rido su.

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    1. L'ho scritto sopra, mi pare: ognuno di noi è un "altro" per gli altri.
      E cosa pensino gli altri di noi o di me non si saprà mai davvero.
      Se qualcuno me lo dice, sto lì ad ascoltare. E poi rispondo, ovviamente.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.