11 maggio 2015

Libri in tintoria

La signora della tintoria ha il volto di matrioska e voce di bambina. Sorride di un rossetto troppo vivace e pare sempre di buon umore. Si circonda di pile di libri ed ogni volta non so mai se, entrando nel suo piccolo negozio, mi trovo in una tintoria o in una botteguccia di libri usati. Non c'è un nesso tra abiti appesi e volumi poggiati a terra, ma non ha alcuna importanza. Lei compra libri e se li lascia attorno. C'è di tutto e anche pagine di scarsa qualità. "Ho fatto la terza media" mi dice "ma leggere mi piace". Le racconto che leggere è anche la mia vita e la capisco. A quanto pare molti altri si limitano a rimanere perplessi e di quei libri preferiscono tacere.

[foto dal web]

10 commenti:

  1. Leggendo il tuo post mi è venuto in ricordo una frase molto intrigante di un mio professore, all'ultimo anno di maturità che mi è rimasta in eredità sin quì: Chi legge è un rivoluzionario, disse mentre disquisiva sul rapporto tra TV e vita quotidiana...e di seguito aggiunse - le immagini e le parole, una volta dette e viste, col tempo si evaporizzano, si perdono; la lettura di un libro ti rimane impressa e può diventare col tempo una traccia per affrontare le variabile della vita quotidiano. Ma aggiunse, quando si legge bisogna entrare nella mente di chi l'ha scritto eec.
    L'immagine che descrivi della tua matrioska è interessante, per dirla col proverbio: Non è l'abito che fa il monaco, ma chi ci sta dentro.

    Buona settimana

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    1. "Chi legge è un rivoluzionario".
      Questa mi sembra divertente e anche interessante.
      La signora della tintoria approverebbe.

      Buona settimana a te, Daoist.

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  2. Non c'è nulla di strano che la signora della tintoria possa avere la passione per i libri, nonostante “abbia fatto solo la terza media”; è inusuale, però, che la stessa senta il bisogno – diciamo così - di esibire l'oggetto di questa sua passione. Comunque sia, è davvero apprezzabile questo suo modo di "leggere", lanciando segnali visibili alla sua clientela.

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    1. No, non c'è niente di strano, hai ragione. La stranezza sta nell'entrare in una tintoria e trovare libri un po' ovunque. Non so perché li lasci lì. Forse non ha spazio a sufficienza in casa o, semplicemente, passando molto tempo in negozio preferisce tenere i suoi libri a portata di mano.

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  3. A me ha ricordato L'eleganza del riccio, con quella portinaia schiva ma avida divoratrice di letture.. mi piace scorgere libri dove non penseremmo di trovarne, e a casa di amici e sconosciuti, mi piace curiosare tra le librerie (quando ne trovo... )

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    1. Ho letto "L'eleganza del riccio" diversi anni fa. E ricordo la figura della portinaia. Non so, non credo che somigli alla signora della tintoria.

      Quando entro in quel negozio, mi viene in mente che esistono i caffè letterari, i bar letterari, i ristoranti letterari... perché non anche una tintoria letteraria?
      Sorrido.

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  4. Se non rivoluzionaria di certo straordinaria, cioe' fuori dall'ordinario, la tua tintora.
    Bello il ritratto che ne fai.
    ml

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    1. Sì, decisamente fuori dall'ordinario. E lei sa di esserlo ma non si scompone.
      Anzi le piace e si diverte.

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  5. Non hai sbirciato qualche titolo?

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    1. Sì. Come ho scritto si tratta per lo più di libri di scarso interesse.
      Soliti volumoni best sellers. Niente di eccezionale, insomma.
      Ma non è questo che conta, in questo caso.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.