28 aprile 2015

Aspetto lungo la riva del fiume

Quel cinese deve aver pure avuto qualche buona ragione per suggerire di sedersi ad aspettare. Ed io aspetto, lungo la riva del fiume o seduta sul mio divano. In fondo l'attesa è solo tempo che si deve lasciar scivolare riducendo al minimo l'impressione di avere fretta. D'altro canto la pazienza l'ho affinata con l'età e l'ho impastata con la virtù di chi sa osservare in silenzio e da lontano. Non ci sono movimenti inconsulti da fare né parole da rilanciare per sfinimento o impulso. Basteranno la calma e l'indulgenza che ho deciso di amministrare con tutta la saggezza che posso permettermi. Basterà questo perché, prima o poi, come spiega il cinese di cui sopra, vedrò passare il cadavere del nemico.

[foto by Black-Nemesi]

20 commenti:

  1. Se di fatto passerà, perché stare ad aspettare, quando potrei, che so, fare qualcosa di costruttivo?

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    1. Puoi sempre fare qualcosa di costruttivo nel frattempo.
      Non è detto che debba rimanere immobile a fissare il fiume.

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  2. di cadaveri ne passano, ma raramente quello che vorresti. E forse a forza di aspettare non ricordi più quale nemico fosse.
    ml

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    1. I miei nemici li ricordo eccome.
      E degli altri cadaveri mi importa pochissimo.

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  3. Ci vuole tanta, troppa, pazienza e forza di volontà. Dovrei avere un motivo davvero forte per attendere.

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    1. Sì, devono esserci ragioni molto profonde per attendere e pazientare. Ma a volte la pazienza ripaga pienamente.

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  4. La mia opinione a proposito della metafore che tu posti, perchè di una metafora si tratta, c'è da dire che quel cadavere che dovrà passare è il nostro vecchio modo di essere, cioè la nostra mente duale, discriminatoria di cui ci dovremmo liberare, e questo tu lo sai già da te. Una volta avvenuta la metamorfosi tra ciò che eravamo e ciò che siamo diventati, va da sè la comprensione del detto: Vedere le cose per quello che realmente.
    Mi fermo qui, consiglierei una lettura-fumetto di Ioanna Salajan: Scorci di saggezza.

    Ciao e buona giornata

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    1. No, io non penso che quel cadavere debba essere il nostro (mio?) vecchio modo di essere. Non è questo il senso del mio post.
      Forse è il senso che tu vuoi attribuirgli.
      Liberissimo, per carità.

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    2. A giudicare dal nervoso elargito in alcuni degli ultimi post.. ho come l'impressione che il cadavere che aspetta passare Mia sia bello che preciso... ;)

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    3. Esatto.
      Il "cadavere" (che possono essere anche i "cadaveri") è più che preciso.

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  5. Ciò che manca nella nostra società è proprio l'attesa. Non sappiamo più aspettare e vogliamo conoscere le cose prima che accadano.

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    1. La pazienza è un'arte che si va perdendo o che si è già persa.
      Io ho imparato col tempo a capire quanto sia preziosa.

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  6. Ormai l'unico cadavere che aspetto di veder passare è il mio.
    Non odio la mia vita, anzi: ne assaporo ogni attimo, con gran varietà di gusti.

    (In questo momento ha il gusto di un krumiro di una nota pasticceria torinese, "roba" artigianale... e mugugno: quelli del supermercato costano almeno la metà e sono altrettanto buoni!)

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    1. E perché mai dovresti aspettare di veder passare proprio il tuo cadavere?

      Amo molto i krumiri. Ma li compro al supermercato, quando capita.
      Quelli della famosa pasticceria torinese non li conosco neppure...

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    2. Ho simpatie e antipatie, come tutti. Certamente sto sulle scatole a parecchie persone, ma non so se sperano di veder passare il mio cadavere. Ho la fortuna di riuscire spesso ad evitare le persone moleste e lascio che vadano per la loro strada.
      Sono particolarmente consapevole del mio "essere di passaggio", la malattia può insegnare parecchio, per questo ho scritto quel commento.

      A caval donato... si mangiano anche i krumiri artigianali (sorrido sorniona): che sofferenza!

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    3. Oh, non è proprio grave. Stare sulle scatole ad altri, intendo.
      Vale anche per me, ma me ne infischio allegramente. Ci mancherebbe!

      Io evito e allontano sempre chi diventa molesto. Niente di nuovo.
      E adesso sono curiosa di assaggiare quei krumiri!

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  7. Indulgenza, saggezza e pazienza confezionano sempre discrete soddisfazioni. Fiume o non fiume.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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