13 marzo 2015

Poco più in là della delusione

Poco più in là della delusione c'è uno spazio di coscienza che somiglia ad un labirinto fatto di niente. Ché anche il deserto, nella sua immacolata infinità, sa diventare inestricabile. Ed è in quel niente che sopraggiunge dopo il disinganno che volteggiano stancamente parole incapaci di essere pronunciate o sguardi che non si ha più voglia di riesumare. Come un disagio che si preferisce impiastricciare di silenzio affinché non diventi tormento o, peggio ancora, vischiosa ipocrisia. Ci si mantiene a distanza con la consapevolezza amara d'aver sbagliato rimettendoci pure pezzi di cuore; ci si stringe un po' nelle spalle perché poco più in la della delusione c'è altra vita. Di nuovo altra vita.

[foto by Greyguardian]

16 commenti:

  1. Interessante. Mi pare tu sia giunta a un buon punto, coltivalo! Non c’è più narrazione, si vedono le cose per quelle che sono, un po’ il Reale lacaniano. Ecco, però, la necessità di ricoprire questo deserto con altra narrazione, altra vita. Si ricomincia a sommare, sommare, quando nella sottrazione si era giunti, invece, a punti così efficaci. Infatti, si sente subito la distanza tra deserto e altra vita. Si ricomincia con i pezzi di cuore, le delusioni. Nel deserto non avrebbero senso quei termini. Coltivare il deserto...difficile.
    Jean Claude.

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    1. Sì, credo di essere giunta a buon punto. Al punto in cui la delusione viene metabolizzata e superata. Almeno in buona parte. Al punto in cui si va oltre.

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  2. bellissimo il disagio da impiastricciare di silenzio. Fotografa l'istante in cui si rinuncia a controbattere, una desistenza che non è resa, semmai acume.
    ml

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    1. Una desistenza che è coscienza di ciò che non ha più alcun senso. Quindi acume, come lo definisci tu.

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  3. Bruciare anche quel "poco" più in là. Scansare le delusioni e immergersi nel più in là. Perché il più in là c'è anche mentre sei felice. Figurati quando non.
    E il cuore ricresce come i capelli, anzi, ci sarebbe addirittura da spuntarlo ogni tanto..

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    1. Quel "più in là" arriva dopo quella sorta di deserto.
      Bella l'immagine del cuore che ricresce come i capelli... e sì, ogni tanto vale persino la pena spuntarlo.

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  4. "Se domani cadesse il mondo, io mi sposto un po' più in là" avrebbe forse detto una ragazza bionda.

    In ogni vita ci sono le delusioni. Andare avanti è il solo modo per non affondare nella palude.
    Non tutti ci riescono.

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    1. Perché la ragazza è bionda?

      Certe delusioni sono difficili da superare, ma ci si prova.

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    2. "perché la ragazza è bionda?" è la domanda più divertente della settimana. Non m'importa se è lunedì: ha vinto.

      Comunque, alla domanda rispondo con "è una citazione colta di una ragazza bionda" (penso sia facilmente rintracciabile su internet, come citazione...

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    3. Povera, povera, povera Raffaella...

      https://www.youtube.com/watch?v=OK4b8-2u8vM

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    4. Santapace!
      Intendevi la Carrà?!

      No, non c'ero arrivata.

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  5. A onor del vero bisogna dire che dipende dal carattere di ognuno, Dopo la delusione c'è chi si abbatte e c'è chi comincia subito nuove battaglie. Ma bisogna anche specificare: ci sono piccole e grandi delusioni.

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    1. Certo, le delusioni si superano come possibile. Ognuno ha i suoi metodi e le sue tempistiche.

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  6. Più sopra hai scritto:
    "Al punto in cui la delusione viene metabolizzata e superata. Almeno in buona parte. Al punto in cui si va oltre."...
    già, andare oltre... ma in quali condizioni.

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    1. Le condizioni sono spesso difficili da accettare perché rientrano in quella sorta di compromessi con se stessi che è difficile rispettare. Soprattutto in certi momenti, quelli in cui ci si sente un po' meno forti e un po' meno coerenti.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.