17 febbraio 2015

Dis-amore

Carissima, l'amore s'impara, questo è noto. Ma si disimpara, anche. E' quel che dicono dis-amore. Un percorso a rovescio, una risalita in se stessi, una perdita che sa di conquista. Perché forse non è neppure una scelta voluta ma la semplice addizione di eventi e vuoti e silenzi che, alla fine, si trasformano nella coscienza di un sentimento sbiadito. Per questo inefficace e morente come tutto ciò che non è affatto indispensabile. Poi si respira lo stesso. Vedi? E si dimentica persino. Il dis-amore può arrivare naturale proprio come l'amore poiché ne è spesso la conseguenza e l'epilogo. Non c'è nulla di male, credimi. Nulla che valga la pena rimpiangere.

[foto by Fyrrea]

14 commenti:

  1. Temo che sia esattamente così, che il dis-amore sia la somma di vuoti, di silenzi. di mancanze... una somma di sottrazioni (che nessun prof di matematica legga ciò!). Ed è per questo che è emotivamente insostenibile. E' tristissimo. Ma ci si può ri-abituare ai pieni, alle parole e alle aggiunte, piano piano, un passo alla volta :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una somma fatta di sottrazioni. Non credo che sia un abominio matematico, anzi.
      Emotivamente insostenibile, condivido in toto.
      Forse per questo, col tempo, ci si stanca. E ci si accorge che quello che era amore non può più esserlo.

      Elimina
  2. Ho copiato questo tuo scritto, lo stamperò e lo terrò quale promemoria, infilato nel mio quaderno.
    (mi piace proprio, tanto. E mi aiuta.)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carissima Lisa. Ti avrei scritto in privato oggi per avere tue notizie.
      Che fine hai fatto?
      Appari, scompari... avrai le tue buone ragioni. Senza dubbio.

      Sono felice che questo post ti piaccia.
      Un mio caro amico napoletano una volta mi ha detto che ha stampato un mio vecchio post e lo ha addirittura incorniciato perché gli era piaciuto enormemente.

      Questo, forse, ti piace perché ci leggi dentro qualcosa che (qui e ora) stai vivendo.

      Elimina
  3. ineccepibile.
    trovo solo che più che imparare e disimparare è un prenderne coscienza e poi dis-conoscerlo (l'amore)
    ml

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non so. Credo che la fase di "coscienza" venga immediatamente dopo.
      Ma è solo una mia percezione.

      Elimina
  4. Eh si, si impara a conoscerlo e ad accettarlo..

    RispondiElimina
  5. Dicono "l'amore è e terno".
    Aggiungono "L'amore è eterno, finché dura".

    Io non credo nell'eternità e nell'immutabilità delle cose. Tutto cambia, si trasforma, nasce e muore.
    I sentimenti non fanno eccezione.
    L'amore (sì, anche quello vero) non è libero da questi vincoli.

    Sarebbe ello che durasse in eterno. Ma i sogni sono sempre belli fino al risveglio o finché non si trasformano in incubi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Credo che tutto quello che abbia a che vedere con gli umani non possa in nessun caso essere associato alla parola o al concetto di "eterno". Semplicemente perché tale principio (l'eternità) non ci appartiene. E' nella nostra indole, nella nostra natura, nella nostra essenza essere tutt'altro che eterni.

      Elimina
  6. Finisci semplicemente a non crederci più.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non si può credere in qualcosa che non esiste più.
      E si accetta la fine con molta serenità.

      Elimina
    2. Con il passare degli anni, le delusioni, le sofferenze (a volte forse inutili), inizi a non credere più anche dell'eventualità di una storia in sè.

      Elimina
    3. Conosco perfettamente questa sensazione. L'ho vissuta in passato.
      Poi le cose sono cambiate in meglio, ma per molto tempo ho pensato e creduto di non volere più alcuna storia.

      Elimina

Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.