22 gennaio 2015

Dentro il rumore della pioggia che cade

Dentro il rumore della pioggia che cade mi ritrovo stancamente serena. Sciolgo quei nodi di pensieri collosi e distorti che, ormai troppo spesso, si impigliano tra i tendini e tra le ciglia. Dentro il rumore della pioggia che cade c'è la presa sicura di un abbraccio, il senso di ciò che vale la pena trattenere e tutto quello che, al contrario, è giusto lasciar scivolare nei rivoli e nelle grondaie. Ascolto e mi muovo appena sotto un tepore soffice e notturno. Dentro il rumore della pioggia che cade lascio precipitare ogni difesa e posso permettermi di essere distruttibile ed inconsistente. Rilascio le forze per sentirmi più forte dopo, al risveglio, quando la pioggia ha smesso di cadere.

[foto by Menoevil]

29 commenti:

  1. Una delle cose che più mi manca di quando vivevo a Lecce è proprio sentire il rumore della pioggia che cade quando sei a casa. I palazzi a Roma non aiutano per niente in questo purtroppo.

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    1. A Roma si sente poco (o per niente) la pioggia. Si vede poco il cielo. Non si vede quasi mai il tramonto. E neppure l'alba. Come si fa a vivere così?

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    2. Ora sono a difenderla, Roma. per quanto tutti sanno quanto volentieri me ne andrei. Dipende da dove si risiede, ovvio. Ma pertugi, squarci di quartiere e svariate vie di fuga e angolazioni edilizie, permettono di assistere ad albe e tramonti incredibili... ;)

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  2. "posso permettermi di essere distruttibile.."
    fotografia precisa di quei momenti sospesi in cui non si sente il bisogno di alcuna difesa, si è fragili e invincibili.
    e in questo l'ascolto della pioggia aiuta.
    ml

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    1. Tendenzialmente sono una "guerriera". Non mi consento mai di cedere né di abbassare la guardia. Tranne in certi momenti. E questo è stato uno di quei momenti.

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  3. Il rumore del piovere notturno, una immagine ricorrente in ogni poetica di un certo livello. A me capitava di avvolgermi in quel fascinoso rumore da ragazzo, quando ancora abitavo i luoghi dove ero nato, pieni di tetti e di grondaie, di cui i palazzoni dove abito adesso sono privi, o forse troppo lontani in altezza da non lasciarsi ascoltare. A occhi chiusi in un buio più scuro di quello che regnava nella stanza fantasticare e navigare leggero come una piuma.
    Bello. Occorre ogni tanto risentirsi bambini, puliti dentro, forse un po' meno fuori. Adesso invece assai ben limpiado fuori, con la pelle levigata da creme, unguenti e fresche acque della doccia, mentre dentro si accumulano scorie, sedimentando e maleodorando.
    Psomoi Andròmeoi

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    1. L'immagine ricorre spesso. Non è particolarmente originale, è vero.
      Anche tu, come Andrea, probabilmente vivi in una grande città. E lì il rumore della pioggia che cade si sente poco o non si sente affatto. Una perdita notevole, credo.

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    2. Vero. La città in cui vivo fa quattro milioni di abitanti. Non si sente la pioggia dal mio settimo piano, perché ce ne sono altri nove sopra il mio, e nemmeno si vede il cielo. D'inverno si muore dal freddo per le strade, d'estate si soffoca dal caldo. Per il resto è unica al mondo.
      Psomoi Andròmeoi

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  4. Sullo "stancamente" concordo in pieno.
    Purtroppo questo suono poeticamente melodioso è disturbato dallo scricchiolio delle ossa, accompagnato dal cigolio delle giunture e Neurino-mio si lascia andare al turpiloquio...
    Rimedio: divano e trapunta, per poter finalmente apprezzare questo mio essere distruttibile.

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    1. Non so che ossa tu abbia, ma se il loro scricchiolio riesce a coprire quello della pioggia evidentemente possiedi ossa abbastanza rumorose. Neurino-tuo avrà i suoi buoni motivi per turpiloquiare come fa...

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  5. Qui piove a dirotto da più pomeriggi. Non mi lamento e la ascolto mentre leggo alla luce della lampada nella mia camera. Trovo la scena di una pace poetica, da vivere fino all'ultima goccia.

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    1. L'immagine, infatti, è molto rasserenante.
      Ed anche invidiabile.
      Mi sembra d'avertelo già detto... sorrido.

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  6. So che non ti è molto simpatico il tuo correligionario D'Annunzio, ma dimmi un po' dove trovi una musicalità di tale intensità lirica.
    ***
    Taci. Su le soglie
    del bosco non odo
    parole che dici
    umane; ma odo
    parole più nuove
    che parlano gocciole e foglie
    lontane.
    Ascolta. Piove
    dalle nuvole sparse.
    Piove su le tamerici
    salmastre ed arse,
    piove su i pini
    scagliosi ed irti,
    piove su i mirti
    divini,
    su le ginestre fulgenti
    di fiori accolti,
    su i ginepri folti
    di coccole aulenti,
    piove su i nostri volti
    silvani,

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    1. Questo è uno dei suoi pochi scritti che amo.
      Grazie.

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    2. Scusami, mi è scappata la vaccata. Ho scritto "correligionario" e ovviamente volevo dire "corregionale"

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    3. Avevo capito, non preoccuparti.

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  7. "C'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo..."

    Trovo la pioggia un dono puruficatore degli dei. Tante volte son dovuto uscire sotto la pioggia battente, senza un ombrello (perché in bicicletta con l'ombrello è ridicolo) e sono entrato nuotando nel mare che scendeva. Ad ogni goccia sentivo una parte di me che veniva portata via ed ero più leggero, fino ad arrivare a destinazione, fradicio, stanco, sereno.

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    1. Uh... De André.
      Bella.

      Eppure ho visto spesso delle persone in bicicletta che giravano con l'ombrello. Non mi sono sembrati ridicoli. Ma è una mia impressione.

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    2. Ok, allora mi correggo: io mi sentirei ridicolo con l'ombrello in bicicletta.

      E poi, in questo angolo di mondo, usare l'ombrello è un atto di coraggio e/o incoscienza...

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    3. E in che angolo di mondo vivi?

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    4. Quello in cui un soffio di vento più forte può rovesciare un tir o far staccare gli ormeggi dell'Ursus.
      Dove in luoghi strategici della città erano ste messe le corde per agevolare il transito dei pedoni.
      Dove se decide di soffiare il nostro vento, ogni cosa è possibile: dagli alberi che crollano ai bidoni della spazzatura che vagano per la città, alle file di motorini appoggiati uno sull'altro, come tante tessere di un domino

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    5. Trieste!
      Bellissima...
      La amo molto. Ci sono stata anche l'estate scorsa.

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  8. Abito a Roma - come precisato prima - ma ho la fortuna di una casa in periferia con tetto e lucernario. La pioggia l'avverto in embrione, la custodisco che picchietta allegra e bussa timida, o scroscia violenta scardinando udito e imposte.. in tutti i casi distrae e incanta, inquieta anche, ma crea un rapporto confidenziale, una ritmica che conforta quando ne traduciamo il messaggio.

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    1. Vivere in periferia, probabilmente ti salva. Perché consente di sentire e vedere e immaginare cose che chi vive nei palazzoni metropolitani non potrà mai sentire, vedere e immaginare.

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  9. Scrivo per prendere commiato da te, Mia Euridice, e da tutti quelli che mi hanno letto su questo tuo blog. Ho deciso di smettere di commentare. Il rapporto commentatore-scrittore o scrittrice come nel tuo caso in un blog è basato sull'interesse reciproco. Da parte mia questo è venuto a mancare nel momento stesso in cui ho perduto la stima che avevo in te, Mia. Questo è avvenuto per le accuse che tu mi ha proditoriamente mosse di essere un'altra persona da quella che sono, nonché per le minacce di chissà quali sanzioni nel caso tu avessi verificato che io tale fossi. Non sono solito chiedere scusa per ciò che non ho commesso, né tollerare minacce assurde. La donna che credevo tu fossi non si sarebbe mai comportata così banalmente.
    Ho sbagliato io nella valutazione, oppure sei molto brava tu nel camiffarti. Forse entrambe le cose.
    Vivi tranquilla, non passerò più dal tuo blog, da qui all'eternità.
    Ti auguro molta fortuna, perché penso tu ne abbia bisogno.
    Psomoi Andròmeoi
    alias Alessandro Giuliani
    DE 10116 BERLIN CHARLOTTENBURG

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    1. Un altro italiano che sta in Germania? Oh che strana coincidenza!
      Evidentemente non riesco proprio a relazionarmi con quelli come voi: dopo un po' la cosa scoppia e muore.

      Mi sembra di avertelo già scritto via e-mail: non ci sono problemi. Ho visto stare, passare e sparire centinaia di persone. Tu mi hai degnato persino di un commiato. Non era neppure necessario, alla fine.
      Tanto non passerai più su questo blog per cui non leggerai neppure questa risposta.
      Anche io ti auguro molta fortuna perché, semplicemente, quella serve a chiunque.
      Stai bene. Chiunque tu sia.

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  10. "Quest'uomo è stato creato per questo mondo, questo mondo è stato creato per quest'uomo: ed entrambi sono di qualità molto cattiva". I.P. Couliano, I miti dei dualismi Occidentali, ed. Jaca Book. Jean Claude.

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