26 novembre 2014

Non il solito silenzio

Ne hanno parlato un po' ovunque ieri: 179 donne uccise nel 2013, 157 nel 2012, 137 nel 2011. Sempre peggio, evidentemente. Arrivo con ritardo ma di femicidi (un altro modo per dire femminicidi) ho già scritto. Adesso, invece, mi piacerebbe sapere altro. Ad ognuna di quelle morte corrisponde almeno un assassino: la logica non mente. Dove sono? Stanno scontando una pena ragionevole? Sono stati condannati tutti? Di questi numeri, almeno io, ieri, non ho saputo nulla. Le vittime non possono avere voce ma hanno diritto a qualcosa che non sia il solito silenzio. Non dico giustizia che, si sa, non ci appartiene, ma almeno che la legge funzioni. Una volta tanto.

[foto by WonderMilkyGirl]

30 commenti:

  1. Ero pronta a porti la domanda: "Credi ancora nella giustizia?", questo prima che leggessi la tua giusta affermazione "la giustizia non ci appartiene".
    Te ne porrò un'altra, dunque: "Tu credi nella legge?"
    Una domanda retorica, forse. Probabilmente.
    (io ovviamente, no, per come viene gestita ed applicata)

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    1. No, non credo che ci sia giustizia. Mai. Quella degli uomini non è giustizia. E' qualcosa che ha a che fare con la legge ma di giusto, solitamente, non vedo nulla.

      La legge è un meccanismo umano, spesso confuso e spesso interpretato in maniera vaga. Per lavoro sono al cospetto di provvedimenti normativi e giurisprudenziali e mi capita di rimanere basita di fronte a tanti deliri. Gestita male ed applicata senza alcun rigore né coerenza.

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  2. No. Non funziona. Te lo chiedi quando tante donne che denunciano (non quelle che stanno zitte e subiscono), non vengono ascoltate e finiscono per morire. Lì sarebbe da assicurare alla Giustizia anche certa giustizia.

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    1. Ecco, con il titolo del mio post volevo soffermarmi proprio sui silenzi. Non il solito silenzio, però. Perché i silenzi delle donne afflitte, sofferenti, costrette a subire sono diversi, sono più silenziosi degli altri. Perché spesso anche quando alcune donne provano a parlare, non trovano ascolto.

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  3. La legge non funziona e non è uguale per tutti.

    Facciamo le ronde.

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    1. Le ronde?

      La legge non funziona e di certo non è uguale per tutti. Ma: le ronde?

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  4. mah ... queste giornate tematiche mi sembrano un bel modo per parlare dei problemi senza poi aver davvero la volontà di risolverli ...

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    1. Le giornate tematiche servono a parlarne e a fare un po' di retorica. Però a qualcosa servono perché, almeno per un giorno, l'attenzione viene focalizzata verso un argomento specifico. E parlarne serve a prescindere.

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    2. Perché dire è sempre gratis. Non costa e non pesa. Sta lì, pronto sulla lingua e si dice. (cit)

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    3. Questa l'ho già letta....
      Sorrido.

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  5. Insieme alle 86 di quest'anno sono 559 le donne ammazzate dal 2011 ade oggi.
    Soltanto il 23% di esse uccise non da mariti, conviventi o ex conviventi. Il 77% di loro aveva l'assassino in casa.
    Non mi risulta che ci siano 559 femicidi in galera. Molti, molti meno.
    Poi ci sono oltre 700 donne che l'hanno scampata per un pelo e che adesso sono più o meno profondamente colpite nel fisico, ma inesorabilmente piagate nell'anima. Morte dentro si dice. E quelle stuprate? E quelle selvaggiamente picchiate? Nessuno sufficientemente punito di coloro che le hanno massacrate.
    È un fenomeno giovane, non più di trenta anni, forse meno. C'entra forse il nuovo ruolo assunto dalla donna nella moderna società? Anche se fosse servirebbe a pischiatra e sociologi, ma non giustificherebbe questa mattanza.
    Psomoi Andròmeoi

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    1. Donne uccise da uomini. Sempre. Mariti, compagni, fidanzati, vicini di casa. Comunque uomini. E' questo un altro grave problema.
      E molti di loro continuano ad essere liberi. A fare ciò che hanno sempre fatto perché nessuno li ha puniti.
      Alle morte ammazzate si uniscono tutte quelle stuprate, picchiate, molestate, offese o fatte oggetto di altre "attenzioni". E, ancora una volta, per colpa degli uomini. La "violenza" può assumere forme diverse, sa diventare persino "leggera" e toccare qualsiasi donna ogni giorno, più volte al giorno. Basta camminare per strada, guidare, fare la spesa, andare a lavoro: occasioni per essere molestate o infastidite da un uomo (da ciò che dice, da come ti guarda, da come ti rivolge la parola) sono infinite. E lo dico da donna.

      Continuo a pensare che il "maschio umano" abbia ancora molta strada da fare nel processo evolutivo. Solitamente il suo lato bestiale prevale su quello umano.

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    2. Donne uccise da uomini è la regola, uomini uccisi da donne l'eccezione. Violenza è uno sguardo, violenza è una parola, violenza è un voler attaccare bottone. Ma come sempre c'è violenza e violenza, perché queste violenze non uccidono né lasciano segni indelebili sul fisico e nell'anima.
      Non sono d'accordo al 100% sul tuo ultimo assunto. Il maschio umano ha sempre fatto il prepotente con l'avallo della società e di quasi tutte le donne che così lo preferivano, altrimenti non avrebbe avuto nemmeno le briciole. Voi donne, che avete dormito per quattromila anni, vi siete svegliate ed avete recuperato in un decennio un ritardo di millenni. Ma vi siete dimenticate di accompagnare il maschio umano in questa vostra evoluzione. Non doveva essere demonizzato, ma educato.
      Non esiste un lato bestiale da contrapporre a quello umano, è un modio di dire errato. La bestia aggredisce per difesa o per procurarsi cibo non per molestare. È il lato sadico, cattivo, diabolico che prevale in simili casi.
      Psomoi Andròmeoi

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    3. La violenza, come ho scritto sopra, può assumere mille forme e mille sfumature. Può essere leggera e volatile o dolorosa e plateale. Il problema è che troppo spesso le vittime di violenza sono le donne mentre gli autori delle stesse violenze sono gli uomini.

      La prepotenza del maschio umano non credo sia mai stata "preferita" dalle donne. Le donne hanno dovuto sopportare e soccombere forse perché per troppo tempo non hanno avuta altra scelta. La nostra civiltà, purtroppo, è stata ed è ancora fin troppo maschilista. Nonostante in troppi si affannino a dire il contrario ma a fare il solito.

      Noi donne ci siamo svegliate almeno un paio di secoli fa e qualcuna si sarebbe svegliata anche prima se avesse potuto farlo. Il fatto che i maschi siano rimasti spiazzati da questa evoluzione femminile non dipende dall'incapacità delle donne di accompagnare l'uomo ma dall'incapacità totale dell'uomo di capire, elaborare ed accettare l'evoluzione di cui sopra.

      Il fatto che molti uomini siano ancora delle "bestie" (in senso evolutivo e in senso morale) non è colpa delle donne come dici tu, ma colpa degli uomini e della loro miseria. I fatti di cui parliamo lo confermano.

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    4. Ancora troppi uomini parlano delle donne in maniera animale. Viene il dubbio che non si possa pretendere di più. :(

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    5. Si deve sempre pretendere di più da uomini che pensano come bestie.
      Io, almeno, da donna, lo pretendo eccome.

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    6. Non ho difeso gli assassini e gli stupratori, non ho difeso i violenti, ho solo cercato di capire come mi capita di fare sempre. Io non ho mai diviso il genere umano in buoni e cattivi, perché c'è sempre una percentuale di perversione anche negli ottimi, mentre credo nella nobiltà di ogni individuo anche nel più losco e brutale, magari nascosta e latente, ma se scavi la trovi.
      Tutto il resto è polemica: il mondo va così e si può cercare solamente di migliorarlo agendo sui bambini a cominciare dalla scuola primaria, sensibilizzandoli su quello che è un problema vero della nostra società.
      Psomoi Andròmeoi

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  6. Ci sono diverse trasmissioni nella TV nazionale e in Mediaset dove vengono invitate madri di donne ammazzate, donne stuprate e orribilmente sfigurate coll'acido, sorelle e amiche di donne che hanno subito il martirio, perché di questo si tratta. Tu vuoi sapere se tutti i responsabili siano in carcere? No.
    Non ci sono perché non sono mai stati trovati. Non ci sono perché da noi la galera è un optional, una vacanza da prendere dopo un certo numero di anni di lavoro. Non ci sono perché dopo aver scontato nemmeno la metà della pensa comminatagli (mai l'ergastolo, ma pene detentive a volte veramente ridicolmente corte) passano agli arresti domiciliari.
    In Romania è pieno di ladri. Ebbene un furto semplice viene punito in Romania con non meno di 24 anni di carcere duro. Incredibile? Se parli con un legale rumeno ti risponderà che le pene sono state gravate in base al ripetersi del reato. Questo è uno dei motivi per cui i ladri rumeni sono tutti emigrati in Italia, il bel paese dei delinquenti internazionali.
    Allora, seguendo lo stesso metro, perché non dare l'ergastolo e l'articolo 41 bis ai femminicidi?
    Pablo

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    1. Non seguo molto quelle trasmissioni tv. Trovo che speculino in maniera viscida e spettrale sulla morte di troppe persone gonfiando a dismisura la morbosità di chi le segue con la bava alla bocca (ne abbiamo già parlato).

      So che molti degli assassini non sono in galera. Qualcuno il carcere non l'ha mai neppure visto da lontano, purtroppo. Perché? Perché non c'è giustizia, ovvio. E la legge fa pure acqua da tutte le parti. Mettici che i nostri tribunali sono intasati, senza personale e disseminato di parecchi fannulloni e il gioco è fatto. Chi delinque sta fuori. Chi muore sta zitto.

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  7. Può darsi che sia proprio l'assenza di pene serie e severe ad agevolare ulteriormente questo fenomeno. Non c'è più niente che questa repubblica delle banane ci garantisca. Più niente! Dai diritti civili e sociali alla giustizia. Ma almeno quella, che è la cosa importante e prioritaria.

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    1. Non credo che dipenda solo dalla mancanza di quella che tutti chiamano "certezza della pena". La morte di tante donne sta nella mente marcia di altrettanti uomini. Il guasto sta tutto lì dentro. Il problema della giustizia si affianca al primo e lo amplifica ulteriormente.

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  8. non credo che la molla a certi delitti sia la convinzione di farla franca, ma la (sotto)cultura di molti uomini, il concetto bacato di supremazia e un travisato orgoglio. Vittime le donne, certo, ma anche i bambini e i deboli i reietti in genere.
    ml

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    1. Sono d'accordo con te, Massimo.
      Non aggiungo altro...

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  9. Non esiste una giustizia sufficiente a ripagare la morte. Non una che un altro uomo possa dare, almeno.

    Che poi la legge possa aver funzionato o meno, beh. Statisticamente direi che la legge funziona meglio quando non la si applica.

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    1. No, non ci sarà mai nulla che possa ripagare o compensare la morte (anche violenta) di un'altra persona. Questo però non significa che chi uccide debba passarla liscia, come accade spesso.

      Non capisco il tuo ultimo concetto: la legge funziona meglio quando non la si applica? Qualcosa mi sfugge.

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    2. Forse perché certe leggi idiote è meglio rimangano inapplicate.

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    3. Ma capita anche che molte leggi intelligenti non vengano applicate.

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    4. Franco ha capito perfettamente il concetto: le leggi qui in questo pese sono fatte per essere stupide e le poche fatte in modo sensato hanno troppi cavilli insensati per funzionare davvero. A quel punto è spesso meglio far in modo che non vengano applicate.

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  10. Ogni singola parola. Sono con te su ogni singola parola.
    Non esiste giustizia dove esiste la percezione di un forte e di un debole. La legge fa quello che può, da strumento imperfetto qual è.
    Abbiamo bisogno di modificare i nostri pensieri, le nostre coscienze.

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    1. La vera "giustizia", infatti, passa necessariamente attraverso un progresso della coscienza e della conoscenza. Ed è proprio questo il passaggio che manca.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.