4 novembre 2014

Ci si perde

Ci si perde. Per distrazione o per non maledirsi ancora. Ci si perde per noia, per colpa o per cattiva volontà. Ci si perde per mille buoni motivi o per evitare altrettanti contraccolpi. Ci si perde perché non ci si riconosce più o perché il tempo ha deciso che doveva proprio andare a finire così. Ci si perde per scappare da certi sogni divenuti oscuri incubi, ci si perde per arretrare dietro i propri confini ammettendo la sconfitta. Ci si perde anche dopo aver trionfato o dopo aver irradiato silenzi pieni di senso. Ci si perde per paura, per stanchezza, per dissenso. Ci si perde quando non si conta abbastanza o quando, semplicemente, perdersi è il male minore.

[foto by KingaBritschgi]

34 commenti:

  1. "Ci si perde...quando...perdersi è il male minore".
    Questa sinceramente non la capisco. Proprio tu dici questo e mi spiazzi. Esistono altri mali, maggiori del perdersi? Ne conosci? Ma sai cosa significa "perdersi"? Significa non credere più in se stessi, non avere voglia di combattere, non avere più speranza nel domani. Cosa c'è di peggio oggi come ieri, non è questione di generazione, ma di credere in certi valori o non averne. Spero si tratti di un pour parler, o pittosto un pour ecrir, ma ti sarei grato se mi spiegassi.
    Pablo

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    1. Oddio, odio spiegare ciò che scrivo perché lo scrivo seguendo una scintilla che non è semplice.
      Comunque: ho giocato su due concetti. Forse è questo ciò che ti sfugge. "Ci si perde" riferito a due persone che si perdono e "ci si perde" riferito ad un individuo che perde se stesso.
      Io l'ho scritto e lo leggo in un modo, tu puoi leggerlo in un altro. Come sempre.

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    2. Perché ti irriti? Se scrivi una cosa e qualcuno non la capisce e te ne chiede la spiegazione, di renderla più semplice cioè, puoi rifiutarti di rispondere e amen. Se lo fai devi rimanere tranquilla perché se non l'ho capita vuol dire che sono stupido e con gli stupidi occorre pazienza.
      Comunque L'avevo perfettamente capito il doppio senso. Non commentavo il perdersi di due persone, perché evidentemente ovvia la situazione, bensì il perdersi individuale. Ciò che non capivo era che tu -sempre così sicura di te stessa, basta leggere sopra la risposta che testé mia hai dato- dicessi che "perdersi è il male minore". Questo mi sfuggiva, e questo ti avevo chiesto di spiegare.
      Ma puoi farne a meno, se odi farlo. Ok!
      Pablo

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    3. Mamma mia!
      Ho risposto in maniera normale e non in maniera irritata.
      Ho solo detto che non mi piace spiegare i miei post.
      Ma perché devi travisare tutto quello che scrivo?

      Sono davvero stufa di queste discussioni.
      Seriamente sfiancata.
      Un po' di relax... santo cielo!

      Perdersi è il male minore = quando si soffre forse è meglio stare lontani.
      Va meglio così?

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    4. curioso, nelle prime righe vedevo una coppia alla deriva, incapace di mantenersi unita, poi ho pensato a un individuo che la propria identità psico-affettiva. E alla fine ho pensato che non fa grande differenza, perchè quando una coppia si perde (non tronca o litiga) i due componenti per forza di cose perdono anche una parte della propria identità.
      ciao,
      ml

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    5. Va benissimo. Ci voleva tanto? Grazie.
      Pablo

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    6. @ massimo: sì, in effetti è così. Quando due persone si perdono, in fondo, si perdono un po' anche come individui.

      @ Pablo: no, ci voleva poco. L'importante è che tu prenda l'abitudine di non "prendere d'aceto" subito e di non sentirti sempre aggredito ogni volta che scrivo qualcosa. Te l'ho scritto: sono stanca di dovermi difendere in ogni momento su questo blog. Magari lo chiudo, così elimino il problema alla radice.

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    7. Guarda che io non ti ho aggredita. Diciamo allora così: tu ti sei sentita aggredita perché io sono un po' brusco, o un po' troppo; ma fa parte del mio modo di fare. Io però non intendevo aggredirti. Che tu ti sia sentita chiusa in un angolo e "sfiancata" mi dispiace proprio. Dimenticalo, se puoi. E non chiudere sto blog, che piace a tanti, por favor.
      Pablo

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    8. Allora cerca, se riesci, di essere meno brusco. Non ho risposto nulla di male ma vengo letta da te sempre in maniera negativa. E' questo che mi stanca.

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    9. Sai che faccio? Scriverò il commento di getto, come mio solito, perché non so fare altro, inutile che provo. Poi però lo rileggerò, una volta, due volte; poi lo cancello invece di inviarlo e lo riscrivo. E lo rileggo. Vediamo se riesco ad essere meno brusco. Ma non vorrei sembrarti addormentato....dico, a volte si deplorano cose che poi, una volta perse, si rimpiangono. A me è successo già. Comunque vedremo come funziona. OK?
      Pablo

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    10. Basterebbe che non interpretassi sempre "al veleno" tutto quello che scrivo e che non leggessi ogni mia parola come un tentativo di azzannarti alla gola.
      Basterebbe questo.

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    11. scusami se mi aggiungo qui ma... "parole d'oro".

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    12. @Riccardo spiegati: parlavi a me o a lei?

      @Euridice. Ma tu sei veramente convinta che io mi senta sotto assedio da parte tua? Se così fosse ti sbagli: io mi diverto con questi scambi, che non trovo affatto feroci. Nè interpreto le tue parole "al veleno". Solo ormai ho capito, anche quando lo mascheri bene, se sei irritata oppure no. Infatti ho chiesto docilmente perché ti irriti e tu hai risposto con un "Mamma mia!". Quando tu metto gli esclamativi ha sempre un significato.
      Ho riletto, mi pare che siano parole non offensive. Le lascio.

      @Riccardo. Era sicuramente a lei che rispondevi. Non sono polemico, solo divertito dal tuo intervento. Allora, sto sul podio anch'io, magari con un..."parole di bronzo"?
      Pablo

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    13. si, scusatemi ancora ma le parole di Mia, quelle sopra, andrebbero seminate ovunque...
      Beh Pablo, meglio "parole di bronzo" che "parole di tolla" ^_^
      un saluto.

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    14. @ Pablo: invece a me certi scambi cominciano a stancare, come ti ho già scritto sopra. E non li trovo affatto divertenti. Quel "mamma mia!" era dettato dallo sfinimento, non dall'irritazione.

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    15. Va bene. Provvederò
      Pablo

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    16. Come vedi, Riccardo, si può sempre trovare qualcosa di positivo. Basta cercare.
      Un saluto
      Pablo

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  2. "Ci si perde".
    Trovo avvincente che al giorno d'oggi qualcuno trovi interessante scrivere un bel post sul "perdersi". A me interessa ovviamente solo il perdersi di una coppia, che non significa lasciarsi, ma perdersi di vista, nel senso di "siamo sempre insieme ma viviamo in due mondi paralleli". Già buono in un certo senso. Conosco situazioni in cui i due convivono apparentemente, ma stanno in due costellazioni contrapposte. Il cozzo avverrà per ordine naturale delle cose e uno dei due, o probabilmente tutti e due, andranno in frantumi.
    Poi qualcuno, il solito vicino di casa, il prete del villaggio, il fornaio, il garzone del droghiere, diranno che erano persone normali, tanto per bene, chissà come è potuto succedere.
    Scusa Euri, ma io non posso fare a meno di pensare che una delle cause maggiori dei femminicidi che avvengono attualmente in Italia sia figlio dell'essersi improvvisamente persi.
    Psomoi Andròmeoi

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    1. Non avevo pensato ai femminicidi, sono sincera.
      Ma questa "lettura" del mio post mi sembra molto interessante e, forse, molto più profonda di quanto volessi io stessa.
      Grazie Psomoi!

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  3. Il “perdersi” racchiude mille sfaccettature: e tu, in estrema sintesi, le hai colte tutte. In forma poetica. Complimenti :-)

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    1. Perdersi può essere molto più di quello che ho scritto, immagino.
      Comunque ti ringrazio per i complimenti.

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  4. il mio primo pensiero è di sconfitta...

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    1. Anche se non sempre perdersi è una sconfitta.
      Qualche volta può essere persino una salvezza.

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    2. si, è vero, può essere una salvezza,
      però lo vedo sempre come qualcosa che non ha funzionato.

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    3. In linea di massima hai ragione, ovviamente.
      Ma ci sono sempre piccole eccezioni.

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    4. beh si... non posso che concordare, non ci sono limiti.

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  5. E' bello, Euridice.
    (Questa volta non riesco ad aggiungere altro, ma tre parole, in certi casi, sono sufficienti).

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    1. Più che sufficienti, direi.
      Grazie Lisa.

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  6. Perché ho pensato subito al perdersi dalla retta via, piuttosto che al "ci si perde le chiavi di casa"? Forse perchè per alcuni è più facile smarrire la via che le chiavi. E sono tra quelli.

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    1. Non so perché tu abbia pensato prima al perdersi dalla retta via piuttosto che al perdere le chiavi di casa... forse perché non ho mai parlato delle chiavi di casa.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.