2 settembre 2014

La signora Ida

La signora Ida è piuttosto anziana e cammina a piccoli passi. Si muove curva e con difficoltà. Indossa il suo golfino di lana leggera e mi guarda con la dolcezza di chi ha deciso che ormai vale la pena voler bene a chiunque. Abita qui accanto e ascolto ogni mattina i suoi impercettibili moti. La conosco pochissimo e ci salutiamo appena. Non esce quasi mai dal suo appartamento perché c'è sempre qualcuno che fa ciò che le serve. Ieri, però, l'ho incontrata all'ingresso. Ho atteso che i suoi piedi la conducessero fino all'ascensore. "Gli ho chiesto di aspettarmi" mi dice. E l'ascensore l'ha aspettata davvero. Ci scambiamo un sorriso e saliamo insieme.

[foto by LEONELMUNIZ]

16 commenti:

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    1. Anche a me.
      Spero di diventare sua amica. Con un po' di tempo e con l'occasione giusta.

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  2. "... chi ha deciso che ormai vale la pena voler bene a chiunque...", vorrei essere già capace di farlo.

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    1. Neppure io.
      Anzi.
      Spero che quando arriverò all'età di Ida (sempre se ci arriverò...) avrò imparato a fare esattamente come lei: guardare gli altri con una consapevolezza che solo il tempo e la saggezza sanno dare.

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  3. Anche la mia nonna si chiamava Ida, anche lei aveva la schiena curva, molto curva, e da piccola mi chiedevo come mai non fosse possibile raddrizzarla. Lei invece, forse, alla sua età aveva capito che era inutile tenersi qualcosa per sé, nella tomba non sarebbe servito a nulla e quindi donava, poco di quel materiale che aveva, molto sul piano spirituale. È così riuscita a tramandare ed a rendere eterna, in questa vita, la sua anima. Magari è azzardato, magari è un'allucinazione, ma mi piace pensare che lei a suo modo avesse scoperto una delle possibili vie per esserci per sempre. (Nel mio blog ci sei già passata, ma evidentemente non c'era nulla d'interessante per te. Tu invece, ora, hai stimolato un buon ricordo. Grazie). A.

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    1. Ida, la tua nonna, aveva imparato qualcosa di molto speciale che, purtroppo, non tutti sappiamo capire: nella tomba ciò che abbiamo non ci servirà più a niente. Eppure ci sono persone che, anche in prossimità della fine, non vogliono cedere nulla di ciò che possiedono.

      Non posso sapere se e quando sono passata sul tuo blog, visto che non ho capito quale sia.
      In ogni caso: grazie a te.

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  4. penso sempre che le persone anziane siano detentrici di una saggezza speciale. sempre che non ricadano in quella demenza di cui si diceva

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    1. Ida non patisce quel genere di male. Il suo corpo è deformato da altre patologie, evidentemente, ma la sua mente mi sembra lucida e consapevole.

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  5. "Il vantaggio dell'essere anziani è che non ci si sorprende più di niente" diceva una signora.
    Dopo un certo punto nella vita, alcune persone decidono che sorridere vale sempre la pena, altre decidono di incattivirsi e si chiudono a riccio fino alla morte.
    Nutro tanta stima verso chi riesce a decidere che sorridere al mondo valga la pena.

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    1. La signora Ida appartiene al gruppo di quegli anziani che riescono e vogliono sorridere. Infatti ci siamo scambiati alcuni sorrisi mentre eravamo in ascensore e ci siamo lasciate allo stesso modo sulla soglia dei nostri rispettivi appartamenti.

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    2. Generalmente, chi riesce a sorridere così dopo un'intera vita trascorsa su questo strano mondo, non è chi ha avuto ogni cosa bensì, al contrario, è chi ha avuto il minimo indispensabile ed è così riuscito/a a trovare il bello che c'è in tutte quelle piccole cose che ci sorprendono un giorno dopo l'altro.
      Chi ottiene ogni cosa, durante la vita, quasi certamente continuerà a voler di più, ogni giorno che passa...

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    3. Probabilmente hai ragione.
      Non conosco a sufficienza la signora Ida per sapere come sia stata la sua vita. Ma la sua dolcezza e la sua pacatezza mi fanno immaginare una vita semplice di una donna che si è dedicata ai suoi figli e a qualche attività che ancora non so.

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  6. Ci credi se ti dico che anche la mia vicina di casa teramana si chiama Ida? Una signora novantenne affiancata da una badante che non vedo però dal mese di giugno.

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    1. Abbiamo una vicina con lo stesso nome, evidentemente.
      La "mia" Ida non credo arrivi ai novanta anni. Forse ne ha diversi in meno.
      Non ho capito se tu non veda da giugno la "tua" signora Ida o la sua badante.

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  7. Mi sono letta qualcuno dei tuoi post più recenti e questo è quello che mi è piaciuto di più. Che linguaggio delicato che hai usato per descrivere una situazione così quotidiana. Mi è sembrato di leggere uno di quei libri di racconti misti, sai, quelli con le pagine un po' ingiallite e con il timbro della biblioteca, anziché un post nel web.
    Che bellino,
    Un abbraccio

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    1. Bellino?
      Ti ringrazio.

      Qualcuno mi ha suggerito di trasformare i miei post in un libro.
      Credo non servirebbe a molto. E poi: chi lo leggerebbe?

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.